Il Presidente di Cuba, Miguel Díaz-Canel, ha presentato alla stampa cubana un insieme di proposte pragmatiche per resistere all’inasprimento delle sanzioni illegali imposte dal regime statunitense all’Isola socialista.
Sanzioni che hanno ulteriormente aggravato la situazione di Cuba, già compromessa dall’ideologico embargo statunitense imposto prima nel 1960 dal regime allora retto da Eisenhower e successivamente ampliato da Kennedy.
Il Presidente Díaz-Canel ha spiegato che, secondo gli insegnamenti di Fidel Castro, “ogni opportunità nel mezzo di una crisi deve essere colta come un momento di decollo, come un momento di crescita”.
Egli ha altresì spiegato che intende porre al centro la necessità di dare impulso produttivo al Paese, al fine di distribuirne i proventi, attraverso il sistema della giustizia sociale, sviluppando i programmi sociali e affrontando il problema delle diseguaglianze.
Relevitamente al modello economico, egli ha parlato della necessità di decentramento, conferendo maggiori poteri “ad altri livelli, affinché possano svolgere attività proprie che promuovano anche il potenziale endogeno”.
In tal senso, il Presidente Díaz-Canel, ha spiegato la necessità di rendere i municipi autonomi e con la capacità di gestire le entrate in valuta estera sulla base delle capacità di “stimolare e gestire gli investimenti diretti esteri”, oltre che abbia la capacità di “approvare investimenti da parte di cubani residenti a Cuba”.
Relativamente alle imprese pubbliche socialiste, ha spiegato che dovrebbero operare senza intermediari e gestirsi autonomamente ed ha espresso la necessità di ridurre significativamente la burocrazia ad ogni livello.
La terra dovrebbe poi essere assegnata a coloro i quali sono in grado di lavorarla, evitando così i terreni incolti e raggiungendo i massimi livelli di produttività.
L’obiettivo, ha spiegato il Presidente, dovrebbe essere quello di sviluppare modelli che consentano di raggiungere la sovranità alimentare, ovvero l’autosufficienza nel settore agro-alimentare.
Relativamente al commercio con l’estero, egli intende promuoverlo evitando ogni intermediario, sia nell’ambito dell’esportazione che dell’importazione ed eliminare le restrizione all’importazione di veicoli, in particolare elettrici e ricaricabili con energia solare.
Inoltre, egli ha spiegato che mira a promuovere e incentivare rapporti di partnership fra gli enti pubblici e privati dell’isola e favorire gli investimenti nazionali ed esteri, e favorire il settore turistico e immobiliare.
Il Presidente Miguel Díaz-Canel ha infine spiegato la necessità di lottare uniti, contro l’aggressione statunitense che vorrebbe soffocare l’Isola e minaccia di invaderla.
“Non si rendono conto che esiste un popolo, per la maggior parte, disposto a non arrendersi, a non essere umiliato e a non perdere ciò che può essere migliorato”, ha spiegato il Presidente di Cuba, aggiungendo: “Dobbiamo raggiungere questo miglioramento tra di noi, con il nostro impegno e il nostro talento”.
Ed ha concluso sottolineando come “Molte di queste idee, queste proposte, mostrano un livello di maturità significativo”, ed ha aggiunto che “sono in fase di finalizzazione per l’approvazione da parte del Politburo e dell’Assemblea Nazionale; subito dopo, inizierà un processo di informazione e spiegazione per il pubblico, perché la cosa più importante è che queste trasformazioni necessarie siano comprese, condivise, difese e che vengano attuate con la massima efficienza”.
Luca Bagatin
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