Al Cairo il IV Convegno internazionale di Studi Copti. Il Patriarca sottolinea il valore dell’identità egiziana e richiama la legge sulla costruzione delle chiese, la Cattedrale e la moschea della Nuova Capitale Amministrativa e le iniziative del presidente Abdel Fattah al-Sisi.
di Chiara Cavalieri
IL CAIRO– «La nostra identità sono le nostre radici. Quanto più ritorniamo alle nostre radici, tanto più possiamo apprezzarne la grandezza e comprendere la nostra forza».
Con queste parole, Sua Santità Papa Tawadros II, Patriarca della Chiesa copta ortodossa di Alessandria e della Sede di San Marco, ha richiamato il valore della memoria storica, della tradizione religiosa e del patrimonio culturale egiziano durante l’inaugurazione della quarta Conferenza scientifica internazionale organizzata dall’Istituto di Studi Copti.
L’evento, inaugurato giovedì 8 ottobre presso la Cattedrale di San Marco, nel complesso ecclesiastico di Anba Ruwais, ad Abbassiya, al Cairo, proseguirà venerdì 9 ottobre con un programma dedicato al tema «Gli studi copti e il rafforzamento della consapevolezza dell’identità copta: realtà contemporanea e visione futura».

Un appuntamento scientifico e culturale che riunisce studiosi, ricercatori, rappresentanti delle istituzioni accademiche e personalità pubbliche per approfondire il ruolo della civiltà copta nella formazione e nella conservazione dell’identità nazionale egiziana.
PAPA TAWADROS II: IL RUOLO DELLE ISTITUZIONI NELLA TUTELA DELL’IDENTITÀ EGIZIANA
Uno dei passaggi più significativi dell’intervento del Pontefice copto ha riguardato le iniziative istituzionali che, negli ultimi anni, hanno contribuito alla valorizzazione della presenza cristiana nel Paese.
Papa Tawadros II ha richiamato espressamente la legislazione relativa alla costruzione delle chiese, la realizzazione dei grandi edifici religiosi nella Nuova Capitale Amministrativa e la consuetudine del presidente Abdel Fattah al-Sisi di rivolgere personalmente gli auguri alla comunità cristiana dalla Cattedrale in occasione del Natale copto.
«La legge sulla costruzione delle chiese, la costruzione della moschea e della Cattedrale nella Nuova Capitale e gli auguri che il Presidente rivolge agli egiziani dalla Cattedrale all’inizio di ogni anno sono tutti elementi che contribuiscono a recuperare, tutelare e preservare l’identità egiziana», ha dichiarato il Patriarca.
Il riferimento riguarda, in particolare, la legge n. 80 del 2016, che disciplina la costruzione e la regolarizzazione degli edifici di culto cristiani, un provvedimento significativo nel quadro dei rapporti tra lo Stato egiziano e le comunità ecclesiastiche.

Tra i simboli architettonici e religiosi della Nuova Capitale Amministrativa figurano inoltre la Cattedrale della Natività di Cristo e la moschea Al-Fattah Al-Alim, inaugurate nel gennaio 2019.
La presenza dei due grandi edifici di culto rappresenta un elemento significativo della visione istituzionale egiziana che richiama la coesistenza tra musulmani e cristiani e l’appartenenza a una medesima comunità nazionale.
Le dichiarazioni del Patriarca si inseriscono dunque in una riflessione più ampia sull’identità egiziana, intesa come patrimonio condiviso nel quale le diverse tradizioni religiose costituiscono componenti essenziali della storia del Paese.
L’IDENTITÀ COPTA, UN PATRIMONIO MILLENARIO
La cultura copta costituisce una delle espressioni più antiche e significative della civiltà egiziana.
Il termine copto, derivato attraverso il greco Aigyptios, richiama storicamente l’identità egiziana e, con il passare dei secoli, ha assunto un significato prevalentemente religioso, riferito alle comunità cristiane del Paese.

La lingua copta, ultima fase evolutiva dell’antica lingua egiziana, conserva un legame diretto con la civiltà faraonica e continua a essere utilizzata nella liturgia della Chiesa copta.
Anche l’arte, l’architettura, la musica sacra, la tradizione monastica e la produzione manoscritta testimoniano la profondità storica di una cultura che ha contribuito in maniera determinante allo sviluppo dell’Egitto.
In questo contesto, il richiamo di Papa Tawadros II alle radici assume un significato che supera la dimensione strettamente confessionale: conoscere e preservare l’identità copta significa anche custodire una parte fondamentale della memoria collettiva egiziana.
ARTE E ARCHITETTURA COPTA: LA MOSTRA INAUGURATA DAL PATRIARCA
Prima dell’apertura ufficiale del convegno, Papa Tawadros II ha inaugurato la mostra «Scorci dell’arte e dell’architettura copta», organizzata parallelamente ai lavori scientifici.
L’esposizione comprende una selezione di icone copte, opere riconducibili alla tradizione artistica cristiana indiana e modelli dedicati all’architettura copta.
Particolare attenzione è riservata al rapporto tra progettazione architettonica e ambiente, attraverso esempi di edifici ecclesiastici, strutture residenziali e centri destinati alla cura e al recupero della salute.
La mostra evidenzia come il patrimonio copto non appartenga esclusivamente alla dimensione religiosa, ma rappresenti anche una testimonianza della storia dell’arte, dell’evoluzione delle tecniche costruttive e delle forme di organizzazione della società egiziana.
La presenza di opere dell’arte cristiana indiana introduce inoltre una dimensione internazionale, offrendo l’opportunità di osservare differenti espressioni artistiche del cristianesimo.
LE AUTORITÀ ACCADEMICHE E ISTITUZIONALI PRESENTI
Alla cerimonia inaugurale hanno partecipato numerosi rappresentanti del mondo culturale e accademico egiziano, tra cui ex ministri, presidenti e professori universitari, presidi di facoltà, personalità pubbliche, ricercatori e studiosi specializzati nelle discipline copte.
Il professor Maged Rasmy Abdel Malek, preside dell’Istituto di Studi Copti, ha aperto gli interventi rivolgendo un saluto di benvenuto a Papa Tawadros II e ai partecipanti.
Successivamente, Ehab Atef, relatore organizzativo del convegno, ha illustrato il programma delle due giornate, dedicate all’approfondimento della cultura copta e delle prospettive future della ricerca scientifica.
HELMY EL-NAMNAM: «LA VITTORIA DEL 6 OTTOBRE FU UN’ESPRESSIONE DELL’IDENTITÀ NAZIONALE»
Particolarmente significativo anche l’intervento di Helmy El-Namnam, già ministro egiziano della Cultura dal 2015 al 2018.
L’ex ministro ha evidenziato come il convegno si svolga in un momento simbolico per l’Egitto, in coincidenza con le celebrazioni del 53° anniversario della guerra del 6 ottobre 1973.
Secondo El-Namnam, la vittoria egiziana dell’ottobre 1973 rappresentò una delle più importanti manifestazioni dell’identità nazionale.
Un riferimento che richiama il ruolo dell’unità del popolo egiziano, musulmani e cristiani, nella difesa della sovranità e dell’integrità territoriale del Paese.
L’ex ministro ha inoltre ricordato che, appena due settimane prima, la Biblioteca di Alessandria aveva ospitato, sotto il patrocinio del Presidente della Repubblica, un altro convegno dedicato all’identità nazionale egiziana.
«Oggi siamo riuniti in un convegno dedicato all’identità copta egiziana», ha osservato, evidenziando il legame tra le due iniziative.
Il parallelismo tra la memoria della guerra del 1973 e la riflessione sull’identità copta sottolinea come la storia religiosa, culturale e politica dell’Egitto possa essere letta attraverso un patrimonio nazionale condiviso.
L’EGITTO TRA IDENTITÀ RELIGIOSA E APPARTENENZA NAZIONALE
Le parole di Papa Tawadros II offrono una chiave di lettura del rapporto tra appartenenza religiosa e identità nazionale nell’Egitto contemporaneo.
Il Pontefice copto ha più volte sottolineato, nel corso del suo ministero, l’importanza dell’unità nazionale e della partecipazione dei cristiani alla vita del Paese.
La valorizzazione del patrimonio copto si inserisce in questa prospettiva: non come elemento separato dalla storia egiziana, ma come una delle sue componenti costitutive.
Il richiamo alla legge sulla costruzione delle chiese e agli edifici religiosi della Nuova Capitale Amministrativa attribuisce inoltre un valore concreto al rapporto tra identità, libertà di culto e riconoscimento istituzionale.
Sebbene il percorso verso una piena uguaglianza nell’esercizio dei diritti religiosi continui a richiedere attenzione, le iniziative citate dal Patriarca vengono presentate come passaggi significativi nella tutela della presenza cristiana e nella salvaguardia della pluralità religiosa egiziana.
LE RADICI COME FONDAMENTO DEL FUTURO
Il quarto Convegno internazionale di Studi Copti non si limita dunque a un esercizio di ricostruzione storica, ma propone una riflessione sul rapporto tra passato, presente e futuro.
La tutela delle tradizioni, della lingua, dell’arte e dell’architettura copta diventa uno strumento per rafforzare la consapevolezza culturale delle nuove generazioni e per valorizzare il contributo del cristianesimo alla storia nazionale.
Il messaggio pronunciato da Papa Tawadros II all’apertura dei lavori riassume il significato dell’iniziativa: la forza di un popolo risiede anche nella conoscenza e nella conservazione delle proprie radici.
© Associazione Italo-Egiziana Eridanus
