Wrecking balls textured with American and Iranian flags over dark stormy sky. Horizontal composition with copy space and selective focus. Dispute concept.
Roberto Roggero – Ecco, siamo al dunque…Da un articolo apparso su “The Guardian”, che non è certo l’ultimo dei rotocalchi, pare che il “biondo” Donald abbia proposto una tregua alla Repubblica Islamica dell’Iran che, per tutta risposta, sembra l’abbia sdegnosamente respinta. Insomma, una specie di “hai voluto la bicicletta? Adesso te la pedali fino in fondo!”
Nel mezzo di un’escalation che tiene il mondo con il fiato sospeso, l’Iran ha respinto per la seconda volta una richiesta di cessate il fuoco, avanzata dall’ inviato speciale degli Stati Uniti in Medio Oriente, Steve Witkoff. Proposta che mirava a fermare temporaneamente i combattimenti, nel conflitto che oppone l’Iran a Stati Uniti e Israele, probabilmente una scusa per guadagnare tempo, e cercare di ottenere altri 200 miliardi di dollari dal Congresso, per ammassare ancora armamenti e potenza militare nel Golfo, e quindi riprendere le ostilità.
Secondo le analisi citate dai media internazionali, la leadership iraniana ritiene che un cessate il fuoco in questo momento avrebbe “scarso valore strategico”: interrompere ora il confronto significherebbe permettere una ripresa fra qualche settimana, con una ulteriore escalation.
La posizione dell’Iran, a questo punto, dopo che è stato dimostrato, per dichiarazione pubblica del capo dell’ormai ex capo dell’antiterrorismo, Joe Kent (e non solo) che la Repubblica Islamica non costituiva alcuna minaccia per la sicurezza statunitense, e dopo che è stata proditoriamente aggredita, si è giustamente irrigidita, e adesso lo scopo di Teheran è di eliminare a sua volta la minaccia, reale e concreta, e ben lontano dal mostrare segnali di indebolimento.
Questo dimostrerebbe che gli Stati Uniti hanno ormai poche scelte, motivo per cui cercherebbero una tregua, ma a Teheran la pensano diversamente…
