Nella cornice solenne e senza tempo di San Calisto a Roma, il 24 giugno 2026, l’aria vibrava di una solennità rara, intrisa di storia e di quella speciale spiritualità che solo l’incontro tra mondi apparentemente distanti sa generare. In un evento di straordinaria risonanza, la comunità diplomatica e accademica si è riunita per celebrare un traguardo monumentale: il 91° anniversario delle relazioni bilaterali tra la Repubblica di Cuba e la Santa Sede. Una data che non è solo cronaca, ma un battito profondo nel cuore della diplomazia mondiale.
Il cuore pulsante della serata è stato il documentario inedito “Il Papa e Fidel, un dialogo inatteso alla fine del secolo”, un’opera magistrale del compianto maestro del giornalismo italiano, Gianni Minà. Attraverso le sue immagini, lo spettatore è stato trasportato in un viaggio onirico e documentale che esplora, con sensibilità sociologica e rigore storico, la visita apostolica di Papa Giovanni Paolo II a Cuba, il primo Pontefice a varcare i confini dell’isola.

Un omaggio alla memoria nel segno della Rivoluzione
L’evento si è fatto carico di una valenza etica profonda, trasformandosi in un omaggio vibrante al leader storico della Rivoluzione cubana, Fidel Castro, in occasione del centenario della sua nascita. Come sottolineato nelle analisi storiche rievocate durante la serata, la memoria di Fidel non è un mero ricordo del passato, ma una luce che continua a illuminare le prospettive di un dialogo costruttivo e necessario per il futuro dell’umanità.

Le voci dell’eccellenza
Il prestigio della serata è stato garantito dalla presenza di figure apicali, custodi di una diplomazia che sa farsi ponte tra le anime dei popoli. Tra gli illustri presenti, hanno conferito solennità all’evento:
Sua Eminenza Cardinale Giovanni Angelo Becciu, la cui esperienza come Nunzio Apostolico a Cuba tra il 2009 e il 2011 ha offerto una testimonianza viva di questi rapporti privilegiati.
Mons. Bruno Lins, Vice Capo del Protocollo della Segreteria di Stato, a rappresentare la cura meticolosa della Santa Sede per le relazioni internazionali.
Mons. Francisco Javier Díaz Tenza, figura chiave della Segreteria di Stato, la cui opera quotidiana tesse i fili diplomatici con l’America Centrale e i Caraibi.
Mons. Pawel A. Ptasnik, Presidente della Fondazione Vaticana Giovanni Paolo II, custode della memoria del Papa polacco.
Sua Eccellenza Leyde Ernesto Rodríguez Hernández, Ambasciatore di Cuba presso la Santa Sede, che ha saputo incarnare con la sua parola il legame profondo tra la sua nazione e Roma.

L’Intervento di Sua Eccellenza Leyde Ernesto Rodríguez Hernández
Di seguito si riporta la trascrizione fedele del discorso pronunciato dall’Ambasciatore:
“Eccellentissimo Ambasciatore Alberto Barranco Chavarría, Decano del Gruppo dei Paesi dell’America Latina e dei Caraibi (GRULAC).
Eccellenze, Ambasciatori, rappresentanti del Corpo Diplomatico e dell’Ambasciata di Cuba in Italia. Professore Alfredo Luciani, Presidente dell’Associazione Carità Politica. Dottoressa Loredana Macchietti Minà, Presidente della Fondazione Gianni Minà. Sacerdoti, signore e signori! Amici tutti!
Ho l’onore di rivolgermi a voi per ringraziare per i patrocini dell’Associazione Internazionale Carità Politica che, congiuntamente alla Fondazione Gianni Minà, in collaborazione con l’Ambasciata di Cuba, ha reso possibile questo evento.
Vorrei ricordare che, alla cerimonia di benvenuto del 21 gennaio 1998, quando fu ricevuto dal Comandante in capo Fidel Castro, Papa Giovanni Paolo II chiese ‘che Cuba si aprisse al mondo con tutte le sue magnifiche possibilità, e che il mondo si aprisse a Cuba’. Quattro giorni più tardi, prima di partire, il Sommo Pontefice si riferì alle ‘misure economiche restrittive imposte dall’esterno del Paese’ come: ‘ingiuste ed eticamente inaccettabili’.
La visita di Giovanni Paolo II, avvenuta quasi trent’anni fa, ha aperto un cammino molto importante, che deve continuare e approfondirsi nel corso delle positive relazioni tra Cuba e la Santa Sede, che questo 7 giugno hanno compiuto il loro 91° anniversario. Approfittiamo di questa magnifica occasione per ricordare tale commemorazione.
Ancora una volta, ringrazio l’Associazione Carità Politica, la Fondazione Gianni Minà, e la Segreteria di Stato della Santa Sede, per la loro importante cooperazione, così come le autorità di questo prestigioso palazzo che ci ha accolto con tanta ospitalità. Molte grazie!”

La serata, resa possibile grazie alla sinergia tra l’Associazione Internazionale Carità Politica, presieduta dal Professor Alfredo Luciani, e la Fondazione Gianni Minà, rappresentata dalla Dottoressa Loredana Macchietti Minà, si è conclusa come un inno alla pazienza diplomatica. È stato un evento in cui la retorica ha incontrato la realtà, trasformando un semplice ricordo in una promessa di futuro, dove la diplomazia non è solo calcolo, ma una missione al servizio della dignità umana.

Articolo redatto da la sottoscritta Maddalena Celano

