Nonostante le perdite miliardarie causate dalla crisi del Mar Rosso, la Zona Economica del Canale di Suez registra una crescita record e continua ad attrarre investimenti internazionali.
di Chiara Cavalieri
IL CAIRO- L’Egitto continua a puntare sul Canale di Suez come motore strategico della propria crescita economica. Mentre il traffico marittimo internazionale risente ancora delle conseguenze delle tensioni nel Mar Rosso e degli attacchi contro le navi commerciali dirette verso il Canale, il governo del Cairo ha annunciato risultati particolarmente positivi per la Zona Economica del Canale di Suez (SCZone), considerata oggi uno dei più importanti poli industriali e logistici dell’intera regione.
Secondo i dati diffusi dal Centro Stampa del Governo egiziano, le entrate della Zona Economica del Canale di Suez sono più che triplicate negli ultimi otto anni, passando da 2,8 miliardi di sterline egiziane nel periodo 2016-2017 a 11,6 miliardi di sterline egiziane nel biennio 2024-2025.

Numeri che confermano la crescente capacità della SCZone di attrarre investimenti e attività produttive, trasformandosi progressivamente in uno dei pilastri della strategia economica nazionale.
UN PROGETTO CENTRALE NELLA VISIONE DI AL-SISI
La Zona Economica del Canale di Suez rappresenta uno dei progetti più ambiziosi promossi dal presidente Abdel Fattah el-Sisi nell’ambito della modernizzazione dell’economia egiziana.
Istituita formalmente con la Legge n. 83 del 2017, la zona è stata concepita per sfruttare la posizione geografica unica del Canale di Suez, attraverso cui transita una quota significativa del commercio mondiale.
L’obiettivo è trasformare il corridoio marittimo non soltanto in una via di transito, ma in un vero ecosistema industriale, logistico e manifatturiero capace di generare valore aggiunto, occupazione e investimenti.

La SCZone comprende sei porti principali e quattro grandi aree industriali specializzate distribuite su una superficie complessiva di circa 461 chilometri quadrati.
Grazie agli incentivi fiscali, alle infrastrutture moderne e alla posizione strategica tra Europa, Asia e Africa, l’area è diventata negli ultimi anni una delle principali destinazioni per gli investimenti industriali nella regione.
I NUOVI INVESTIMENTI DEL 2026
Le infografiche pubblicate dal governo egiziano evidenziano una serie di nuovi progetti avviati dall’inizio del 2026.
Tra questi spicca il progetto Camstone Advanced Industries, che prevede investimenti pari a 8 milioni di dollari per la produzione annuale di due milioni di metri quadrati di pavimentazioni SPC di alta qualità, un settore caratterizzato da una crescente domanda sui mercati internazionali.
Particolarmente significativo anche l’ampliamento del centro logistico Kadmar International, che beneficerà di investimenti per circa 24 milioni di dollari.
Il progetto consentirà di incrementare la capacità di stoccaggio fino a 34.000 tonnellate annue, rafforzando ulteriormente il ruolo logistico della Zona Economica.

Questi investimenti si inseriscono in una strategia più ampia finalizzata ad attrarre aziende internazionali operanti nei settori manifatturiero, logistico, energetico e tecnologico.
LA SFIDA DEL MAR ROSSO
I risultati positivi della SCZone assumono un significato ancora più rilevante se inseriti nel contesto delle difficoltà che il Canale di Suez sta affrontando a causa della crisi nel Mar Rosso.
All’inizio del mese scorso il presidente Al-Sisi ha rivelato che l’Egitto ha subito perdite pari a circa 10 miliardi di dollari nelle entrate del Canale di Suez a seguito degli attacchi alle navi commerciali nel tratto marittimo di Bab el-Mandeb.
La crisi, collegata agli sviluppi della guerra di Gaza e alle operazioni condotte dagli Houthi contro il traffico navale internazionale, ha spinto numerose compagnie di navigazione a modificare le proprie rotte, scegliendo il più lungo percorso attorno al Capo di Buona Speranza.
Questa situazione ha avuto un impatto diretto sulle entrate derivanti dal transito delle navi nel Canale.
Tuttavia, proprio in questo scenario, la crescita della Zona Economica del Canale di Suez assume una particolare importanza strategica.
Mentre il traffico marittimo può essere influenzato dalle crisi geopolitiche regionali, lo sviluppo industriale e logistico dell’area offre all’Egitto una fonte più stabile e diversificata di crescita economica.
UN HUB INDUSTRIALE PER IL FUTURO
La strategia perseguita dal governo egiziano punta a trasformare la Zona Economica del Canale di Suez in uno dei principali poli produttivi e logistici del Mediterraneo e del Medio Oriente.
L’obiettivo non è limitarsi ai ricavi derivanti dal passaggio delle navi, ma creare un sistema integrato capace di generare esportazioni, occupazione qualificata, trasferimento tecnologico e produzione industriale destinata ai mercati internazionali.
Negli ultimi anni numerose aziende provenienti da Cina, Europa, India, Turchia e Paesi del Golfo hanno annunciato investimenti nell’area, attratte dalla posizione strategica del Canale e dalle opportunità offerte dalla crescente integrazione dell’Egitto nelle catene globali del valore.
La crescita registrata tra il 2016 e il 2025 dimostra come questa strategia stia iniziando a produrre risultati concreti.
Nonostante le sfide poste dall’instabilità regionale, il Canale di Suez continua a rappresentare uno degli asset strategici più importanti dell’Egitto.
Le difficoltà degli ultimi mesi hanno spinto il governo a diversificare ulteriormente le fonti di reddito collegate all’area, investendo non solo nel traffico marittimo ma anche nella produzione industriale, nei servizi logistici e nelle infrastrutture.
I dati annunciati dal governo indicano che la Zona Economica del Canale di Suez sta progressivamente diventando uno degli strumenti più importanti per sostenere la crescita economica nazionale, attirare investimenti stranieri e rafforzare il ruolo dell’Egitto come piattaforma commerciale tra Africa, Asia ed Europa.
Il successo della SCZone rappresenta per il Cairo un segnale incoraggiante e la conferma della centralità del Canale di Suez nella visione economica del Paese.
© Associazione Italo-Egiziana Eridanus – Tutti i diritti riservati
