Chiara Cavalieri
IL CAIRO- L’Egitto ha espresso un significativo sostegno politico e diplomatico alla candidatura di Lana Zaki Nusseibeh, diplomatica degli Emirati Arabi Uniti, alla carica di Segretario Generale delle Nazioni Unite, in vista della successione ad AntΓ³nio Guterres, il cui secondo mandato terminerΓ il 31 dicembre 2026.
La posizione del Cairo Γ¨ emersa il 26 ottobre, durante una conversazione telefonica tra il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdel-Aty e il vice primo ministro e ministro degli Esteri emiratino, sceicco Abdullah bin Zayed Al Nahyan.
Secondo quanto riferito dal portavoce del Ministero degli Esteri egiziano, ambasciatore Nader Zaki, Abdel-Aty ha accolto con particolare favore la candidatura, sottolineando l’esperienza internazionale, le capacitΓ diplomatiche e la competenza della rappresentante emiratina.
Il ministro egiziano ha inoltre evidenziato il valore storico della candidatura di una donna araba alla massima carica amministrativa e diplomatica delle Nazioni Unite.
La posizione egiziana assume un significato che supera il semplice sostegno a una personalitΓ diplomatica: rappresenta anche il riconoscimento del ruolo crescente delle donne arabe nelle istituzioni internazionali e della volontΓ dei Paesi della regione di rafforzare la propria presenza nei processi decisionali multilaterali.
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Lana Nusseibeh Γ¨ una delle figure piΓΉ conosciute della diplomazia emiratina contemporanea.
Ha ricoperto l’incarico di Rappresentante Permanente degli Emirati Arabi Uniti presso le Nazioni Unite dal 2013 al 2024, maturando oltre un decennio di esperienza nei principali organismi dell’organizzazione.
Durante la sua carriera ha svolto funzioni di rilievo nell’Assemblea Generale e negli organismi dedicati alla promozione dell’uguaglianza di genere, partecipando inoltre ai lavori del Consiglio di Sicurezza durante il mandato degli Emirati Arabi Uniti come membro non permanente nel biennio 2022-2023.
La sua esperienza comprende negoziati multilaterali, questioni di sicurezza internazionale, diplomazia umanitaria e cooperazione tra Stati.
Un ulteriore elemento di particolare interesse riguarda le origini palestinesi di Lana Zaki Nusseibeh. La diplomatica emiratina rappresenta una figura significativa nel panorama internazionale, capace di coniugare le proprie radici familiari con una lunga esperienza al servizio della diplomazia degli Emirati Arabi Uniti.
La sua eventuale elezione assumerebbe un valore storico: sarebbe la prima donna alla guida delle Nazioni Unite e la prima donna araba a ricoprire tale incarico. Non sarebbe invece il primo Segretario Generale arabo, primato che appartiene all’egiziano Boutros Boutros-Ghali, in carica dal 1992 al 1996.

La candidatura riflette dunque la volontΓ di Abu Dhabi di proporre una figura giΓ inserita nei meccanismi diplomatici delle Nazioni Unite, con una conoscenza diretta delle procedure, degli equilibri e delle difficoltΓ che caratterizzano il funzionamento dell’organizzazione.
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L’appoggio espresso dal Cairo deve essere letto anche alla luce delle relazioni strategiche tra Egitto ed Emirati Arabi Uniti.
I due Paesi intrattengono una cooperazione consolidata nei settori economico, energetico, finanziario e diplomatico, condividendo numerosi interessi legati alla stabilitΓ del Medio Oriente, alla sicurezza del Mar Rosso e agli equilibri del mondo arabo.
Sostenere una candidatura emiratina alla guida delle Nazioni Unite significa, per l’Egitto, valorizzare una relazione bilaterale di primaria importanza e contribuire alla possibilitΓ di una maggiore rappresentanza araba ai vertici della diplomazia internazionale.
L’iniziativa puΓ² inoltre essere interpretata come un tentativo di rafforzare il peso negoziale dei Paesi arabi in un sistema multilaterale attraversato da profonde trasformazioni.
Tuttavia, il sostegno egiziano, pur politicamente significativo, non determina automaticamente l’orientamento degli altri Stati membri nΓ© l’esito della selezione.
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La conversazione tra Abdel-Aty e Abdullah bin Zayed non si Γ¨ limitata alla candidatura di Nusseibeh.
I due ministri hanno affrontato anche gli sviluppi della situazione regionale, esprimendo preoccupazione per il rischio di un ulteriore allargamento delle tensioni militari in Medio Oriente.
Entrambi hanno ribadito la necessitΓ di intensificare gli sforzi diplomatici, contenere l’escalation e privilegiare soluzioni politiche capaci di evitare un aggravamento dei conflitti.
Il collegamento tra le consultazioni sulla futura leadership delle Nazioni Unite e le crisi regionali appare particolarmente significativo.
L’Egitto continua infatti a svolgere un ruolo diplomatico nelle principali questioni mediorientali, mentre gli Emirati Arabi Uniti cercano di consolidare la propria influenza attraverso una politica estera caratterizzata da investimenti, relazioni multilaterali e iniziative diplomatiche.
La convergenza tra Cairo e Abu Dhabi testimonia la volontΓ di mantenere aperti canali di coordinamento in una fase nella quale la stabilitΓ regionale Γ¨ sottoposta a pressioni crescenti.
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Se eletta, Lana Nusseibeh diventerebbe la prima donna e la prima personalitΓ proveniente da un Paese arabo a ricoprire la carica di Segretario Generale delle Nazioni Unite.
Si tratterebbe di un passaggio storico per un’organizzazione che, dalla sua fondazione nel 1945, non ha mai avuto una donna alla propria guida.
La candidatura assume quindi un’importanza che riguarda sia la rappresentanza geografica sia quella di genere.
Non si tratta soltanto di una questione simbolica. La possibilitΓ che una diplomatica araba possa guidare le Nazioni Unite riflette anche le trasformazioni del ruolo politico e internazionale dei Paesi del Golfo e, piΓΉ in generale, del mondo arabo.
La sua eventuale elezione non implicherebbe tuttavia una rappresentanza degli interessi di una specifica regione: il Segretario Generale Γ¨ tenuto ad agire nell’interesse dell’intera organizzazione e nel rispetto della Carta delle Nazioni Unite.
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La candidatura di Nusseibeh non equivale a una nomina.
L’articolo 97 della Carta delle Nazioni Unite stabilisce che il Segretario Generale venga nominato dall’Assemblea Generale su raccomandazione del Consiglio di Sicurezza.
Questo significa che il candidato dovrΓ ottenere il necessario consenso all’interno del Consiglio, dove i cinque membri permanenti β Stati Uniti, Russia, Cina, Francia e Regno Unito β dispongono del diritto di veto sulle decisioni sostanziali.
Successivamente, l’Assemblea Generale dovrΓ procedere alla nomina.
La procedura rende indispensabile una candidatura capace di raccogliere consensi ben oltre la propria area geografica di provenienza.
Il nuovo Segretario Generale dovrebbe assumere le funzioni il 1Β° gennaio 2027, alla conclusione del mandato di AntΓ³nio Guterres.
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La scelta del prossimo Segretario Generale si inserisce in una fase complessa per il sistema delle Nazioni Unite, chiamato a confrontarsi con guerre, crisi umanitarie, rivalitΓ tra grandi potenze e crescenti difficoltΓ nel raggiungimento di accordi multilaterali.
In questo scenario, la candidatura di Lana Nusseibeh e il sostegno espresso dall’Egitto rappresentano un segnale politico di particolare interesse.
Il Cairo e Abu Dhabi mostrano di voler contribuire al dibattito sulla futura leadership dell’organizzazione, proponendo una figura diplomatica con una lunga esperienza nelle istituzioni internazionali.
Resta da comprendere quale consenso la candidatura riuscirΓ a raccogliere tra i membri del Consiglio di Sicurezza e all’interno dell’Assemblea Generale.
Una cosa appare giΓ evidente: la corsa alla successione di AntΓ³nio Guterres non riguarda soltanto la scelta di una personalitΓ diplomatica, ma anche gli equilibri di rappresentanza, influenza e credibilitΓ delle Nazioni Unite nel nuovo scenario internazionale.
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Ministero degli Esteri egiziano β dichiarazioni del 26 ottobre 2026.
Carta delle Nazioni Unite β articolo 97.
Nazioni Unite β profilo istituzionale di Lana Zaki Nusseibeh e procedura di selezione del Segretario Generale.
Β© Associazione Italo-Egiziana Eridanus
