Di Chiara Cavalieri
MOSCA-Il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin ha ricevuto il 28 ottobre al Cremlino il presidente della Repubblica Araba d’Egitto Abdel Fattah al-Sisi, giunto a Mosca per partecipare al terzo vertice Russia-Africa, in programma il 28 e 29 ottobre 2026. Un incontro di particolare rilevanza diplomatica, economica e geopolitica, che conferma il consolidamento delle relazioni tra Mosca e Il Cairo e il ruolo dell’Egitto quale interlocutore strategico della Russia nel continente africano e nel Mediterraneo.
Secondo il comunicato diffuso dalla Presidenza della Federazione Russa, Vladimir Putin ha accolto il presidente egiziano ricordando il contributo determinante che entrambi offrirono alla nascita del formato Russia-Africa, inaugurato con il primo vertice di Sochi nel 2019, quando l’Egitto esercitava la presidenza dell’Unione Africana.
Il presidente russo ha ricordato di aver personalmente chiesto ad al-Sisi di assumere un ruolo guida nell’avvio di quel processo diplomatico, sottolineando come la sua partecipazione abbia favorito lo sviluppo di un dialogo progressivamente più intenso e produttivo tra la Federazione Russa e i Paesi africani.
Il riconoscimento pubblico di Putin evidenzia una dimensione importante della politica estera egiziana: la capacità del Cairo di rappresentare un punto di raccordo tra il continente africano e le principali potenze internazionali, mantenendo una propria autonomia diplomatica.

𝗜𝗟 𝗖𝗢𝗠𝗠𝗘𝗥𝗖𝗜𝗢 𝗧𝗥𝗔 𝗥𝗨𝗦𝗦𝗜𝗔 𝗘𝗗 𝗘𝗚𝗜𝗧𝗧𝗢 𝗦𝗨𝗣𝗘𝗥𝗔 𝗜 𝟭𝟬 𝗠𝗜𝗟𝗜𝗔𝗥𝗗𝗜 𝗗𝗜 𝗗𝗢𝗟𝗟𝗔𝗥𝗜
Uno dei passaggi centrali dell’intervento di Putin riguarda l’espansione delle relazioni commerciali.
Il presidente russo ha comunicato che dal 2022 il volume complessivo degli scambi tra Russia e Africa è aumentato del 50%, superando i 27 miliardi di dollari, con l’Egitto che rappresenta una quota significativa di questo risultato.
Ancora più rilevanti sono i dati bilaterali. Nel 2025 il commercio tra Russia ed Egitto ha superato per la prima volta i 10 miliardi di dollari, raggiungendo un livello record. Nei primi otto mesi del 2026 gli scambi sono ulteriormente aumentati del 14%, nonostante le tensioni regionali e l’instabilità dei mercati internazionali.
Si tratta di risultati che confermano l’importanza economica del rapporto tra i due Paesi, soprattutto nei settori dell’energia, dell’agricoltura, delle infrastrutture, dell’industria e del turismo.
La cooperazione economica viene coordinata anche attraverso la Commissione intergovernativa congiunta russo-egiziana, la cui sedicesima sessione è prevista in Egitto nel 2027.
𝗘𝗟 𝗗𝗔𝗕𝗔𝗔: 𝗜𝗟 𝗚𝗥𝗔𝗡𝗗𝗘 𝗣𝗥𝗢𝗚𝗘𝗧𝗧𝗢 𝗡𝗨𝗖𝗟𝗘𝗔𝗥𝗘 𝗖𝗛𝗘 𝗨𝗡𝗜𝗦𝗖𝗘 𝗠𝗢𝗦𝗖𝗔 𝗘 𝗜𝗟 𝗖𝗔𝗜𝗥𝗢
Al centro del colloquio si è collocata la costruzione della centrale nucleare di El Dabaa, sulla costa mediterranea egiziana, uno dei più importanti progetti energetici mai intrapresi dall’Egitto.

La centrale, realizzata con il coinvolgimento della società statale russa Rosatom, prevede quattro reattori nucleari VVER-1200, per una capacità installata complessiva di 4.800 megawatt.
Il progetto deriva dagli accordi intergovernativi conclusi nel 2015, che hanno posto le basi per una cooperazione di lungo periodo comprendente la costruzione dell’impianto, la fornitura del combustibile nucleare, la formazione del personale egiziano e il supporto tecnico.
Il finanziamento russo prevede un credito statale fino a 25 miliardi di dollari, destinato a coprire una parte significativa dei costi di realizzazione.
Nel suo intervento del 28 ottobre, Putin ha confermato che i lavori procedono secondo il calendario concordato e ha ricordato la cerimonia del 9 luglio 2026, durante la quale è stato installato il recipiente in pressione del reattore della seconda unità.
Per Abdel Fattah al-Sisi, El Dabaa rappresenta uno dei risultati più importanti della cooperazione strategica tra Egitto e Russia.
Il presidente egiziano ha ribadito l’importanza di completare l’impianto nei tempi previsti, riconoscendo il sostegno personale di Putin alla realizzazione del progetto.
La centrale non costituisce soltanto un investimento nella produzione elettrica. Essa rappresenta anche un passaggio strategico nella diversificazione energetica egiziana, nella formazione di competenze scientifiche e tecnologiche e nel rafforzamento delle infrastrutture nazionali.
𝗟𝗔 𝗭𝗢𝗡𝗔 𝗜𝗡𝗗𝗨𝗦𝗧𝗥𝗜𝗔𝗟𝗘 𝗥𝗨𝗦𝗦𝗔 𝗡𝗘𝗟 𝗖𝗔𝗡𝗔𝗟𝗘 𝗗𝗜 𝗦𝗨𝗘𝗭
Un secondo progetto strategico riguarda la creazione di una zona industriale russa all’interno della Zona Economica del Canale di Suez.
L’iniziativa punta ad attirare investimenti e imprese russe interessate a sviluppare attività produttive e logistiche in territorio egiziano, sfruttando la posizione geografica del Paese quale collegamento tra Europa, Africa, Asia e Medio Oriente.
Per Mosca, la zona industriale potrebbe rappresentare una piattaforma per ampliare la propria presenza commerciale nei mercati africani e mediorientali.
Per l’Egitto, il progetto offre prospettive di sviluppo industriale, occupazione, trasferimento tecnologico e incremento delle esportazioni.
Durante i colloqui al Cremlino, al-Sisi ha confermato la disponibilità egiziana a sostenere l’attuazione del progetto attraverso le agevolazioni e gli strumenti previsti per gli investitori.
La realizzazione della zona industriale rimane quindi una delle principali priorità economiche condivise, pur richiedendo ulteriori passaggi operativi per il pieno sviluppo degli insediamenti produttivi.
𝗦𝗜𝗖𝗨𝗥𝗘𝗭𝗭𝗔 𝗔𝗟𝗜𝗠𝗘𝗡𝗧𝗔𝗥𝗘 𝗘 𝗙𝗢𝗥𝗡𝗜𝗧𝗨𝗥𝗘 𝗗𝗜 𝗚𝗥𝗔𝗡𝗢
La sicurezza alimentare ha rappresentato un altro tema fondamentale dell’incontro.
L’Egitto è uno dei principali importatori mondiali di grano e la Russia costituisce un partner essenziale per l’approvvigionamento cerealicolo del Paese.
Abdel Fattah al-Sisi ha sottolineato la necessità di mantenere stabile la cooperazione commerciale, con particolare attenzione alle forniture di cereali e alla continuità degli approvvigionamenti.
La questione assume una dimensione strategica anche alla luce della guerra in Ucraina e delle conseguenze che le tensioni nel Mar Nero possono produrre sui trasporti marittimi, sui prezzi internazionali e sulla disponibilità di prodotti agricoli.
Per Il Cairo, garantire l’approvvigionamento di grano significa tutelare un elemento essenziale della sicurezza nazionale e della stabilità sociale.
𝗧𝗨𝗥𝗜𝗦𝗠𝗢: 𝗢𝗟𝗧𝗥𝗘 𝟭,𝟮 𝗠𝗜𝗟𝗜𝗢𝗡𝗜 𝗗𝗜 𝗩𝗜𝗦𝗜𝗧𝗔𝗧𝗢𝗥𝗜 𝗥𝗨𝗦𝗦𝗜 𝗡𝗘𝗟 𝗣𝗥𝗜𝗠𝗢 𝗦𝗘𝗠𝗘𝗦𝗧𝗥𝗘 𝟮𝟬𝟮𝟲
Putin ha inoltre evidenziato il forte sviluppo dei flussi turistici.
Secondo i dati presentati dal presidente russo, nei primi sei mesi del 2026 oltre 1,2 milioni di cittadini russi hanno visitato l’Egitto, rispetto a circa 1,5 milioni nell’intero 2025.
Il turismo russo rappresenta una componente significativa dell’economia turistica egiziana, in particolare nelle località del Mar Rosso, come Sharm el-Sheikh e Hurghada.
La crescita dei visitatori conferma il valore dei collegamenti turistici tra i due Paesi e il loro contributo alle entrate valutarie, all’occupazione e allo sviluppo delle strutture ricettive.
𝗟𝗔 𝗣𝗢𝗦𝗜𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗗𝗜 𝗔𝗕𝗗𝗘𝗟 𝗙𝗔𝗧𝗧𝗔𝗛 𝗔𝗟-𝗦𝗜𝗦𝗜: 𝗖𝗢𝗢𝗣𝗘𝗥𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘, 𝗦𝗢𝗩𝗥𝗔𝗡𝗜𝗧𝗔̀ 𝗘 𝗦𝗧𝗔𝗕𝗜𝗟𝗜𝗧𝗔̀ 𝗥𝗘𝗚𝗜𝗢𝗡𝗔𝗟𝗘
Secondo quanto comunicato dalla Presidenza egiziana, Abdel Fattah al-Sisi ha espresso soddisfazione per la visita a Mosca e ha manifestato fiducia nel successo del terzo vertice Russia-Africa.
Il presidente ha riaffermato la volontà dell’Egitto di approfondire il partenariato strategico con la Federazione Russa, ampliando la collaborazione nei settori economico, commerciale, sanitario, turistico, educativo e della ricerca scientifica.
Il colloquio non si è limitato agli accordi economici.
I due capi di Stato hanno affrontato anche alcune delle principali crisi internazionali, compresa la guerra in Ucraina.
Al-Sisi ha ribadito il sostegno egiziano agli sforzi diplomatici per raggiungere una soluzione politica negoziata, capace di porre fine al conflitto e limitarne le conseguenze internazionali.
Un altro tema centrale è stato il Corno d’Africa, regione di fondamentale importanza per la sicurezza del Mar Rosso e per gli interessi strategici egiziani.
Il presidente egiziano ha richiamato la necessità di preservare la pace e la stabilità regionale, nel rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale degli Stati.
Particolare attenzione è stata riservata alla sicurezza idrica dell’Egitto, definita da al-Sisi una questione esistenziale per il Paese.
Il Cairo ha riaffermato il proprio rifiuto delle iniziative unilaterali nel bacino orientale del Nilo, ribadendo l’importanza di soluzioni concordate che tengano conto degli interessi e dei diritti dei Paesi coinvolti.
𝗨𝗡 𝗣𝗔𝗥𝗧𝗘𝗡𝗔𝗥𝗜𝗔𝗧𝗢 𝗖𝗢𝗡 𝗥𝗔𝗗𝗜𝗖𝗜 𝗦𝗧𝗢𝗥𝗜𝗖𝗛𝗘
Le relazioni tra Egitto e Russia affondano le proprie radici nella cooperazione sviluppata durante la presidenza di Gamal Abdel Nasser, quando l’Unione Sovietica contribuì a importanti programmi infrastrutturali e industriali egiziani, tra cui la grande diga di Assuan.
Dopo fasi differenti nei rapporti bilaterali, la cooperazione ha conosciuto un nuovo impulso durante la presidenza di Abdel Fattah al-Sisi.
Un passaggio fondamentale è stato il Trattato di partenariato globale e cooperazione strategica, firmato nel 2018 ed entrato successivamente in vigore, che ha rafforzato il quadro politico e istituzionale delle relazioni.
Oggi tale partenariato si sviluppa attraverso progetti energetici, investimenti industriali, cooperazione commerciale, relazioni scientifiche, turismo e consultazioni diplomatiche.
Il terzo vertice Russia-Africa rappresenta inoltre la prosecuzione del percorso avviato a Sochi nel 2019 e proseguito a San Pietroburgo nel 2023.
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La visita di Abdel Fattah al-Sisi al Cremlino si inserisce in una politica estera egiziana caratterizzata dalla diversificazione delle relazioni internazionali.
L’Egitto mantiene rapporti strategici con gli Stati Uniti, con l’Unione Europea, con la Russia, con la Cina e con le principali potenze arabe, perseguendo una linea diplomatica orientata alla tutela dei propri interessi nazionali.

L’appartenenza egiziana ai BRICS offre inoltre al Cairo un ulteriore spazio di cooperazione economica e diplomatica con le economie emergenti.
In questo contesto, il rapporto con Mosca non deve essere interpretato necessariamente come un’alternativa alle relazioni con l’Occidente, ma come parte di una strategia più ampia di diversificazione dei partenariati.
La Russia, dal canto suo, considera l’Egitto un interlocutore importante per sviluppare i rapporti con l’Africa, rafforzare la cooperazione nel Mediterraneo e ampliare le proprie relazioni economiche.
Il vertice del 28 ottobre conferma quindi una convergenza di interessi fondata su progetti concreti e su una cooperazione destinata a svilupparsi nel lungo periodo.
La centrale nucleare di El Dabaa, la zona industriale russa nel Canale di Suez, il commercio bilaterale, le forniture alimentari e il turismo costituiscono i principali pilastri di un rapporto che ha ormai assunto una dimensione strutturale.
L’incontro tra Putin e al-Sisi rappresenta, in definitiva, un ulteriore passaggio nel consolidamento di una relazione strategica nella quale l’Egitto continua a rivendicare il proprio ruolo di protagonista regionale e di interlocutore internazionale autonomo.
Fonti: Presidenza della Federazione Russa – Cremlino, comunicato del 28 ottobre 2026; Presidenza della Repubblica Araba d’Egitto, comunicato del 28 ottobre 2026; Rosatom, documentazione sul progetto El Dabaa.
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