Di Maddalena Celano*.
Palacio de Convenciones, Martedì 11 agosto, ore 14:00. Sala 10.
Il foglio logistico diceva 22 invitati, pranzo anticipato, tutti seduti alle 13:50. In realtà eravamo quasi un centinaio. Nessuna bandiera, nessun folklore. Solo compagni e compagne seduti in cerchio, quaderno in mano. Sono i brigatisti della Brigata Europea José Martí.
Italiani, spagnoli, francesi, baschi, greci, tedeschi. Operai, insegnanti, medici, giovani che hanno pagato di tasca propria per stare un mese a lavorare nei campi e oggi sono qui al Coloquio “Fidel: Legado y Futuro”. Non turisti solidali. Militanti che vivono il blocco sulla loro pelle quando le loro banche bloccano un bonifico verso Cuba.
A presiedere l’incontro, l’ICAP. Che non è una ONG simpatica. È un ufficio governativo, un’istituzione della Rivoluzione. L’Istituto Cubano di Amicizia con i Popoli. E si vede dal metodo: niente discorsi di circostanza, ma un ordine del giorno chiarissimo.
Tre punti. Tre linee di combattimento per il centenario di Fidel.
IL BLOCCO NON SI RACCONTA, SI COMBATTE.
Non è più sufficiente dire “il blocco esiste”. Qui si è discusso di come renderlo un costo politico per chi lo impone. I compagni della Brigata hanno portato proposte concrete: creare in ogni paese europeo un osservatorio legale per denunciare le banche europee che applicano extraterritorialmente le leggi USA, lanciare campagne nei porti contro le compagnie che rifiutano di attraccare a Cuba, organizzare carovane di medicine sfidando apertamente il divieto.
L’ICAP è stato netto: la solidarietà europea non può essere solo inviare un container. Deve essere rompere il blocco dal suo interno, in Europa.

LA DISINFORMAZIONE NON SI SMENTISCE, SI SCHIACCIA CON LA VERITÀ ORGANIZZATA.
Secondo punto, il più lungo. Come contrastare la macchina di disinformazione contro Cuba.
I brigatisti lo hanno detto chiaramente: su TikTok, su Instagram, su X, Cuba viene raccontata da Miami con milioni di dollari. Noi rispondiamo con tre post a settimana. Così perdiamo.
La strategia uscita dalla Sala 10 non è “rispondere alle fake news”. È costruire una controffensiva permanente. Ogni brigatista, tornato a casa, diventa un nodo di comunicazione: video di 30 secondi girati qui nel Campamento, interviste ai contadini con cui hanno lavorato, ai medici del policlinico, tradotte in 4 lingue e rilanciate in modo coordinato. Non difendersi. Attaccare con la verità di Fidel: non mentire mai, nemmeno per la Rivoluzione.
PALESTINA: LA STESSA TRINCEA.
Ed è qui che la discussione si è fatta più alta. Perché a un certo punto un compagno ha detto: “Non possiamo parlare di blocco a Cuba senza parlare di genocidio a Gaza”.
In Sala 10 si è parlato a lungo di Palestina. Non come tema aggiunto, ma come stessa battaglia. Cuba e Palestina sono le due cause che l’imperialismo vuole cancellare: una con l’assedio economico, l’altra con le bombe.
L’ICAP ha ricordato che Cuba è stato il primo paese a rompere con Israele e che oggi i medici cubani curano i palestinesi. I brigatisti europei hanno proposto di unire le due lotte in Europa: portare la kefiah e la bandiera cubana nelle stesse piazze, denunciare le stesse aziende che vendono armi a Israele e applicano il blocco a Cuba, spiegare che antiimperialismo è uno solo.
Fidel lo aveva detto: “La causa della Palestina è la causa dell’umanità”. Oggi, nel centenario, in Sala 10, quel filo tra L’Avana e Gaza è stato tirato con forza. Non c’è solidarietà con Cuba senza solidarietà con la Palestina. E viceversa.
Alle 18:00 chiusura. Tutti in piedi. Partenza per il Teatro Nacional de Cuba per il concerto di Frank Fernández con la Orquesta Sinfónica Nacional. Inizio 20:00, durata 45 minuti, poi rientro al Campamento per cenare e riposare.
Dalla Sala 10, spoglia e militante, al Teatro Nacional. Dalla strategia contro il blocco, alla battaglia della comunicazione, alla trincea internazionale per la Palestina. È la stessa cosa. È Cuba che, nonostante tutto, continua a produrre pensiero, bellezza e internazionalismo.
Questo è il centenario di Fidel che sto vedendo. Non una celebrazione. Un’officina di futuro.
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* La nostra redattrice, Maddalena Celano, è a Cuba, invitata dal governo di L’Avana, in occasione della commemorazione dei 100 anni dalla nascita di Fidel Castro. Inquadrata nella Brigata europea “Josè Martì”, condivide con i colleghi provenienti da tutta Europa questa esperienza di fratellanza tra i popoli nel nome dei valori fondativi della rivoluzione cubana. Pubblichiamo le sue corrispondenze. Un ringraziamento a Idania Ramos, dell’Istituto Cubano di Amicizia con i Popoli, per la sua vitale e preziosa collaborazione.
