Dal 7 al 9 agosto si è tenuto, presso il Palazzo dei Congressi de L’Avana, il XXIV Incontro Internazionale dei Partiti Comunisti e Operai (Solidnet).
Fondato ad Atene nel 1998, tale assise riunisce 118 partiti comunisti operai e, l’incontro dei giorni scorsi è stato presieduto dal Presidente di Cuba Miguel Diaz-Canel, alla presenza di oltre un centinaio di rappresentanti di 48 organizzazioni politiche provenienti da oltre 60 Paesi del mondo.
L’evento si è peraltro svolto nell’ambito del Centenario della nascita del leader cubano Fidel Castro e ha avuto come scopo non solo quello di difendere l’eredità della Rivoluzione cubana, ma anche di consolidare le azioni politiche volte alla lotta contro l’imperialismo e al rafforzamento della pace globale.
Il Presidente e Primo Segretario del Partito Comunista di Cuba, Miguel Diaz-Canel, nel suo discorso, ha sottolineato che attualmente “il mondo sta attraversando uno dei periodi più incerti e pericolosi della sua storia”. Ed ha aggiunto: “Stiamo vivendo un periodo di estrema intensificazione delle contraddizioni del capitalismo: eccessiva concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi, disuguaglianze nella sua distribuzione, distruzione ambientale e guerre per i mercati, le risorse e le aree di influenza”.
Il Presidente Diaz-Canel ha spiegato che “Nazionalismo, egemonia, supremazia e discriminazione razziale; xenofobia, deportazione e sterminio di popolazioni; guerre di conquista di territori e risorse naturali; punizioni che si abbattono su milioni di esseri umani e la messa al bando di ideologie e libertà civili: questi sono tratti inequivocabili dell’attuale fascismo e del suo predecessore hitleriano. Non contenti del genocidio a Gaza e della sua vergognosa diffusione pubblica, stanno cercando di ripeterlo a Cuba, attraverso una politica aggressiva e criminale, che viene dichiarata e negata, confutata e intensificata senza veli”.
In tal senso ha puntato il dito contro il regime di Trump, che ha inasprito ulteriormente l’embargo contro Cuba, “che priva i bambini cubani della vita alla nascita, riduce l’aspettativa di vita dei malati di cancro e nega al nostro popolo l’accesso a medicine, cibo, elettricità, acqua, trasporti e molte altre risorse per una vita dignitosa”.
Il Presidente Diaz-Canel ha spiegato come l’inasprimento di tale embargo, in particolare nel settore energetico, stia causando problemi seri anche nel settore sanitario, considerato peraltro all’avanguardia in tutto il mondo, perché manca l’energia per alimentare le sale operatorie e garantire tutti quei servizi sanitari necessari per curare i malati oncologici, per le donne in gravidanza e per tutti coloro i quali necessitano di interventi chirurgici.
“Pur essendo in grado di produrre tutti i medicinali di cui abbiamo bisogno, è disponibile solo il 30% dell’elenco di base. Il tasso di disponibilità tecnica delle ambulanze è solo del 22%. Il sistema di trasporto sanitario è sovraccarico. Si riscontra l’impossibilità di acquistare fonti di cobalto-60 per le terapie contro il cancro, e si verificano ritardi nel rilascio delle licenze per lo sbarco di materiale medico nei porti, anche a causa del rifiuto delle compagnie di navigazione internazionali, che hanno subito pressioni dall’imperialismo statunitense affinché non trasportino a Cuba i beni di cui abbiamo bisogno. E come se non bastasse, avevamo sempre mantenuto i tassi di mortalità infantile tra 4 e 5, che sono tassi da Paese sviluppato, tuttavia, negli ultimi anni il tasso è raddoppiato e attualmente supera i 9,8”, ha sottolineato il Presidente Diaz-Canel.
Egli ha parlato di vero e proprio “genocidio” contro il popolo cubano. Un “genocidio meticolosamente pianificato”.
Riferendosi al regime statunitense, il Presidente ha affermato che “I loro piani concepiscono il popolo cubano unicamente come uno strumento, una società morente, da usare contro il governo per raggiungere i loro sinistri obiettivi di rovesciare la Rivoluzione. Questa non è una nostra interpretazione; è stata scritta e concepita in questo modo dal Dipartimento di Stato per oltre sessant’anni. Tutto ciò che ho descritto costituisce una flagrante violazione delle norme internazionali e dei diritti umani, condannata dalla stragrande maggioranza della comunità internazionale, come è accaduto di recente alle Nazioni Unite, dove 136 nazioni hanno sostenuto Cuba nella sua giusta denuncia”.
In tal senso, egli ha spiegato come il mondo, un tempo fondato su “leggi e norme di coesistenza pacifica e civile fra gli Stati”, oggi sia totalmente scomparso “cedendo il passo alla volontà dei più forti e potenti, a scapito delle nazioni più povere”.
Egli ha spiegato, dunque, che “Il governo degli Stati Uniti ha intensificato le sue minacce militari e aggiornato la sua dottrina del “cambio di regime” , mantiene Cuba nella lista fasulla degli stati sponsor del terrorismo e, per finire, ha inventato la ridicola accusa di “potere di spionaggio” o focolaio di sovversione della cosiddetta sinistra terroristica radicale, di cui sembra che tutti noi qui facciamo parte, un nome patetico e fantasioso, credibile solo nelle loro menti psicotiche, ma che usano per confondere, giustificare ulteriori punizioni e legittimare le loro aggressioni.
Su questo tema, gli esperti delle Nazioni Unite hanno sottolineato che le misure coercitive unilaterali illegali adottate dagli Stati Uniti contro Cuba violano l’articolo 2 della Carta delle Nazioni Unite e fanno parte di una più ampia strategia di cambio di regime che comprende decenni di embargo contro Cuba”.
Ed ha affermato che “Il blocco statunitense funziona solo grazie alla complicità di coloro che temono il potere di Washington più del giudizio della storia. Il mondo non può rendersi complice di un altro genocidio. Ogni volta che una parte del mondo rimane in silenzio di fronte all’aggressione contro Cuba, il diritto internazionale si indebolisce. Ogni volta che un governo accetta sanzioni illegittime da parte degli Stati Uniti, il principio di non intervento si erode. Ogni volta che un’azienda viene pressata ad abbandonare i propri investimenti a Cuba, e altre esitano a investire per timore di ritorsioni, la dittatura economica di una singola potenza si rafforza”.
Il Presidente di Cuba ha definito tutto ciò una nuova forma di fascismo, perché “solo il fascismo può vedere un tale pericolo nella sinistra, perché cerca di imporre con la forza un’ideologia e un sistema di valori completamente opposti; ecco perché nella sua attuale ascesa cerca disperatamente di criminalizzarla, neutralizzarla e metterla a tacere”.
Ed ha sottolineato come ciò possa essere visibile attraverso “Lo sterminio dei palestinesi a Gaza, il colpo di stato in Venezuela e la punizione collettiva inflitta al popolo cubano”.
Difronte a ciò, ad ogni modo, come spiegato dal Presidente, Cuba ha continuato a resistere attraverso la realizzazione dei suoi vaccini contro il Covid 19; “la produzione alimentare con tecniche agroecologiche in un contesto di scarsità, il progresso delle energie pulite, la partecipazione popolare nei quartieri e la difesa dell’intero territorio con un popolo trasformato in milizie, pronto a difendere la propria autodeterminazione, la propria indipendenza e la propria sovranità”.
Egli ha parlato anche delle trasformazioni economiche, recentemente introdotte dal Partito Comunista di Cuba, spiegando che “si tratta di un processo di rivitalizzazione dell’economia, non di instaurazione del capitalismo; non ci saranno privatizzazioni indiscriminate, i mezzi di produzione fondamentali rimarranno nelle mani del popolo e, soprattutto, saranno preservate la sovranità e l’indipendenza nazionale”.
Il Presidente Miguel Diaz-Canel ha poi voluto ricordare il leader della Rivoluziona cubana, sottolineando che “Oggi, nel centenario della sua nascita, Fidel non è fisicamente presente, ma la sua presenza è più forte che mai. Cosa ci ha lasciato in eredità il Comandante in Capo? Ci ha lasciato la certezza che i sogni si realizzano difendendo gli ideali; ci ha insegnato che l’internazionalismo non è solo una frase, ma un atteggiamento che deve definirci; ci ha trasmesso la convinzione che il socialismo sia l’unica via per salvare l’umanità dall’abisso”. (…)
Ci ha insegnato che la lotta per la salvaguardia dell’ambiente e della specie umana è anche una battaglia socialista, che la scienza deve essere al servizio del popolo e che l’unità dei rivoluzionari è più importante di qualsiasi differenza tattica”.
Ed ha concluso il suo discorso affermando che “Aspiriamo a costruire insieme un mondo in cui la parola “solidarietà” non sia solo un ornamento, ma la forza trainante di ogni cosa. Un mondo in cui i bambini non muoiano di fame mentre il cibo viene gettato in mare. Un mondo in cui la scienza guarisca, non il profitto. Un mondo in cui la politica sia, come diceva Che Guevara, l’arte di servire gli altri”.
In questi giorni, a Cuba, inoltre, sempre nell’ambito del Centenario della nascita di Fidel Castro, si sta tenendo il simposio internazionale “Fidel: Eredità e Futuro”, che ha visto intervenire anche Liu Haixing, Capo del Dipartimento Internazionale del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese (PCC) che, a nome del Presidente cinese Xi Jinping, ha ribadito il sostegno della Repubblica Popolare Cinese alla Rivoluzione cubana e al popolo cubano, contro ogni aggressione esterna e contro l’embargo statunitense.
Luca Bagatin
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