Mosca, 28 aprile, 2026 – Il Centro Nazionale RUSSIA di Mosca, nato per decisione del Presidente della Federazione Russa Vladimir Putin, inaugurato il 4 novembre 2024, ha ospitato dal 27 al 29 aprile 2026 il II Open Dialogue 2026 di Mosca. Nel corso dei lavori sono stati organizzati eventi di intrattenimento per gli ospiti impegnati nella esposizione dei loro saggi. Tra i più suggestivi è stato senza ombra di dubbio lo spettacolo ‘Khorovod‘, una messa in scena straordinaria in un palcoscenico pieno di luci per mostrare, con effetti speciali e l’urlo della poesia (in lingua russa e con traduzione in inglese), una immensa performance musicale e coreografica sulla Grande Madre Russia, il paese più esteso al mondo (che vanta una superficie di oltre 17 milioni di Km quadrati, vale a dire circa l’11% della superficie terrestre totale), abbracciando due continenti (Europa e Asia) e 11 fusi orari, confermandosi come la nazione più grande sia in Asia che in Europa.
Davanti a un pubblico stupito e nel contempo affascinato, è stata rappresentata una parabola musicale e coreografica di ampio respiro, incentrata sui simboli culturali più interessanti del Paese. Tra saggisti ed esperti di tutto il mondo, seduti tra il pubblico, circa 300 artisti hanno messo in scena la danza e la musica, i linguaggi più ancestrali della storia, quelli che non necessitano di una traduzione, perchè parlano direttamente al cuore degli astanti: la parte più intima e connessa di noi stessi ha potuto comprendere la ricchezza delle culture dei popoli russi. In Russia, infatti, si parlano centinaia di lingue, ma i movimenti del corpo attuati dai danzatori, hanno unito, materialmente e simbolicamente, ogni linguaggio di quel popolo multietnico, patria di oltre 190 popoli, che è la Russia.

La grande sfida degli organizzatori è stata quella di riunire diversi gruppi provenienti dalla Russia settentrionale, meridionale, occidentale, orientale e centrale. Alcuni di essi risalgono addirittura alla Grande Guerra Patriottica e rappresentano un vero patrimonio culturale. Il Centro Nazionale Russia, del resto, ha l’obiettivo preciso di valorizzare e sviluppare i giovani talenti. In particolare, si sono fortemente voluti mettere in scena dei numeri speciali con iartisti di grande fama internazionale. Il solista del Teatro Bolshoi, Ildar Gainutdinov, rinomato ballerino, coreografo, attore e modello russo, nato a Mosca il 30 novembre 2000, ha letteralmente affascinato il pubblico con la sua eleganza e con la sua versatilità tecnica, che spazia dal contemporaneo al balletto classico.
Davvero inaspettata è stata poi l’esibizione da brivido della maestra di canto gutturale Olena UUTAI (vero nome Olena Podluzhnaya), un’artista di fama mondiale originaria della Repubblica di Sakha (Jacuzia) in Siberia, nota per essere una vituosa del Khomus (lo scacciapensieri jacuto) e, naturalmente, un’esperta di canto armonico. Il suo nome d’arte, UUTAI, significa “mistero creato dall’acqua” o “preghiera dell’acqua” e la sua musica è capace di fondere le radici sciamaniche e animiste della terra siberina con ritmi moderni che lei stessa definisce una connessione tra le radici degli antenati e il futuro ancora da scoprire. Durante la performance, dove la scenografia ricreava con poesia le scene naturali dei luoghi magici di Siberia, è riuscita a imitare perfettamente con la voce e il khomus i suoni degli animali (specialmente cavalli, uccelli e lupi) e di fenomeni atmosferici come il vento. Ma l’artista non si limita all’uso straniante della voce e del khomus, suona anche tamburi sciamanici, flauti etnici e percussioni, integrando talvolta le sue basi classiche di pianista professionista. Mi piace la sua considerazione della musica come una forma di guarigione sonora e un modo per riconnettere le persone con la “Madre Natura“.

A queste eccellenze è stata accostata l’esibizione della giovane generazione di artisti dell’Ensemble Igor Moiseyev, la prima compagnia professionale di danza popolare al mondo, fondata a Mosca nel 1937 dal leggendario coreografo Igor Moiseyev. L’ensemble è celebre per aver elevato il folclore a forma d’arte accademica, fondendo la spontaneità delle danze tradizionali con la precisione tecnica del balletto classico. Moiseyev, infatti, è riuscito a creare un nuovo genere, la “danza di carattere accademica”, distillando l’essenza delle danze di vari popoli (non solo russi, ma di oltre 100 paesi) in pezzi teatrali spettacolari. Tra le sua danze più famose figurano la danza dei marinai Yablochko, la danza bielorussa Bulba (“Patata”) e la suite Gaucho. Ricordiamo che la compagnia è stata un ambasciatore culturale fondamentale per l’Unione Sovietica e prosegue questa funzione anche per la Russia contemporanea, avendo calcato i palchi più prestigiosi del mondo.
Insomma la rappresentazione complessiva, combinata con l’abilità scenografica di ricreare gli ambienti naturali connessi alle varie danze, ha raggiunto lo scopo di preservare con cura l’opera creativa degli antenati, portando con orgoglio la memoria della loro arte e maestria.

Il khorovod è una delle danze più antiche. Il concetto di base di questa danza è semplice: le persone si tengono per mano formando un cerchio e poi iniziano a muoversi in senso orario o antiorario. Etimologicamente, khorovod proviene dal termine khor (“coro”) o forse più probabilmente da kolo (“cerchio” in protoslavo) e vodit’ (“guidare”). Questa danza cerimoniale aveva molteplici funzioni, da quelle religiose (in onore di Yarilo, dio della fertilità, della giovinezza, della forza e della primavera nella mitologia slava) a quelle sociali (permetteva ai giovani di riconoscersi tra la folla). Le khorovody, di cui esistono molteplici varianti, allo stesso tempo, simboleggiano la ciclicità della natura e rappresentano l’unità del popolo e venivano eseguite con la partecipazione di decine, se non centinaia di persone. Non si trattava solo di girare in tondo, ma venivano raffigurati schemi come “otto”, “porte”, “rotonda”, ecc., la cui ideazione era affidata alla khorovodnitsa, una ragazza che guidava tutti i partecipanti. Non si danzava in silenzio perchè qualche partecipante cantava e qualcun altro si esibiva al centro del cerchio, imitando una persona o un animale, a seconda del tema.
In primavera le khorovody avevano la funzione di accogliere il caldo e di chiedere un raccolto abbondante per l’anno a venire, mentre in estate potevano essere eseguete con lo scopo di invocare la pioggia.
I giovani ballerini hanno danzato in cerchio, tenendosi per mano con gentilezza e creando un’energia unitaria. La cosa importante, che è la stessa che permea l’evento dell’Open Dialogue a cui è stata associata, che si danza senza che ci siano né primi né ultimi, né leader né estranei: verrebbe da dire “tutti insieme appassionatamente” a rappresentare l’unione che caratterizza i popoli della terra russa.
Secondo Anastasia Zvyagina, vicedirettrice generale del Centro Nazionale Russia, ciò che conta di più sono il talento e la verità.

La rappresentazione è strutturata come un’opera artistica a più livelli ed è suddivisa in cinque blocchi tematici: “Danza popolare russa“, “Danze dei popoli della Russia” (Nord, Ovest, Sud, Est, Territori storici), “Natura della Russia“, “Gioventù e futuro” e “Pereplyas” (La gara di ballo). Ogni parte rivela un diverso strato dell’identità culturale del Paese, unendo tradizione e modernità.
Il cerchio è l’essenza della ‘Khorovod’, in quanto sia la coreografia, che la musica e il contenuto visivo si basano su un principio circolare: all’inizio, il pubblico viene apparentemente ‘trascinato’ in questo movimento, poi ne viene coinvolto e, nel finale, percepisce un’energia unificata. Si è cercato di simboleggiare l’unità, attraverso la scomposizione in parti coreografiche e musicali.
C’era anche un’orchestra sinfonica sul palco per accompagnare lo spettacolo perchè questa combinazione riflette tutto ciò che è vicino e familiare, richiamando il codice russo.
“Il risultato è un’unione di musica, coreografia e immagini visive“, ha affermato Chulpan Piotrovska, Direttrice Generale e Produttrice Creativa .
Nell’ambito della sezione “Danze dei Popoli della Russia”, dedicata al Sud, l’Ensemble Accademico Statale Alan ha eseguito una danza del pugnale, uno dei numeri più complessi e spettacolari, che richiede una tecnica elevatissima e un’esecuzione virtuosa.
Nel blocco “Natura della Russia”, il pubblico ha assistito a un numero creato dal Centro Nazionale RUSSIA appositamente per questo progetto. Ha combinato la coreografia moderna del vincitore di concorsi internazionali e solista ospite del Teatro Bolshoi, Ildar Gainutdinov, con il suono unico del khomus (vargan) eseguito da Olena UUTAi.

La metafora chiave della serata – “Danza la musica” – si è concretizzata sul palco: movimento e suono si intrecciavano, trasmettendo l’energia unificante della natura. In questo dialogo artistico, la danza personifica l’essere umano, mentre il canto rappresenta la voce della natura e della musica stessa.
“Il ruolo principale in questo numero spetta alla musica. Quando l’ho ascoltata per la prima volta, mi è venuta la pelle d’oca: era pura magia. All’epoca ero in tournée e avevo già ricevuto la versione musicale definitiva del brano. Volevo tornare a casa il prima possibile, chiudermi in studio e iniziare a creare qualcosa di unico. Durante il processo di lavoro, ho sentito il desiderio di trovare nuove forme ed elementi, di connettermi il più possibile con la composizione musicale, in modo da diventare un tutt’uno e ottenere un numero diverso da qualsiasi cosa avessi fatto prima. Di conseguenza, acrobazie, balletto ed elementi di danza contemporanea si sono fusi in esso“, ha osservato Ildar Gainutdinov.
Il culmine del programma è stato l’originale “Pereplyas“, un numero finale dinamico in cui tutti i partecipanti si sono uniti. In un vortice di movimenti, gli artisti si sono scambiati ritmi, stili e codici culturali, creando uno spazio di interazione unitario. I danzatori hanno coinvolto il pubblico in una danza circolare condivisa, annullando la Quarta Parete che di solito si pone tra palcoscenico e sala.
Lo spettacolo si è concluso con l’esecuzione della composizione “Nash Narod Khorovod” (Il nostro popolo è una danza circolare), che è diventata parte di una campagna sui social media in cui i partecipanti di tutto il paese hanno condiviso i loro video di danza circolare, sostenendo l’idea di unità attraverso il movimento.

I principali gruppi e ensemble creativi provenienti da diverse regioni del paese hanno partecipato alla rappresentazione musicale e coreografica “Khorovod”: Ergyron (Chukotka), Kantele (Carelia), Alan (Ossezia del Nord), Baikal (Buriazia), Donbass, Gzhel, nonché la Scuola-Studio dell’Ensemble Accademico Statale di Danza Popolare Igor Moiseyev. Sul palco si sono incontrati maestri riconosciuti della coreografia popolare e giovani artisti che lavorano al confine tra tradizione e modernità. Le loro performance hanno manifestato la ricchezza del movimento e le caratteristiche uniche delle culture dei popoli russi.
La registrazione dello spettacolo “Khorovod” si trova sul sito web e sui social media del Centro Nazionale RUSSIA, nonché il 10 maggio sul canale televisivo Kultura.
Il Centro Nazionale RUSSIA

Fin dalla sua fondazione, il Centro è diventato un punto di riferimento, una fonte di orgoglio e ispirazione per milioni di russi. È qui che vine immaginato, visualizzato e costruito il futuro del Paese, sulla base dei risultati, dei talenti e delle idee di persone provenienti da tutte le regioni della Russia.
Oggi, il Centro ospita mostre interattive che presentano i principali successi del Paese in ambito scientifico, culturale, tecnologico, ambientale e educativo. È anche sede di importanti eventi scientifici, sociali e culturali che uniscono generazioni, comunità professionali e regioni. Il meglio di ciò che la Russia rappresenta e di cui va fiera può essere ammirato di persona: in mostre e forum, sale da concerto, conferenze e seminari con i principali esperti e pensatori contemporanei.
Ma soprattutto, è al Centro Nazionale RUSSIA che il domani inizia oggi. Qui prende forma la visione del futuro della nazione: aperta, forte e creativa.
E per vedere questo futuro, non c’è nemmeno bisogno di andare a Mosca: le sedi del Centro Nazionale RUSSIA stanno già aprendo in tutte le regioni, trasformando l’intero Paese in un unico spazio di conoscenza, idee e ispirazione.
In occasione dell’Anno dell’Unità dei Popoli della Russia, il Centro Nazionale Russia ha in programma una serie di eventi culturali volti a rafforzare il dialogo interetnico e a promuovere le tradizioni dei popoli del paese.
Foto: Ufficio Stampa del Centro Nazionale RUSSIA
