Il ministro degli Esteri Abbas Araqchi conferma i progressi nei rapporti con Il Cairo. Le crisi regionali e la nuova geografia geopolitica del Medio Oriente favoriscono il dialogo tra le due storiche potenze regionali.
di Chiara Cavalieri
IL CAIRO. Egitto e Iran continuano a percorrere la strada del riavvicinamento diplomatico dopo decenni di relazioni difficili e di reciproca diffidenza. Nuovi segnali in questa direzione arrivano direttamente da Teheran, dove il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi ha discusso con il capo della Sezione per gli Interessi Iraniani al Cairo, Mojtaba Ferdowsi Pour, degli sviluppi delle relazioni bilaterali e delle prospettive future della cooperazione tra i due Paesi.
L’incontro rappresenta un ulteriore tassello nel lento ma costante processo di normalizzazione tra due attori fondamentali del Medio Oriente, il cui peso politico, demografico e strategico continua a influenzare l’intera regione.
Teheran punta sul dialogo con Il Cairo
Secondo quanto comunicato dalla missione iraniana al Cairo, Ferdowsi Pour ha presentato ad Araqchi un rapporto dettagliato sugli ultimi sviluppi delle relazioni tra Egitto e Iran, soffermandosi sui contatti politici, sulle iniziative diplomatiche e sulle opportunità di cooperazione economica e culturale.

L’incontro ha evidenziato la volontà iraniana di consolidare il dialogo avviato negli ultimi anni e di ampliare gli spazi di collaborazione in settori considerati strategici per entrambi i Paesi.
Da parte sua, Araqchi ha sottolineato come le relazioni tra Il Cairo e Teheran abbiano registrato progressi significativi, affermando che Egitto e Iran rappresentano due pilastri fondamentali del mondo islamico e possiedono importanti potenzialità che possono essere messe al servizio della stabilità regionale.
Dalla rottura del 1979 al graduale disgelo
Le relazioni diplomatiche tra Egitto e Iran subirono una brusca interruzione dopo la Rivoluzione Islamica del 1979.
Il Cairo accolse lo Scià Mohammad Reza Pahlavi dopo la sua fuga dall’Iran, mentre Teheran contestò duramente gli Accordi di Camp David e il trattato di pace tra Egitto e Israele. Da allora i rapporti tra i due Paesi sono rimasti limitati a rappresentanze diplomatiche di basso livello attraverso le rispettive sezioni di interessi.
Per oltre quattro decenni, le divergenze ideologiche, le alleanze regionali contrapposte e le differenti visioni della sicurezza mediorientale hanno impedito una piena normalizzazione.
Negli ultimi anni, tuttavia, il quadro geopolitico è profondamente cambiato.
Le crisi regionali spingono verso la cooperazione
Le guerre e le tensioni che attraversano il Medio Oriente hanno reso sempre più necessario il dialogo tra le principali potenze regionali.
La guerra a Gaza, l’instabilità in Sudan, la crisi della sicurezza nel Mar Rosso e le conseguenze dello scontro tra Iran, Israele e Stati Uniti hanno creato nuove esigenze di coordinamento diplomatico.
In questo contesto, Egitto e Iran condividono l’interesse a evitare un’ulteriore destabilizzazione della regione, soprattutto in aree che incidono direttamente sulla sicurezza nazionale egiziana, come il Mar Rosso e il Canale di Suez.
Per Teheran, inoltre, il miglioramento dei rapporti con Il Cairo rappresenta un importante successo diplomatico, considerando il prestigio e l’influenza che l’Egitto continua ad esercitare nel mondo arabo.
Il ruolo dell’Egitto nella nuova architettura regionale
L’Egitto mantiene una posizione unica nel panorama mediorientale.
Da un lato conserva solide relazioni con gli Stati Uniti e con i Paesi del Golfo; dall’altro dialoga con attori regionali diversi tra loro, tra cui Turchia, Iran, Russia e Cina.
Questa capacità di mantenere canali aperti con interlocutori spesso contrapposti conferisce al Cairo un ruolo di mediazione particolarmente rilevante.
Negli ultimi anni il presidente Abdel Fattah al-Sisi ha perseguito una politica estera improntata al pragmatismo, privilegiando la stabilità regionale e la tutela degli interessi nazionali egiziani rispetto alle contrapposizioni ideologiche.
Verso una normalizzazione completa?
La domanda che molti osservatori si pongono riguarda la possibilità di una piena ripresa delle relazioni diplomatiche tra Egitto e Iran.
Sebbene non vi siano ancora annunci ufficiali in tal senso, i continui incontri tra rappresentanti dei due Paesi e l’intensificazione dei contatti politici indicano che il processo di avvicinamento prosegue.
Restano tuttavia alcuni dossier delicati, tra cui le relazioni iraniane con gruppi armati regionali, gli equilibri nel Golfo e le preoccupazioni di alcuni alleati tradizionali del Cairo.
Nonostante queste difficoltà, il dialogo appare oggi più avanzato rispetto a qualsiasi altro momento degli ultimi quarant’anni.
Un cambiamento destinato a influenzare il Medio Oriente
Il progressivo riavvicinamento tra Egitto e Iran rappresenta uno degli sviluppi geopolitici più significativi del Medio Oriente contemporaneo.
Se il processo dovesse consolidarsi, potrebbe contribuire a ridisegnare gli equilibri regionali, favorendo nuovi meccanismi di dialogo tra le principali potenze dell’area.
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