E mentre in diversi Paesi UE divampano le proteste contro il carovita e per il peggioramento delle condizioni sociali, il Premier della Bulgaria – leader della coalizione socialista democratica, populista e nazionalista di sinistra – Rumen Radev, mantiene una posizione responsabile e critica nei confronti dei vertici UE.
Su Facebook, il Premier bulgaro ha dichiarato, fra le altre cose, che “Diversi sono i fattori che hanno portato il malcontento dei cittadini europei a riversarsi nelle strade: la migrazione incontrollata, il fallimento delle politiche d’integrazione, il Green Deal, la deindustrializzazione e la perdita di posti di lavoro. ”.
In merito ha spiegato che: “Esiste tuttavia un altro fattore importante, sul quale insisto da tempo: la guerra in Ucraina sta logorando i nostri sistemi economici, alimentando tensioni sociali e instabilità politica. È proprio ciò a cui stiamo assistendo in questo momento. Sarà sempre più difficile, sul piano politico, giustificare il fatto che il benessere dei cittadini europei venga sacrificato per questa guerra, anziché essere impiegato per risolvere i loro stessi problemi”.
Radev, già Generale dell’aeronautica, ha altresì aggiunto che “la guerra in Ucraina deve finire il prima possibile. L’anno scorso l’UE ha deciso di concedere all’Ucraina un prestito da 90 miliardi di euro, garantito dall’Europa. Al Consiglio europeo, conclusosi venerdì scorso, il presidente Zelensky ha chiesto altri 70 miliardi di euro. Come si può giustificare una simile richiesta alla luce di tutto ciò che sta accadendo in Europa?”.
Egli ha fatto presente che “non ci si può aspettare che la Bulgaria possa partecipare al finanziamento di questi 70 miliardi di euro. Sempre più persone si rendono conto che ogni giorno in più di guerra non rappresenta soltanto un rischio per la pace, ma anche una minaccia per il benessere dei cittadini europei e per la stabilità sociale e politica dell’Europa”.
Il Premier bulgaro, così come da tempo sta facendo il suo omologo slovacco, il socialista democratico Robert Fico, ha fatto un appello al buon senso e auspicato che “si cerchi una soluzione pacifica attraverso la diplomazia, tanto più che la linea del fronte è ormai congelata da oltre due anni”.
Negli scorsi giorni il Premier bulgaro ha peraltro incontrato il Ministro degli Esteri cinese Wang Yi e riaffermato le reciproche relazioni di amicizia e discusso relativamente alle possibilità della Bulgaria di poter attrarre investimenti cinesi nella produzione di veicoli elettrici e nel settore agricolo ed energetico.
Luca Bagatin
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