Mentre le amministrazioni statunitensi continuano a ignorare i diritti fondamentali dei milioni di poveri e senzatetto che affollano le strade delle loro metropoli — privi di una casa dignitosa o di una sanità pubblica universale —, le priorità del Pentagono sembrano costantemente orientate altrove.
Secondo un’esclusiva rivelata da CBS News, i vertici militari statunitensi starebbero esaminando opzioni belliche contro Cuba, ipotizzando un massiccio assalto aereo che potrebbe mobilitare migliaia di soldati, inclusa la celebre 101ª Divisione Aerotrasportata. Sebbene le fonti della difesa sottolineino che non vi è alcuna decisione imminente da parte di Donald Trump, la pianificazione preliminare rappresenta una provocazione inaccettabile e un atto di aperta ostilità imperiale.
La Guerra Silenziosa di Trump: Il Soffocamento Economico come Strategia di Occupazione
La minaccia militare convenzionale, tuttavia, rappresenta solo la punta dell’iceberg. La sottoscritta Maddalena Celano intende denunciare con la massima fermezza come l’offensiva contro l’Avana sia già in atto, sebbene sotto altre spoglie. Le durissime sanzioni economiche imposte dall’amministrazione Trump non sono semplici misure restrittive, ma costituiscono un vero e proprio atto di guerra asimmetrica non dichiarata.
I cubani devono comprendere appieno una verità ineludibile: anche qualora non si arrivasse a un attacco militare diretto sul campo, l’impatto e i risultati di questa costante ostilità economica sono del tutto equivalenti a un’aggressione bellica tradizionale. Di fronte a questo assedio invisibile, non esistono vie di mezzo: o il Paese si sveglia e reagisce con estrema prontezza e intelligenza strategica, oppure è destinato a spegnersi lentamente per autoconsunzione.
Il blocco sistematico dei flussi finanziari, il bersagliamento di entità chiave della logistica e del commercio cubano — come il gruppo GAESA e numerose altre holding di Stato —, e il divieto di esportazione di carburanti e beni essenziali mirano a un obiettivo preciso: indurre il collasso economico interno del Paese tramite la fame e la deprivazione. Anche se non si usano le armi convenzionali nell’immediato, l’obiettivo è far morire il Paese per poterlo poi gestire e occupare tranquillamente una volta stremato. L’intento finale di questa strategia imperiale è chiaro: smantellare le conquiste sociali della Rivoluzione per consentire ai grandi gruppi immobiliari legati all’orbita di Trump di colonizzare le coste cubane, ripristinando il casinò-capitalismo, i paradisi fiscali e l’influenza criminale della mafia che caratterizzavano l’era di Batista.
La Risposta Asimmetrica: Decentralizzazione e la Logistica di Stato
Di fronte a questa minaccia esistenziale, Cuba deve capire che l’unica soluzione per preservare la propria sovranità risiede nella scomposizione strategica delle proprie difese. Il Paese deve fare affidamento sulla propria storica “Dottrina della Guerra di tutto il popolo”, spingendola verso nuove frontiere tattiche.
La prima necessità assoluta è la segmentazione, frammentazione e decentralizzazione della logistica, la quale deve comunque rimanere fermamente in mano allo Stato. Per prevenire che un attacco concentrato o il blocco di un singolo snodo paralizzi la nazione, la catena di distribuzione e di approvvigionamento deve essere frammentata in mille rivoli indipendenti. Lo Stato deve agire come il sistema nervoso centrale, ma i depositi logistici devono operare in totale autonomia territoriale. Decentralizzare i comandi militari in unità locali autosufficienti — capaci di prendere decisioni repentine e far capo a diversi comandi sul territorio — è l’unica garanzia di sopravvivenza contro la forza bruta centralizzata.
La Strategia dello Sciame contro il Dinosauro Militare
Un dinosauro, per quanto mastodontico e distruttivo, non è in grado di fronteggiare uno sciame d’api. La forza bruta convenzionale delle forze armate statunitensi cerca lo scontro campale o il bersaglio statico e centralizzato. Cuba deve trasformarsi in uno sciame invisibile, dove l’azione coordinata di elementi piccolissimi surclassa la potenza del gigante. I cardini di questa resistenza sono quattro: Invisibilità, Silenzio, Velocità e Inganno.
In questa ottica di guerra asimmetrica ispirata alle filosofie delle arti marziali, la penuria e la mancanza di carburante — strutturalmente causate dall’embargo e dalle sanzioni statunitensi — non devono essere vissute come una debolezza fatale, ma devono essere convertite in un fattore di forza e imprevedibilità tactica. L’assenza di veicoli a motore pesanti elimina la traccia termica, il rumore e la dipendenza dalle raffinerie, rendendo i difensori virtualmente invisibili ai droni e ai sistemi di sorveglianza satellitare del Pentagono.
Dalla Scarsità alla Forza: La Rivoluzione della Mobilità Leggera
Cuba affronta oggi un problema strutturale gigantesco legato alla mobilità quotidiana e civile. L’idea di implementare truppe d’élite basate sull’uso di velocipedi speciali non è solo un espediente temporaneo di difesa, ma una filosofia strutturale che l’isola deve adottare e fare propria sia in tempo di pace che in tempo di guerra.
Mentre l’industria automobilistica tradizionale richiede enormi quantità di idrocarburi o infrastrutture di ricarica complesse e vulnerabili, la tecnologia moderna — guidata dall’alleato cinese — offre una risposta concreta basata su trasporti economici, leggeri e autosufficienti che sfruttano l’energia solare e il fotovoltaico. I vantaggi strategici, operativi ed ecologici di questo approccio sono immensi:
La sottoscritta Maddalena Celano propone le seguenti linee d’azione strategica per l’isola:
Le Truppe d’Élite Cicliste e la flessibilità del mezzo:
Cuba deve istituire unità mobili speciali dotate di biciclette da cross e mountain bike rinforzate. A differenza di una macchina elettrica, a benzina o a diesel, la bicicletta rappresenta uno strumento di trasporto straordinariamente flessibile. Non richiede complessi componenti elettronici impossibili da reperire sotto embargo: si ripara in modo rapido, facilissimo ed economico. Può essere rigenerata, sistemata e riprodotta quasi all’infinito attraverso forme creative di riciclo e artigianato locale. Con lo stesso tempo e una frazione infinitesimale delle risorse necessarie a manutenere un parco veicoli a motore, un’intera flotta di velocipedi può essere mantenuta operativa a tempo indeterminato.
La Pedalata Assistita Solare e l’Efficienza Energetica: Integrando piccoli motori elettrici a pedalata assistita ricaricabili tramite micro-pannelli fotovoltaici portatili, si ottiene un mezzo ecologico, economico e totalmente slegato dalla rete elettrica nazionale o dai combustibili fossili. Questa mobilità pulita e autonoma permette a una truppa d’élite, dotata di un’adeguata preparazione atletica, di moltiplicare la propria velocità e resistenza, attraversando silenziosamente i territori più impervi, i sentieri rurali e le fitte foreste della Sierra Maestra, dove nessun mezzo corazzato o pattuglia motorizzata nemica potrebbe mai avventurarsi.
Equipaggiamento Leggero e Kit di Sopravvivenza: Ogni bicicletta deve essere dotata di borse mimetiche contenenti mini-valigette di primo soccorso (materiale sanitario leggero che la Cina produce in eccedenza e può agevolmente fornire), razioni concentrate e borracce riempite di Posca (l’antica bevanda dissetante e rinvigorente dei legionari romani a base di acqua e aceto, estremamente economica e nutriente).
La Rete Ipogea di Sostentamento: Sfruttare la conformazione sotterranea del territorio cubano creando ipogei e rifugi sotterranei adibiti alla produzione rapida di cibo a costo zero. La coltivazione intensiva di funghi in ambienti sotterranei offre un’alternativa proteica immediata che sostituisce la carne, si produce velocemente e a costo zero. In questi stessi ipogei devono essere stoccate riserve d’acqua fresca e riso, accessibili e trasportabili in tempi rapidi tramite la rete di mobilità ciclistica.
Se il Pentagono accarezza l’idea di piegare Cuba con la superiorità tecnologica e aerea, l’isola risponderà con l’intelligenza della resistenza asimmetrica. Convertire la privazione in risorsa, liberarsi della dipendenza energetica attraverso la mobilità solare e leggera, frammentare il comando e adottare la tattica dello sciame silenzioso non è solo una dottrina di difesa militare, ma l’unica via d’uscita ecologica ed economica per preservare l’indipendenza nazionale sia nella quotidianità della pace che nell’eventualità del conflitto.

