Astana, 29 Maggio 2026 – Il 28 maggio 2026 rimarrà una data spartiacque per l’assetto strategico dello spazio transcontinentale. Subito dopo la conclusione del cruciale bilaterale Russia-Kazakistan, i riflettori della capitale kazaka si sono spostati sulla sessione plenaria del Forum Economico Eurasiatico. L’evento, che riunisce annualmente i vertici politici, i grandi colossi finanziari, le comunità scientifiche e gli esperti dello spazio post-sovietico, ha affrontato un tema che non è più solo tecnico, ma squisitamente geopolitico: “L’EAEU nella corsa digitale globale: focus sull’Intelligenza Artificiale”.
In questo scenario, la presenza del Presidente russo Vladimir Putin assume una rilevanza geopolitica straordinaria. La Russia, che detiene la Presidenza di turno dell’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (CSTO), si presenta ad Astana non solo come superpotenza militare ed energetica, ma come il perno di un ecosistema che rivendica la propria totale indipendenza tecnologica dalle piattaforme occidentali. Dall’altro lato, il padrone di casa, il Presidente kazako Kassym-Jomart Tokayev, forte della Presidenza di turno dell’Unione Economica Eurasiatica (EAEU), consolida il ruolo del Kazakistan come formidabile hub logistico, diplomatico e d’avanguardia nell’Asia Centrale, capace di fare da ponte strutturale nell’intera Eurasia.
Al Forum erano presenti le delegazioni di massimo livello di tutti i paesi membri e degli osservatori dell’Unione. Accanto a Putin e Tokayev, la sessione plenaria ha visto la partecipazione attiva del Presidente del Kirghizistan, Sadyr Japarov, del Primo Ministro dell’Armenia, Nikol Pashinyan, e del Presidente della Bielorussia, Alexander Lukashenko, oltre ai rappresentanti degli Stati osservatori (come Uzbekistan e Cuba) e ai vertici della Commissione Economica Eurasiatica, creando un fronte compatto di fronte alla transizione digitale.
Il discorso programmatico di Vladimir Putin: la triade della sovranità digitale
Prendendo la parola davanti alla platea, il Presidente della Federazione Russa ha subito inquadrato la transizione algoritmica all’interno della competizione tra grandi potenze:
«La competizione per la leadership in questo campo si sta già intensificando tra stati e corporazioni transnazionali. Vorrei sottolineare che la Russia possiede distinti vantaggi competitivi. Primo, riconosciamo pienamente la critica importanza di questa conoscenza e comprendiamo i principi fondamentali che stanno alla base di questi strumenti. Secondo, manteniamo una chiara comprensione delle opportunità e dei rischi associati al dispiegamento di queste tecnologie. Terzo, possediamo il potenziale intellettuale.»
Putin ha insistito sul fatto che la comunità scientifica e il sistema educativo russo sono pronti a sfornare i quadri necessari per questa sfida economica, ma ha introdotto un elemento di realismo ingegneristico che scardina le narrazioni puramente virtuali dell’Occidente: il nesso inscindibile tra bit e atomi, ovvero tra algoritmi ed energia.
«Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale richiede il consumo e l’utilizzo sostanziale di energia. La Russia gode di distinti vantaggi competitivi in questo dominio. Mi riferisco alle tecnologie avanzate dell’energia nucleare, che abbracciano sia le piccole centrali nucleari sia le grandi unità. Questo è fondamentale per creare le piattaforme pertinenti. Possiamo anche utilizzare altre fonti, inclusa l’idroelettrica, così come le forme tradizionali di energia.»
Grazie a questa autosufficienza energetica e alla capacità di mobilitare enormi risorse finanziarie, la Russia si definisce come «una delle pochissime nazioni al mondo capace di creare, e che sta effettivamente creando, le proprie piattaforme sovrane per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale».
La visione di Tokayev e l’impatto sociale della trasformazione

Il Presidente kazako Kassym-Jomart Tokayev, nel suo ruolo di coordinatore economico dell’Unione, ha evidenziato come l’EAEU abbia già compiuto passi da gigante nell’unificazione degli standard commerciali digitali, nell’adozione di sigilli elettronici per la navigazione logistica e nell’integrazione dei mercati del lavoro. Tuttavia, l’AI rappresenta una terra incognita che richiede un approccio etico e sociale comune.
Putin stesso ha raccolto questa sollecitazione, citando le parole del Presidente kirghiso Japarov sui mutamenti radicali della vita politica e della trasmissione delle informazioni, e tracciando uno scenario per nulla edulcorato sul futuro del lavoro:
«Il mercato del lavoro si sta ristrutturando. È del tutto possibile che milioni di persone perderanno il lavoro o saranno costrette a cambiare occupazione. Intere professioni potrebbero scomparire a causa del fatto che la mente di un computer sostituirà l’uomo. In una serie di aree legate all’automazione dei processi, alla preparazione e all’analisi della documentazione e allo sviluppo di codice software, l’intelligenza artificiale sta già sostituendo il personale junior e, nel futuro prevedibile, potrebbe sostituire il personale di medio livello. Tali processi sono inevitabili e irreversibili. Il progresso non si ferma.»
Per dimostrare come questa transizione possa essere governata, il leader russo ha portato l’esempio della sanità di Mosca, dove l’AI assiste le ambulanze in tempo reale, formulando la cartella clinica completa del paziente prima ancora del suo arrivo in ospedale e ottimizzando le decisioni terapeutiche dei medici.
Verso il Summit del 2027: l’unione delle forze contro il monopolio occidentale
La conclusione del Forum ha visto il lancio di una proposta formale da parte russa per evitare che i paesi dell’Eurasia rimangano indietro o diventino dipendenti da tecnologie esterne. Sulla scorta dei successi dell’International AI Alliance (l’alleanza internazionale per l’AI che unisce imprese e accademie di vari paesi), la Russia ha proposto di organizzare per il 2027 un incontro di altissimo livello interamente dedicato all’Intelligenza Artificiale.
L’obiettivo strategico è chiaro: mettere a fattor comune le risorse energetiche della Russia, le capacità logistiche e infrastrutturali del Kazakistan e l’eccellenza intellettuale della regione per sviluppare modelli di AI che rispettino le identità locali, integrino le potenze di calcolo transfrontaliere e offrano a tutti i membri dell’Unione quello che Putin ha definito un “guadagno congiunto”. L’Eurasia non intende essere una mera spettatrice nella corsa digitale, ma vuole diventarne uno dei poli regolatori e sovrani del mondo multipolare.
Sito del Presidente del Cremlino
With President of Kazakhstan Kassym-Jomart Tokayev of the Eurasian Economic Forum. Photo: Sergei Bobylev, RIA Novosti












