Cuba resiste. Nonostante l’inasprimento dell’embargo e le continue minacce del regime di Trump.
E resiste anche in modo simbolico, coinvolgendo la società civile e promuovendo la raccolta di firme “La mia firma per la Patria”, che vuole ribadire il sostegno alla Rivoluzione socialista cubana, alla sovranità dell’Isola e il suo impegno per la pace e l’emancipazione sociale.
Il Presidente di Cuba, Miguel Díaz-Canel, ha apposto la sua firma a Playa Giron, durante la commemorazione del 65esimo anniversario della vittoria di Cuba contro l’invasione del regime statunitense, nell’aprile 1961.
Riferendosi ai valorosi eroi cubani del ’61, il Presidente Díaz-Canel, ha affermato, sui social: “Oggi, lì (a Girón), abbiamo deposto fiori bianchi, in onore del loro eroismo, e abbiamo firmato la dichiarazione inequivocabile secondo cui la Rivoluzione cubana non scenderà mai a compromessi sui suoi principi”.
L’iniziativa “La mia firma per la Patria” sostiene l’appello del Presidente cubano alle organizzazione cubane e di tutto il mondo, allo scopo di sensibilizzare la comunità internazionale relativamente al dramma che sta subendo Cuba a causa delle misure coercitive in ambito commerciale, finanziaro ed economico imposte dagli USA, per ragioni meramente ideologiche.
Gli USA, infatti, non hanno mai sopportato l’idea che, a pochi passi da casa loro possa esistere una realtà nella quale la comunità, attraverso il socialismo, venga messa al primo posto e che in quell’Isola si investa in sanità e istruzione, piuttosto che in armi di distruzione di massa.
Non occorre essere comunisti o socialisti per sostenere Cuba. Basta la logica, il buonsenso, l’umantià.
Luca Bagatin
