Il terzo vertice Russia-Africa punta su commercio, sovranità e sviluppo
Mosca, 28-29 ottobre 2026 – Rafforzare i rapporti economici, ampliare la cooperazione tecnologica e umanitaria e consolidare un partenariato politico fondato, nelle intenzioni dichiarate dai partecipanti, sulla sovranità e su un ordine internazionale multipolare. Sono questi i temi che hanno attraversato il Terzo Vertice Russia-Africa e il Forum economico e umanitario Russia-Africa, con la sessione plenaria del Forum come momento centrale dell’iniziativa.
Nel suo intervento a Gostiny Dvor, a Mosca, il presidente russo Vladimir Putin ha delineato un programma di cooperazione molto ampio: energia, agricoltura, industria, trasporti, sanità, istruzione, infrastrutture, tecnologie digitali e intelligenza artificiale. Il messaggio politico che ha accompagnato queste proposte è stato altrettanto netto: la Russia intende presentarsi come partner dell’Africa in un contesto internazionale che, secondo il Cremlino, deve superare le vecchie gerarchie e le dipendenze economiche ereditate dal colonialismo.
La plenaria: un partenariato economico che guarda oltre le materie prime

La sessione plenaria, moderata da Irina Abramova, direttrice dell’Istituto di Studi Africani dell’Accademia russa delle Scienze, ha offerto a Putin l’occasione per illustrare la visione russa dei rapporti con il continente. Il presidente ha insistito sulla necessità di passare da una cooperazione commerciale tradizionale a una collaborazione più articolata, capace di sostenere lo sviluppo industriale, la formazione di competenze locali e la creazione di valore aggiunto nei Paesi africani.
In questa prospettiva, Mosca ha indicato come settori prioritari l’energia, l’industria manifatturiera, l’agricoltura, i trasporti, il nucleare civile e le tecnologie avanzate. Tra gli ambiti emergenti figurano la digitalizzazione dei servizi pubblici, l’intelligenza artificiale, la cybersicurezza e le applicazioni spaziali. Putin ha presentato la sovranità tecnologica e digitale come una componente essenziale dell’autonomia degli Stati africani, sostenendo che la Russia può mettere a disposizione esperienze, competenze e soluzioni sviluppate nel proprio sistema tecnologico.
Il presidente russo ha collegato questa agenda alla trasformazione degli equilibri internazionali. A suo giudizio, la crescita del peso economico e demografico dell’Africa e il ruolo assunto dai BRICS sono elementi di un processo più ampio verso un ordine mondiale multipolare. Nel suo discorso ha criticato le pratiche che ha definito neocoloniali, il ricorso alle sanzioni e alle pressioni economiche e l’indebitamento come strumenti di condizionamento politico. A sostegno di questa lettura ha richiamato anche una celebre posizione di Thomas Sankara, secondo cui il debito può diventare una forma di neocolonialismo.
La questione, nella ricostruzione proposta da Putin, non riguarda soltanto la memoria storica. Il superamento dell’eredità coloniale dovrebbe tradursi nella possibilità per i Paesi africani di sviluppare industrie proprie, trasformare localmente le risorse naturali e trattenere una quota maggiore del valore prodotto. Per questo il presidente ha insistito sul fatto che gli investimenti nel settore minerario non dovrebbero limitarsi all’estrazione e all’esportazione delle materie prime, ma dovrebbero favorire impianti di lavorazione, occupazione, gettito fiscale e progetti sociali nei territori interessati.
Il discorso ha richiamato anche il sostegno storico dell’Unione Sovietica ai movimenti di liberazione africani, presentato come una delle basi politiche sulle quali la Russia intende costruire la collaborazione attuale. Putin ha inoltre sottolineato il potenziale del continente, richiamando le prospettive demografiche ed economiche dell’Africa e il suo crescente ruolo nelle dinamiche globali.
Commercio, agricoltura e sicurezza alimentare

Uno dei dati più rilevanti della plenaria ha riguardato l’interscambio commerciale. Secondo i numeri presentati da Putin, il commercio tra Russia e Paesi africani ha superato i 27 miliardi di dollari nel 2025, rispetto ai 18 miliardi del 2022. Il presidente ha giudicato il risultato ancora lontano dalle potenzialità dei rapporti bilaterali e ha indicato l’obiettivo di almeno raddoppiare il volume degli scambi, puntando a superare la soglia dei 50 miliardi di dollari.
L’agricoltura occupa un posto importante in questo quadro. Putin ha ricordato che oltre 40 Paesi africani importano fertilizzanti e cereali russi e ha riferito che, nei primi nove mesi del 2026, le esportazioni russe di prodotti agricoli verso l’Africa hanno raggiunto circa 13 milioni di tonnellate. La sicurezza alimentare è stata presentata non soltanto come una questione di forniture, ma anche come un ambito nel quale sviluppare trasferimenti di tecnologia, competenze agricole e capacità produttive locali.
Il riferimento alla trasformazione delle materie prime è tornato anche in questo settore: l’obiettivo dichiarato è ampliare la collaborazione in modo che i Paesi africani possano rafforzare le proprie filiere, accrescere la produttività e partecipare in misura maggiore alle fasi di lavorazione e commercializzazione.
Energia, acqua e infrastrutture: oltre trenta progetti in sedici Paesi
La cooperazione energetica è stata un altro capitolo centrale dell’intervento. Putin ha indicato che sono in corso o allo studio oltre 30 progetti energetici in 16 Paesi africani, richiamando il ruolo di società russe come RusHydro e Rosatom. Il settore comprende la produzione elettrica, l’idroelettrico, il nucleare civile e le infrastrutture necessarie a sostenere la crescita industriale.
Il presidente ha collegato la questione energetica a quella delle risorse idriche. Dighe, sistemi di irrigazione e impianti idroelettrici sono stati presentati come strumenti utili sia per migliorare l’accesso all’acqua sia per sostenere l’agricoltura e la produzione di energia. La disponibilità di infrastrutture idriche e di reti elettriche affidabili è stata quindi descritta come una condizione fondamentale per lo sviluppo economico.
Un’attenzione specifica è stata riservata anche ai trasporti e alla logistica. Putin ha citato la necessità di sviluppare ferrovie, strade, collegamenti marittimi, hub logistici e rotte aeree, con l’obiettivo di rendere più fluidi gli scambi tra Russia e Africa e di favorire i collegamenti all’interno dello stesso continente.
Pagamenti e autonomia finanziaria
Un ulteriore tema affrontato nella plenaria è stato quello dei sistemi di pagamento. Putin ha sostenuto la necessità di ampliare l’uso delle valute nazionali nelle transazioni commerciali e di sviluppare reti bancarie e strumenti finanziari alternativi. Nel suo intervento ha richiamato anche il sistema panafricano PAPSS, indicando l’interoperabilità dei sistemi di pagamento come un passaggio importante per ridurre gli ostacoli agli scambi.
La questione è stata inserita nel più ampio discorso sulla sovranità economica: secondo il presidente russo, la dipendenza da infrastrutture finanziarie esterne può esporre i Paesi a pressioni e condizionamenti. La diversificazione dei canali di pagamento dovrebbe quindi accompagnare l’aumento del commercio e degli investimenti.
Sanità, istruzione e formazione delle nuove generazioni
La dimensione umanitaria del Forum ha avuto un rilievo significativo. In campo sanitario, Putin ha parlato di forniture di farmaci e vaccini, laboratori, formazione del personale e collaborazione nella prevenzione delle epidemie. Ha ricordato che la Russia ha contribuito alla realizzazione di 15 laboratori mobili in otto Paesi africani e alla formazione di circa 450 specialisti. Il programma di cooperazione in questo ambito, secondo quanto annunciato, è stato esteso fino al 2029.
Anche l’istruzione è stata indicata come una delle basi del partenariato. Putin ha riferito che quasi 40.000 studenti africani frequentano università russe e che per l’anno accademico 2026-2027 la quota di borse di studio finanziate dallo Stato russo è stata portata a 5.500 posti. Tra le iniziative menzionate figurano programmi universitari congiunti, centri linguistici e formativi e il ruolo dell’Università Patrice Lumumba.
Il presidente ha inoltre richiamato la necessità di ampliare gli scambi tra giovani, università, istituzioni culturali e mezzi d’informazione. La cooperazione umanitaria è stata così presentata come un investimento di lungo periodo, destinato a consolidare legami tra società e nuove generazioni, oltre che tra governi.
La piattaforma per lo sviluppo sovrano e il Piano d’azione 2027-2029
Tra le proposte illustrate durante il Forum, Putin ha annunciato una piattaforma russa per lo sviluppo sovrano dell’Africa, presentata come uno strumento per mettere a disposizione dei partner africani soluzioni ed esperienze russe nei diversi settori della cooperazione. Il presidente ha invitato i partecipanti a visitare l’esposizione dedicata alle tecnologie e alle proposte russe per il partenariato con il continente.
In chiusura della plenaria ha inoltre annunciato il Piano d’azione del Forum di partenariato Russia-Africa per il periodo 2027-2029. Il documento è stato presentato come una cornice per dare continuità alle iniziative discusse e tradurre le priorità politiche in attività di cooperazione nei prossimi anni.
Il confronto con le organizzazioni regionali africane
Accanto alla plenaria, uno degli appuntamenti politici più significativi è stato l’incontro di Putin con i rappresentanti delle principali organizzazioni regionali africane, al quale hanno partecipato anche il presidente in carica dell’Unione Africana, Évariste Ndayishimiye, il segretario generale della Comunità degli Stati Indipendenti, Sergei Lebedev, e il presidente del Collegio della Commissione economica eurasiatica, Bakytzhan Sagintayev.
Putin ha definito l’Unione Africana un partner fondamentale e ha richiamato l’importanza di sviluppare rapporti con le diverse strutture d’integrazione del continente: dall’Area di libero scambio continentale africana al COMESA, dalla Comunità dell’Africa orientale alla CEDEAO, dalla SADC all’IGAD, fino ad Afreximbank e alle altre organizzazioni regionali.
Il presidente russo ha proposto di rafforzare i collegamenti tra i processi d’integrazione africani e quelli eurasiatici, citando in particolare l’Unione economica eurasiatica e la CSI. A questo proposito ha ricordato il sistema di preferenze tariffarie eurasiatico, che interessa 47 Paesi africani, 32 dei quali beneficiano dell’esenzione totale dai dazi per determinati prodotti.
Nel confronto sono emersi anche i temi della rappresentanza africana nelle istituzioni internazionali, della sicurezza e della lotta al terrorismo, alla criminalità transnazionale e al traffico di droga. Ndayishimiye ha posto l’accento sull’Agenda 2063 dell’Unione Africana, sull’integrazione economica del continente e sulla necessità di rafforzare formazione, innovazione, sicurezza idrica e sanitaria. Ha inoltre ribadito il principio secondo cui le soluzioni ai problemi africani devono essere elaborate dagli stessi Paesi africani, pur attraverso una cooperazione internazionale paritaria.
Il colloquio con il primo ministro etiope Abiy Ahmed

A margine degli appuntamenti del vertice, Putin ha incontrato il primo ministro dell’Etiopia, Abiy Ahmed: non un ministro etiope, dunque, ma il capo del governo del Paese. Il colloquio ha riguardato le relazioni bilaterali e le prospettive di ampliamento della cooperazione.
Tra i settori richiamati figurano il commercio, gli investimenti, l’energia, l’agricoltura, l’istruzione, la sanità, la cultura e lo sviluppo delle infrastrutture. L’incontro ha confermato l’interesse delle due parti a dare maggiore consistenza ai rapporti economici e a sviluppare iniziative concrete in diversi ambiti.
Il confronto con Addis Abeba si inserisce nel più ampio obiettivo russo di consolidare i rapporti con i singoli Paesi africani, affiancando al dialogo con le organizzazioni continentali una rete di relazioni bilaterali.
Il ricevimento al Cremlino e il richiamo ai legami storici

La sera del 28 ottobre il Cremlino ha ospitato un ricevimento di gala in onore dei partecipanti al Terzo Vertice Russia-Africa, nella Sala delle Faccette. Nel suo discorso, Putin ha richiamato i legami storici tra la Russia e i Paesi africani, ricordando in particolare il sostegno sovietico alle lotte di liberazione e ai processi d’indipendenza del continente.
Il presidente ha collegato quella storia alla volontà di sviluppare oggi rapporti fondati sull’amicizia, sulla solidarietà e sulla cooperazione. Ha inoltre ribadito la posizione russa a favore di un ordine internazionale multipolare e di un ruolo più rilevante dell’Africa nelle istituzioni globali, comprese le Nazioni Unite.
Al ricevimento era presente anche Ndayishimiye, presidente del Burundi e presidente in carica dell’Unione Africana, insieme alla consorte.
La conferenza stampa finale: dichiarazione politica e Piano d’azione fino al 2029
La conferenza stampa congiunta del 29 ottobre tra Putin e Ndayishimiye ha rappresentato il momento di sintesi politica del vertice. I due presidenti hanno illustrato i risultati dei lavori e le prospettive del partenariato, facendo riferimento alla Dichiarazione di Mosca e al Piano d’azione congiunto per il periodo 2027-2029.
Putin ha riferito che al vertice hanno preso parte 21 leader africani, oltre a delegazioni provenienti da gran parte dei Paesi del continente e ai rappresentanti delle principali organizzazioni d’integrazione regionale. Il motto dell’incontro, «Per la pace, la sicurezza e lo sviluppo», ha riassunto i tre assi politici attorno ai quali sono stati organizzati i lavori.
La Dichiarazione di Mosca, secondo quanto illustrato dal presidente russo, riafferma l’obiettivo di un ordine mondiale multipolare, più giusto e democratico, fondato sul diritto internazionale e sui principi della Carta delle Nazioni Unite. Il Piano d’azione fino al 2029 dovrebbe invece tradurre gli orientamenti politici in iniziative di cooperazione, con particolare attenzione all’aumento degli scambi commerciali, alla rimozione delle barriere e all’ampliamento degli investimenti.
Putin ha nuovamente citato il valore dell’interscambio, superiore a 27 miliardi di dollari, e ha indicato come elemento significativo il fatto che, secondo i dati presentati, circa l’85% dei pagamenti commerciali bilaterali avvenga già in valute nazionali, compreso il rublo. Ha inoltre richiamato le forniture russe di cereali e fertilizzanti, la cooperazione agricola e gli investimenti in energia, comprese le iniziative nel settore nucleare civile attraverso Rosatom.
Nel riepilogo dei risultati, il presidente ha ripreso anche i temi della formazione universitaria, delle borse di studio, della sanità, della prevenzione delle epidemie, della cultura, dello sport, del turismo e degli scambi giovanili. Ha confermato il dato di quasi 40.000 studenti africani nelle università russe e l’aumento a 5.500 delle borse statali per l’anno accademico 2026-2027.
Sul piano politico, Putin ha sottolineato l’importanza del coordinamento tra Russia e Paesi africani nelle sedi multilaterali e ha ribadito il sostegno russo a una maggiore rappresentanza dell’Africa nel Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e nelle istituzioni finanziarie internazionali. I partecipanti, ha aggiunto, si sono espressi a favore della prosecuzione dei vertici Russia-Africa con cadenza regolare.
Ndayishimiye ha ringraziato la Russia e Putin per l’organizzazione dell’incontro, definendo la Dichiarazione politica e il Piano d’azione strumenti importanti per dare continuità al partenariato. Ha sottolineato che il piano non si limita a fissare obiettivi generali, ma individua priorità, meccanismi finanziari, calendari, responsabilità e risultati attesi.
Nel suo intervento ha posto al centro le priorità africane: sovranità, diversificazione dei partenariati internazionali, integrazione continentale e sviluppo economico. Ha richiamato in particolare la riforma del Consiglio di sicurezza dell’ONU secondo il Consenso di Ezulwini e la Dichiarazione di Sirte, oltre al ruolo dei BRICS e alla necessità di assicurare finanziamenti più prevedibili alle missioni africane per la pace e la sicurezza.
Il presidente burundese ha inoltre insistito sulla necessità di attrarre investimenti produttivi, rafforzare il commercio e favorire la creazione di valore aggiunto in Africa, evitando che la cooperazione si esaurisca nella semplice esportazione di materie prime. Tra gli altri ambiti indicati figurano istruzione, cultura, sanità, sport, giovani, media, intelligenza artificiale e cambiamento climatico. Ndayishimiye ha citato anche la preparazione della COP31 in Etiopia nel 2027, insieme agli obiettivi di riforestazione e riduzione delle emissioni.
Un partenariato da trasformare in progetti concreti

Il bilancio del Terzo Vertice Russia-Africa restituisce un’agenda molto ampia. La plenaria del Forum economico e umanitario ha delineato la dimensione economica e tecnologica del progetto russo: aumentare il commercio, sviluppare infrastrutture, ampliare la cooperazione energetica e agricola, sostenere formazione e sanità e rafforzare i collegamenti finanziari. Gli incontri con le organizzazioni regionali e con il primo ministro etiope hanno affiancato a questa visione il confronto politico e bilaterale, mentre la conferenza stampa conclusiva ha presentato la Dichiarazione di Mosca e il Piano d’azione 2027-2029 come strumenti per proseguire il lavoro.
Resta centrale, nelle dichiarazioni dei rappresentanti africani, la richiesta che il partenariato contribuisca effettivamente allo sviluppo delle economie locali, alla diversificazione delle relazioni internazionali e alla capacità dei Paesi del continente di decidere autonomamente le proprie priorità. È su questo terreno, più che sulle dichiarazioni di principio, che si misurerà la portata concreta della cooperazione annunciata a Mosca.
On the Russian side, the meeting was attended by Foreign Minister Sergei Lavrov; Deputy Prime Minister Alexander Novak; Deputy Prime Minister – Minister of Finance Anton Siluanov; Deputy Chief of Staff of the Presidential Executive Office Maxim Oreshkin; Deputy Chief of Staff of the Presidential Executive Office – Presidential Press Secretary Dmitry Peskov; Presidential Aide Yury Ushakov; Ambassador Extraordinary and Plenipotentiary of the Russian Federation to Ethiopia and Plenipotentiary Representative of the Russian Federation to the African Union Yevgeny Terekhin; Minister of Health Mikhail Murashko; Minister of Economic Development and Russian Co-Chair of the Joint Russian-Ethiopian Commission on Trade, Economic, Scientific and Technical Cooperation Maxim Reshetnikov; Director of the Federal Service for Military Technical Cooperation Dmitry Shugayev; Adviser to the President Igor Levitin; Deputy Defence Minister Vasily Osmakov; Chief of the Main Directorate of the General Staff of the Armed Forces and Deputy Chief of Staff of the Armed Forces Igor Kostyukov; Deputy Chief of the Main Directorate of the General Staff of the Armed Forces Andrei Averyanov; Chairman of the Russian Fertiliser Producers Association Andrei Guryev; Director General of Rosatom State Corporation Alexei Likhachev; Director General of the RWB (Wildberries & Russ) international technology company and Chairman of the Russian-Ethiopian Business Council Robert Mirzoyan; and CEO of Rosoboronexport Alexander Mikheyev.
Sito del Presidente del Cremlino





















