L’ASSOCIAZIONE DIASPORE CUBANA LATINOAMERICANA ABBATTE IL BLOQUEO!
Mentre i palazzi del potere, persino in certe grigie aule accademiche dove il pensiero è solo formalismo vuoto, si smarriscono in freddi calcoli burocratici e pignolerie formali che non morde mai la realtà, c’è chi, con il fuoco della solidarietà vera nelle vene e l’anarchia creativa nel cuore, sceglie di agire. Non per carità, ma per giustizia. È il caso emblematico di Marzia Taylin Suárez, presidente dell’Associazione Diaspore Cubana Latinoamericana, che ha trasformato l’amore viscerale per le proprie radici in un atto concreto e potente di resistenza e speranza rivoluzionaria.
Recentemente, due imponenti bancali di medicinali essenziali e forniture mediche sono giunti a destinazione presso l’Ospedale Chirurgico Calixto García di Cuba. Non si tratta di scatole e barattoli, ma di munizioni vitali in una guerra silenziosa e spietata. La direzione dell’ospedale ha espresso profonda gratitudine per questo gesto, definendolo un esempio luminoso di umanità in un momento storico complesso e doloroso.

CONTRO IL BLOCCO CRIMINALE E IL CINISMO DELLE ÉLITE
Non possiamo e non dobbiamo girarci dall’altra parte. Questo dono non è una semplice donazione, è una denuncia a caratteri cubitali contro il Bloqueo, l’embargo genocida imposto dagli Stati Uniti da oltre sessant’anni. Un blocco che colpisce i bambini, gli anziani, le donne e gli uomini dell’Isola, negando loro il diritto alla salute.
È qui che emerge la differenza abissale tra noi e loro. Mentre noi lottiamo per la vita, le élite dei miliardari statunitensi affogano in una depravazione che toglie il fiato. Pensiamo al mostruoso caso Epstein: la dimostrazione plastica di come una certa classe dirigente, per “divertirsi” e sconfiggere la noia del proprio privilegio, arrivi a compiere crimini orribili contro i minori e le ragazzine, trasformando il potere in prevaricazione e violenza sui più deboli. Quella è la loro “mondanità”: un abisso di orrore coperto dai soldi. La nostra mondanità, invece, è quella della dignità, dell’aiuto reciproco e del coraggio di Marzia.

MARZIA TAYLIN SUÁREZ: UNA RIVOLUZIONARIA CHE NON CHIEDE PERMESSO
In queste settimane, Cuba sta affrontando una crisi energetica e sociale senza precedenti, aggravata proprio dalla morsa soffocante dell’embargo. Ma mentre l’imperialismo cerca di spegnere la luce dell’Isola, la solidarietà dei popoli e dei singoli attivisti, come Marzia che agisce da Palermo, riaccende la speranza. Marzia Taylin Suárez ci ricorda che la cooperazione internazionale non si fa nei convegni polverosi, ma sulla strada. È una donna che ha scelto di non essere una pavida, di non conformarsi al grigiore istituzionale che ammorba chi cerca solo un posto al sole nel sistema.
“Non mi fermo qui,” afferma Marzia con quella fierezza che solo chi ama davvero il proprio popolo possiede. “Continuo la mia missione di aiuto umanitario e cooperazione internazionale, perché so che ogni medicinale arrivato è una vita salvata e un’azione di sfida contro l’oppressore.” L’Associazione Diaspore Cubana Latinoamericana, sotto la sua guida, incarna lo spirito di popolo che non si piega, basato su relazioni umane sincere, empatia e dignità.
CONVOCAZIONE ALLA LOTTA: CUBA RESISTE!
Invitiamo tutti a unirsi alla nostra voce. La Rivoluzione Cubana è una battaglia quotidiana per la sopravvivenza contro l’egemonia imperialista. Finché ci saranno donne come Marzia, disposte a rischiare e ad agire senza regole formali ma con un cuore immenso, il popolo cubano non sarà mai solo.
Che i miliardari si tengano i loro vizi terrificanti e le loro isole dell’orrore. Noi ci teniamo la nostra gratitudine, la nostra allegria e la nostra lotta per un mondo pulito.
ABBASSO IL BLOQUEO! VIVA CUBA LIBERA E SOVRANA!
