Lunedì 17 agosto, il Presidente della Repubblica Popolare Cinese e Segretario del Partito Comunista Cinese (PCC), Xi Jinping, ha reso omaggio all’ex Segretario Generale del Partito Comunista Cinese (PCC) e Presidente della Repubblica Popolare Cinese Jiang Zemin, che avrebbe compiuto 100 anni.
Presso la Grande Sala del Popolo, a Pechino, il Presidente Xi ha affermato “Rendiamo grande omaggio ai suoi straordinari successi e impariamo dal suo nobile comportamento”.
Egli ha elogiato la dedizione di Jiang Zemin agli ideali comunisti e ha sottolineato come il suo punto di vista contribuì a forgiare il cammino di riforme e apertura e a sviluppare l’economia cinese.
Xi ha altresì sottolineato come l’opera di Jiang Zemin sia stata volta ad elevare il tenore di vita dei cittadini cinesi e ha elogiato i suoi sforzi nel promuovere innovazioni in ambito istituzionale, teorico, scientifico, culturale e tecnologico.
Egli ha altresì spiegato che la sua guida ha permesso l’entrata della Cina nell’Organizzazione Mondiale del Commercio nel 2001 (grazie anche al ruolo decisivo del premier Zhu Rongji) e contribuito a promuovere lo sviluppo di un mondo multipolare e una globalizzazione economica inclusiva.
Jiang Zemin, morto a Shanghai il 30 novembre 2022, a 96 anni, fu Segretario Generale del Partito Comunista Cinese (PCC) dal 1989 al 2002 e Presidente della Repubblica Popolare Cinese dal 1993 al 2003.
Erede politico della stagione di riforme inaugurata da Deng Xiaoping, Jiang Zemin fu il principale esponente della terza generazione della leadership cinese.
Nato nel 1926 a Yangzhou, nel 2000 elaborò la teoria delle “Tre Rappresentatività”, che delineò il nuovo ruolo del PCC, rendendolo, sostanzialmente, un partito interclassista e aperto a tutte le categorie della società, comprese le forze produttive, culturali e artistiche.
Nel corso degli Anni ’90 introdusse riforme fiscali, che stabilirono una distinzione fra imposte locali e nazionali, oltre che rafforzò la legislazione in ambito societario, rafforzando lo spirito imprenditoriale delle imprese, adeguandolo al management moderno.
Durante i suoi mandati venne ulteriormente rafforzato il ruolo dell’economia privata all’interno della “economia socialista di mercato”, mentre la tutela costituzionale della proprietà privata sarebbe stata ulteriormente rafforzata nel 2004. Tutto ciò, frenando le spinte all’individualismo selvaggio e correggendo gli aspetti più deleteri dell’economia capitalista occidentale, in primis la disoccupazione.
Nel 1998 lanciò la campagna delle “Tre Attenzioni”, ovvero: “prestare attenzione allo studio”; “prestare attenzione alla politica”; “prestare attenzione alla rettitudine”, campagna che avrebbe dovuto ulteriormente modernizzare il “socialismo con caratteristiche cinesi” lanciato da Deng Xiaoping nel corso degli Anni ’80, oltre che frenare le spinte all’immoralità e alla corruzione, generate dall’individualismo, causato dall’eccessivo benessere economico che stava pervadendo la Cina di quegli anni.
La lotta alla corruzione fu, infatti, uno degli aspetti fondanti della politica portata avanti dall’amministrazione guidata da Jiang Zemin.
In politica estera, Jiang Zemin lanciò la prospettiva di un mondo multipolare che, nel rispetto delle reciproche differenze, cooperasse al fine di mantenere equilibrio all’interno della comunità internazionale. Un sistema atto, in sostanza, a mantenere pace e prosperità nel mondo. Tale posizione è peraltro ancora oggi alla base della politica estera della Cina guidata da Xi Jinping.
Nell’ambito della commemorazione, il Presidente Xi Jinping ha affermato: “Nel nuovo cammino, dobbiamo essere pronti a resistere a forti venti, acque agitate e persino a tempeste pericolose, salvaguardare con fermezza la sovranità nazionale, la sicurezza e gli interessi di sviluppo e continuare a scrivere un nuovo capitolo nei miracoli della rapida crescita economica e della stabilità sociale a lungo termine”.
Luca Bagatin
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