di Chiara Cavalieri
IL CAIRO- Un nuovo campanello d’allarme arriva dal dossier più delicato della sicurezza idrica egiziana: quello del Nilo e della controversa Grande Diga del Rinascimento Etiope (GERD). Secondo quanto riportato da fonti accademiche egiziane, il livello dell’acqua nel sistema idrico del Nilo sta registrando un aumento significativo mentre i negoziati regionali e internazionali sulla gestione delle risorse idriche restano complessi e irrisolti.
Nel frattempo, sul piano geopolitico globale, anche altri nodi strategici – come i negoziati tra Washington e Teheran sulla sicurezza dello Stretto di Hormuz – risultano in fase di stallo, segno di un contesto internazionale sempre più instabile in cui le vie dell’energia e dell’acqua restano al centro delle tensioni.
L’AVVERTIMENTO DELL’ESPERTO EGIZIANO ABBAS SHARAKI
Il professor Abbas Sharaki, docente di risorse idriche e geologia all’Università del Cairo, ha lanciato un nuovo avvertimento riguardo alla situazione del bacino della GERD, evidenziando come il livello dell’acqua stia rimanendo insolitamente alto nonostante il funzionamento limitato delle turbine della diga etiope.

Secondo Sharaki, il livello dell’acqua nel bacino della GERD aveva raggiunto i 640 metri sul livello del mare al momento dell’inaugurazione ufficiale della diga, il 9 settembre 2025, quando l’acqua ha iniziato a tracimare attraverso lo sfioratore centrale.
Da allora il livello si è ridotto molto lentamente.
Al 10 aprile 2026 il bacino si trovava ancora a 629 metri, con una diminuzione di appena 11 metri, equivalente a circa 17 miliardi di metri cubi d’acqua.
Questo dato, secondo l’esperto, dimostra che la diga non sta operando alla piena capacità prevista.
TURBINE PARZIALMENTE FERME
Sharaki ha spiegato che se le turbine funzionassero regolarmente durante tutto l’anno il livello dell’acqua dovrebbe diminuire progressivamente fino a circa 565 metri, che rappresenta il livello minimo operativo per le due turbine inferiori, ferme ormai da giugno dello scorso anno.

Per le undici turbine superiori, invece, il livello operativo minimo è stimato intorno ai 595 metri.
Il fatto che il livello dell’acqua sia ancora vicino ai 630 metri indica quindi che il sistema di produzione energetica della diga non sta utilizzando pienamente l’acqua accumulata.
L’ARRIVO DELLA STAGIONE DELLE PIOGGE
Il punto più critico riguarda però l’imminente stagione delle piogge, che inizierà tra poche settimane.
Secondo Sharaki, le precipitazioni sull’altopiano etiope e nell’area dei Grandi Laghi africani stanno già mostrando valori superiori alla media stagionale, in particolare nel bacino del Lago Vittoria, una delle principali sorgenti del Nilo.
Le stime indicano che:
- l’afflusso attuale verso la GERD è di circa 12 milioni di metri cubi al giorno, il livello più basso dell’anno;
- a maggio potrebbe salire a 21 milioni di metri cubi al giorno;
- a giugno potrebbe raggiungere 60 milioni di metri cubi al giorno.
Con l’arrivo delle grandi piogge tra agosto e settembre, i volumi potrebbero crescere ulteriormente.
RISCHIO DI NUOVE INONDAZIONI
Proprio questo scenario preoccupa gli esperti.
Sharaki ha avvertito che se l’Etiopia non inizierà a rilasciare gradualmente parte dell’acqua immagazzinata nella GERD prima dell’arrivo delle piogge più intense, Addis Abeba potrebbe essere costretta ad aprire improvvisamente le paratoie dello sfioratore superiore.
Una misura che comporterebbe un rilascio massiccio e improvviso di acqua nel corso del Nilo.
La conseguenza più immediata sarebbe il rischio di nuove inondazioni nel Sudan, come già accaduto in passato.
Secondo l’esperto egiziano, proprio una gestione più preventiva e coordinata dei livelli della diga potrebbe evitare la ripetizione di questi eventi.
LA SITUAZIONE DELLA DIGA DI ASSUAN
Parallelamente, anche il livello dell’acqua nella Diga di Assuan, il grande sistema di regolazione idrica egiziano, sta aumentando.
Le informazioni disponibili indicano che le precipitazioni nell’area equatoriale africana – tra marzo e giugno – sono superiori alla media, e potrebbero continuare con lo stesso ritmo nelle prossime settimane.
Questo significa che una maggiore quantità d’acqua potrebbe arrivare nel sistema del Nilo già prima dell’inizio delle grandi piogge sull’altopiano etiope.
UN DOSSIER SEMPRE PIÙ GEOPOLITICO
Il tema della GERD non è solo una questione tecnica o idrica.
Da anni rappresenta uno dei principali dossier geopolitici dell’Africa nord-orientale, coinvolgendo Egitto, Sudan ed Etiopia in una complessa disputa sui diritti storici e sulla gestione delle acque del Nilo.
Il Cairo considera la diga una potenziale minaccia alla propria sicurezza idrica nazionale, dato che oltre il 90% dell’acqua dolce dell’Egitto dipende dal Nilo.
Per questo motivo l’Egitto continua a chiedere un accordo giuridicamente vincolante sulla gestione del riempimento e del funzionamento della diga, richiesta che finora non ha portato a un’intesa definitiva con Addis Abeba.
UN SISTEMA IDRICO SOTTO PRESSIONE
Il rischio di inondazioni, unito alla gestione incerta della GERD e alle variazioni climatiche sempre più intense, rende il sistema idrico del Nilo estremamente delicato.
Le prossime settimane saranno quindi decisive.
Se verranno effettuati rilasci controllati dal bacino della GERD, la stagione delle piogge potrebbe essere gestita senza grandi conseguenze.
In caso contrario, la regione potrebbe trovarsi nuovamente di fronte a fenomeni di piena improvvisa, con possibili impatti soprattutto sul Sudan, il Paese più esposto alle variazioni del flusso del fiume.
𝐂𝐨𝐩𝐲𝐫𝐢𝐠𝐡𝐭 © 𝐀𝐬𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐄𝐫𝐢𝐝𝐚𝐧𝐮𝐬 – 𝐓𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐢 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐢 𝐫𝐢𝐬𝐞𝐫𝐯𝐚𝐭𝐢
