Di Maddalena Celano* – Dalla trincea di Caimito, l’Europa antiimperialista alza la voce: 112 brigadisti di 14 paesi denunciano il blocco come crimine contro l’umanità e lanciano 11 assi di lotta fino alla vittoria
Caimito, Artemisa – Non è una dichiarazione di rito. È una dichiarazione di guerra al blocco. La 53 Brigata Europea José Martí, nell’anno del Centenario di Fidel, rompe il silenzio complice dell’Unione Europea e annuncia un piano d’azione permanente, militante e coordinato che va dalle aule del Parlamento europeo ai porti, dalle banche ai quartieri. Parola d’ordine: Cuba non è sola.
Fidel vive: dalla Cuba resistente l’Europa che non si arrende lancia la sua offensiva contro il blocco
Sono arrivati il 3 agosto da 14 paesi d’Europa – Germania, Austria, Belgio, Islanda, Italia, Portogallo, Malta, Svizzera, Svezia, Grecia, Regno Unito, Francia, Spagna e Norvegia. 112 giovani, lavoratori, militanti. Per 14 giorni hanno fatto quello che nessuna cancelleria europea fa più: hanno ascoltato, lavorato, visto con i propri occhi.
Hanno condiviso il lavoro volontario a Caimito, le guardie nei policlinici, le lezioni nelle scuole, le assemblee nei quartieri, la fatica delle cooperative in mezzo agli apagones. Hanno visto il biberon che manca, il farmaco oncologico bloccato in dogana da una banca europea terrorizzata dalle sanzioni USA, il pezzo di ricambio per una centrale elettrica che non arriva perché nessuna naviera osa attraccare a La Habana.
E hanno capito, come scrivono nella Dichiarazione Finale approvata il 14 agosto, che quello contro Cuba non è un “embargo”, ma la guerra economica più lunga della storia moderna, un sistema di misure coercitive unilaterali con applicazione extraterritoriale che viola il Diritto Internazionale e la sovranità stessa dei popoli europei.
La Dichiarazione, dedicata al Centenario della nascita di Fidel Castro Ruz (13 agosto 1926), non si limita alla denuncia. È un piano di lotta in 11 punti che trasforma la solidarietà da gesto simbolico a offensiva politica strutturata.
Si va dalla proposta di istituzionalizzare il 3 febbraio – anniversario del proclama di Kennedy che nel 1962 ufficializzò il blocco totale – come Giornata Mondiale di Lotta contro il Blocco, alla Giornata Europea contro l’extraterritorialità del 17 ottobre 2026, nel 73° anniversario de “La Storia mi Assolverà”, per portare in tribunale le banche europee complici.
C’è la battaglia per la sovranità logistica e navale, la denuncia delle grandi compagnie di trasporto che rifiutano di operare con Cuba, l’offensiva istituzionale a Bruxelles e Strasburgo, la mobilitazione di massa in coincidenza con il voto annuale all’ONU, e l’attivazione in vista della XXX Cumbre Iberoamericana di Madrid di novembre.
Al centro, una consapevolezza che rompe la narrazione dominante: il blocco non è un problema solo cubano, è un attacco all’Europa. Ogni volta che una banca spagnola chiude il conto a un’associazione di solidarietà, ogni volta che una compagnia di assicurazioni svizzera rifiuta un carico di medicine, è la sovranità europea che viene calpestata da Washington.
Da Caimito, dove Fidel continua a nascere ogni giorno in ogni consultorio e in ogni scuola, 112 brigadisti tornano trasformati. E avvertono: finché esisterà il blocco, non ci sarà riposo.
DICHIARAZIONE FINALE DELLA 53 BRIGATA EUROPEA JOSÉ MARTÍ – TRADUZIONE INTEGRALE DEL DOCUMENTO IN ITALIANO
Caimito, Cuba, 14 agosto 2026
Per il Centenario di Fidel Castro Ruz: Unità, Solidarietà e Lotta fino a vincere il Blocco!
Noi, 112 brigadisti internazionalisti di 14 paesi d’Europa — Germania, Austria, Belgio, Islanda, Italia, Portogallo, Malta, Svizzera, Svezia, Grecia, Regno Unito, Francia, Spagna e Norvegia — membri della 53 Brigata Europea José Martí, riuniti a Cuba dal 3 al 16 agosto 2026, nel quadro del Centenario della nascita del Comandante in Capo Fidel Castro Ruz.
Dopo 14 giorni di lavoro volontario, di scambio con il popolo, con le sue organizzazioni di massa, con i suoi studenti, contadini, scienziati e lavoratori; dopo aver visitato policlinici, scuole, cooperative, quartieri e centri di memoria storica, e aver constatato con i nostri occhi la crudeltà di una guerra economica non dichiarata, abbiamo deciso di elevare al mondo questa Dichiarazione Politica.
I. CONSIDERANDO
Che il blocco economico, commerciale e finanziario imposto dal governo degli Stati Uniti contro Cuba costituisce, per durata, portata e severità, l’atto di guerra economica più prolungato della storia moderna, un crimine contro l’umanità e, come la stessa Cuba ha denunciato alle Nazioni Unite, un atto di genocidio tipizzato nella Convenzione del 1948.
Che questo blocco non è un “embargo bilaterale”, ma un sistema di misure coercitive unilaterali con applicazione extraterritoriale che viola flagrantemente il Diritto Internazionale, la Carta delle Nazioni Unite e la sovranità dei nostri stessi popoli europei.
Che l’inclusione calunniosa e arbitraria di Cuba nella spuria lista di Stati sponsor del terrorismo costituisce l’anello più cinico di questa politica, il cui unico fine è strangolare l’economia cubana, impedirne l’accesso a carburanti, alimenti, medicine, tecnologia e finanziamenti, e giustificare una narrazione di asfissia mediatica.
Che siamo arrivati a Cuba in un momento di inasprimento imperiale. Di fronte all’avanzata del fascismo, del militarismo della NATO e delle politiche di guerra in Europa, Cuba continua a dimostrare che un altro mondo è possibile: con sanità e istruzione pubbliche, universali e gratuite, con l’internazionalismo medico, con la democrazia popolare e con la dignità.
Che l’eredità di Fidel Castro Ruz, nel suo Centenario, ci interpella. Fidel ci ha insegnato che la solidarietà non è dare ciò che avanza, ma condividere ciò che si ha, e che un mondo migliore non solo è possibile, ma è imprescindibile. Il suo pensiero antimperialista, martiano e marxista-leninista continua ad essere bussola per i popoli che lottano.
II. DICHIARIAMO
Primo: La nostra condanna assoluta e incondizionata al blocco imperialista. Esigiamo la revoca immediata, totale e incondizionata di tutte le sanzioni e le leggi che compongono il blocco, incluse la Legge Torricelli, la Legge Helms-Burton e tutte le sue disposizioni extraterritoriali. Esigiamo ugualmente l’esclusione definitiva, immediata e senza condizioni di Cuba dalla lista dei paesi sponsor del terrorismo.
Secondo: Che Cuba non è sola. Ribadiamo che la causa di Cuba è la causa di tutti i popoli che lottano per la loro sovranità, per l’autodeterminazione e per il socialismo. La resistenza del popolo cubano di fronte a 64 anni di aggressioni è patrimonio dell’umanità progressista.
Terzo: Che il blocco è anche un attacco contro l’Europa. Denunciamo la complicità dell’Unione Europea e dei governi europei che, sotto la subordinazione a Washington e nonostante la loro retorica di rifiuto del blocco, permettono che banche, compagnie di navigazione, assicurazioni e imprese europee si rifiutino di operare con Cuba per timore delle sanzioni statunitensi.
III. CI IMPEGNIAMO E CONCORDIAMO DI LOTTARE PER
1. Rompere l’assedio mediatico e informativo. Ci costituiamo come tribune permanenti della Rivoluzione Cubana in Europa. Ci impegniamo a produrre, diffondere e viralizzare in modo coordinato materiali audiovisivi, testimonianze, podcast e cronache che documentino l’impatto reale del blocco sulla vita quotidiana del popolo cubano: nel biberon di un bambino, nel farmaco oncologico che non arriva, nel blackout provocato dalla mancanza di carburante. Porteremo questa verità nei sindacati, nelle università, nei parlamenti e nei quartieri.
2. Istituzionalizzare il 3 febbraio come Giornata Mondiale di Lotta contro il Blocco. In memoria del 3 febbraio 1962, data del proclama di Kennedy che ufficializzò il blocco totale, convochiamo tutte le organizzazioni di solidarietà, i partiti di sinistra, i sindacati e i movimenti sociali del mondo a trasformare questa data in una giornata globale di denuncia, con azioni simultanee davanti alle ambasciate USA e alle sedi della UE.
3. Elevare la solidarietà materiale ad atto politico di prim’ordine. Intensificheremo la solidarietà pratica, non come carità, ma come internazionalismo militante: con l’invio di container, la campagna della “valigia solidale”, collette finanziarie, gemellaggi tra comuni e la campagna strategica di dotazione di pannelli solari e medicine per sostenere il Sistema Sanitario Nazionale Pubblico, trincea etica della Rivoluzione.
4. Giornata Europea contro l’extraterritorialità del blocco – 17 ottobre 2026. In tributo a Fidel e al 73° anniversario della sua storica arringa “La Storia mi Assolverà” (16 ottobre 1953), svilupperemo una giornata di azione decentrata e simultanea in tutta Europa per denunciare e agire sul piano giudiziario e politico contro le banche europee che bloccano bonifici e chiudono conti ad associazioni e cittadini per legami con Cuba. Porteremo casi davanti ai tribunali nazionali e davanti all’Osservatorio Internazionale.
5. Unità antimperialista delle lotte. Ci uniamo attivamente alle convocazioni sindacali e sociali di scioperi generali e mobilitazioni in Europa previste per il 30 ottobre 2026. Promuoveremo in ogni piattaforma unitaria che l’esigenza della fine del blocco e del genocidio economico contro Cuba sia una delle sue rivendicazioni centrali, legandola inscindibilmente alla causa del popolo palestinese, alla lotta contro il fascismo e contro la guerra imperialista.
6. Offensiva diplomatica al Vertice Iberoamericano. Attiveremo la nostra rete nello Stato Spagnolo affinché, durante il XXX Vertice Iberoamericano di Madrid (4 e 5 novembre 2026), si esiga da tutti i Capi di Stato e di Governo latinoamericani ed europei una condanna inequivocabile e senza ambiguità del blocco, e il riconoscimento del carattere criminale della politica statunitense.
7. Denuncia del blocco navale e commerciale. Avvieremo una campagna internazionale di indagine e denuncia pubblica contro le grandi compagnie di navigazione, le imprese di logistica e le società di certificazione che, per sottomissione al blocco, si rifiutano di attraccare nei porti cubani o di trasportare carichi umanitari e commerciali a Cuba, violando la libertà di commercio e di navigazione.
8. Battaglia politica nel Parlamento Europeo. Rafforzeremo la nostra offensiva istituzionale a Bruxelles e Strasburgo. Intensificheremo l’invio massivo di lettere a eurodeputati, presidenti di commissioni, gruppi politici e al Servizio Europeo per l’Azione Esterna; moltiplicheremo le petizioni formali davanti alla Commissione per le Petizioni del Parlamento Europeo e utilizzeremo ogni risposta istituzionale, per quanto insufficiente, come prova della complicità e come strumento di denuncia pubblica.
9. Scendere in piazza quando il mondo vota contro il blocco. Convochiamo manifestazioni unitarie, massicce e coordinate in tutte le capitali europee in coincidenza con la votazione annuale all’Assemblea Generale dell’ONU contro il blocco. Questa mobilitazione sarà guidata dalla gioventù brigadista, articolando la solidarietà con Cuba con le lotte ecologiste, femministe, antifasciste e per la pace.
10. Rafforzamento giuridico e permanente della solidarietà. Ratifichiamo il nostro sostegno e la partecipazione attiva all’Osservatorio Internazionale Permanente contro il Blocco, costituito a Bruxelles nel 2023, e diamo seguito agli accordi del Tribunale Internazionale contro il Blocco celebrato nel Parlamento Europeo nel novembre 2023. Ci impegniamo a fornire prove, testimonianze e risorse per la battaglia legale internazionale che mira a dichiarare il blocco come crimine contro l’umanità.
11. Organizzazione, unità e ricambio generazionale. Ci impegniamo ad articolare campagne unitarie, stabili e permanenti tra tutte le piattaforme di solidarietà con Cuba a scala nazionale ed europea, superando settarismi e protagonismi. Daremo priorità alla formazione e all’incorporazione della gioventù europea, garantendo il ricambio storico della solidarietà.
Questa Brigata torna in Europa trasformata. Abbiamo visto un popolo che, nonostante le file, i blackout e le carenze imposte dall’esterno, non rinuncia alla sua Rivoluzione. Abbiamo visto la statura di un Fidel che continua a nascere ogni giorno in ogni ambulatorio, in ogni scuola, in ogni atto di dignità.
Che si ascolti a Washington, a Bruxelles e in ogni capitale europea: finché esisterà il blocco, non ci sarà riposo per noi. Trasformeremo ogni quartiere, ogni centro di lavoro e ogni università in una trincea di solidarietà con Cuba.
Per il Centenario di Fidel, vinceremo!
Abbasso il blocco genocida!
Cuba non è sola, Cuba non cede!
Viva la solidarietà internazionalista!
Viva Cuba Socialista!
Hasta la Victoria, Siempre!
Dato a Caimito, provincia di Artemisa, Cuba, il 14 agosto 2026.
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* La nostra redattrice, Maddalena Celano, è a Cuba, invitata dal governo di L’Avana, in occasione della commemorazione dei 100 anni dalla nascita di Fidel Castro. Inquadrata nella Brigata europea “Josè Martì”, condivide con i colleghi provenienti da tutta Europa questa esperienza di fratellanza tra i popoli nel nome dei valori fondativi della rivoluzione cubana. Pubblichiamo le sue corrispondenze. Un ringraziamento a Idania Ramos, dell’Istituto Cubano di Amicizia con i Popoli, per la sua vitale e preziosa collaborazione.
