Il 10 giugno 2026, nella suggestiva cornice di Villa Abamelek, storica residenza dell’Ambasciatore della Federazione Russa a Roma, si è svolto, in occasione della Giornata della Russia, il Concerto dell’Ensemble Nikolaj Osipov dei giovani solisti dell’Orchestra Accademica Nazionale di strumenti popolari russi, organizzato nell’ambito delle Russian Spiritual Culture Days e del progetto internazionale “Russian Seasons 2026”. Villa Abamelek, situata nei pressi del Gianicolo, è una delle più prestigiose ville storiche della capitale e dal 1991 è la residenza degli ambasciatori della Federazione Russa in Italia.
L’iniziativa ha proposto un affascinante viaggio nella cultura musicale russa attraverso un repertorio che ha unito composizioni originali, rielaborazioni di melodie popolari e celebri pagine della musica classica, offrendo agli ospiti un’esperienza di alto livello artistico e culturale.
Alla serata hanno preso parte numerosi rappresentanti del corpo diplomatico accreditato in Italia, con la presenza di ambasciatori e delegazioni provenienti da Paesi appartenenti ai BRICS e al più ampio contesto del mondo multipolare, oltre a esponenti delle organizzazioni internazionali, giornalisti, studiosi, personalità del mondo della cultura e delle istituzioni e rappresentanti della società civile, testimoniando il valore culturale e diplomatico dell’iniziativa.
La serata è stata preceduta dai discorsi dell’Ambasciatore della Federazione Russa in Italia e San Marino Alexey Paramonov e del Rappresentante Permanente della Federazione Russa presso la FAO e le altre organizzazioni internazionali a Roma, Ambasciatore Igor Golubovskiy.
Intervento di S.E. Alexey Paramonov

Nel suo intervento di apertura, l’Ambasciatore Alexey Paramonov ha dato il benvenuto agli ospiti, ricordando che la celebrazione anticipava la Giornata della Russia, tradizionalmente festeggiata il 12 giugno. Nel corso del discorso ha sottolineato il carattere multietnico e multiculturale della Federazione Russa, richiamando il pensiero di Fëdor Dostoevskij sul ruolo universale della cultura russa.
Tra i passaggi più significativi, ha citato le parole dello scrittore:
«Il nostro destino è l’universalità, non con la spada, ma con la forza della fraternità; il nostro fraterno anelito è unire le genti.»
Paramonov ha inoltre evidenziato il valore dei rapporti culturali tra Italia e Russia, ringraziando gli amici italiani e ricordando la diffusione della lingua russa nel nostro Paese:
«Grazie a voi, i nostri amici italiani, la lingua russa rimane popolare in Italia; viene studiata in oltre 113 scuole, in 34 università e in numerosi corsi e centri di studio.»
Un altro passaggio del suo intervento è stato dedicato ai consoli onorari della Federazione Russa in Italia, il cui contributo è stato descritto come essenziale per mantenere vivi i rapporti umani e culturali tra i due Paesi:
«Continuano ad apportare un grande contributo nel preservare i contatti umanitari e interpersonali.»
Nel prosieguo del discorso, l’Ambasciatore ha affrontato temi di politica internazionale, ribadendo la posizione ufficiale della Federazione Russa sul conflitto in Ucraina, sul ruolo della NATO e sulle relazioni con l’Occidente, sostenendo la necessità di tutelare la sovranità nazionale e gli interessi del Paese.
Ha infine invitato il pubblico a guardare al futuro con fiducia, affermando:
«Crediamo alla Russia e consigliamo a tutti di continuare a credere al suo potenziale creativo in economia, in scienza, in sport, in cultura, in spiritualità e in moralità.»
Intervento di S.E. IGOR GOLUBOVSKIY
Il secondo intervento ha posto l’attenzione soprattutto sul significato culturale della serata e sul progetto internazionale “Russian Spiritual Culture Days”, nel cui ambito è stato organizzato il concerto.
Il relatore ha ricordato come questa iniziativa, promossa dal Ministero della Cultura della Federazione Russa con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Chiesa Ortodossa Russa, sia stata presentata con successo in numerosi Paesi del mondo:
«È un progetto internazionale di grande portata del Ministero della Cultura della Federazione Russa, realizzato con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Chiesa Ortodossa Russa.»
Ha inoltre sottolineato il valore simbolico dell’incontro ospitato a Villa Abamelek, osservando che:
«È particolarmente simbolico che il nostro incontro di stasera si svolga nell’ambito delle Giornate della Cultura Spirituale della Russia.»
Presentando il programma musicale, ha spiegato che il pubblico avrebbe ascoltato un repertorio composto dai migliori esempi della tradizione spirituale e popolare russa, eseguito dall’Ensemble dei giovani solisti dell’Orchestra Accademica Nazionale di strumenti popolari russi Nikolaj Osipov:
«Per gli ospiti del ricevimento è stato preparato un programma concertistico che include i migliori esempi di musica spirituale e popolare.»
I musicisti dell’Ensemble Nikolaj Osipov

L’Ensemble Nikolaj Osipov dei giovani solisti dell’Orchestra Accademica Nazionale di Strumenti Popolari Russi è composto da:
- Viktor Oleynikov – balalaika contralto
- Ilja Streljaev – domra
- Daniil Stadniuk – bayan
- Gennadij Zabolotnij – balalaika contrabbasso
- Vladimir Maksimov – balalaika contrabbasso
Nel corso del concerto sono stati inoltre eseguiti brani solistici affidati a Daniil Stadniuk (bayan), Gennadij Zabolotnij (balalaika contrabbasso), Viktor Oleynikov (balalaika contralto) e Ilja Streljaev (domra), mettendo in luce il virtuosismo dei singoli interpreti.
L’ensemble è noto per la capacità di coniugare il patrimonio musicale tradizionale russo con una raffinata tecnica esecutiva, proponendo programmi che spaziano dal folklore alla musica accademica e contemporanea e che negli anni sono stati presentati in numerosi Paesi, tra cui Italia, Cina, Bulgaria e Ungheria.
Un programma tra tradizione e virtuosismo

Il concerto è stato articolato in due parti e ha attraversato oltre un secolo di storia musicale russa.
Tra i compositori proposti figuravano Vasilij Andreev, fondatore della moderna orchestra di strumenti popolari russi, Georgij Šenderëv, Aleksandr Danilov, Anatolij Ljadov, Vladimir Ivanov, Pëtr Gorskov, Vera Gorodovskaja, Vladimir Kornev, Vladimir Surkov e Aleksandr Cygankov.
Il programma ha incluso fantasie su temi popolari, elaborazioni di canti tradizionali, parafrasi concertistiche e variazioni dedicate a celebri melodie russe come “Kalinka”, affiancate a pagine del repertorio internazionale quali il Valzer di Aram Chačaturjan e la celebre “’O Sole Mio” di Eduardo Di Capua, creando un suggestivo dialogo musicale tra la tradizione russa e quella italiana.
Gli strumenti musicali tradizionali

Uno degli aspetti più affascinanti del concerto è stato l’impiego di strumenti tradizionali russi, molti dei quali poco conosciuti dal grande pubblico italiano, tra cui il bayan, la domra, i gusli e le diverse tipologie di balalaika: prima, contralto e contrabbasso.
Vale la pena di accennare alle caratteristiche di questi strumenti popolari russi.
Il bayan è una particolare fisarmonica cromatica russa dotata di due tastiere: quella destra è destinata all’esecuzione della melodia, mentre quella sinistra permette di suonare bassi e accordi. Grazie alla sua estensione e alla ricchezza timbrica, è considerato uno degli strumenti simbolo della musica popolare e colta russa.
La domra è uno strumento a corde pizzicate caratterizzato da una cassa armonica emisferica e da un manico con tasti. Solitamente possiede tre o quattro corde e produce un suono brillante e nitido, particolarmente adatto all’esecuzione di melodie virtuosistiche.
I gusli, nella variante cosiddetta a forma di elmo, sono antichi strumenti a corde della tradizione russa. La loro struttura ricorda appunto un elmo sul quale sono tese le corde e il timbro sonoro è delicato, avvolgente e meditativo, qualità che ne hanno fatto uno degli strumenti più evocativi del patrimonio musicale slavo.
Protagonista del concerto è stata anche la celebre balalaika, emblema della cultura musicale russa grazie alla sua caratteristica cassa armonica triangolare e alle tre corde.
La balalaika prima è la più piccola e acuta della famiglia delle balalaike. Dotata del caratteristico corpo triangolare e di tre corde, svolge spesso il ruolo melodico principale all’interno dell’ensemble grazie alla sua agilità esecutiva e al timbro brillante.
La balalaika contralto è una versione di dimensioni maggiori rispetto alla balalaika prima e produce sonorità più calde e profonde. Viene impiegata per arricchire la tessitura armonica dell’orchestra e sostenere il dialogo con gli altri strumenti.
La balalaika contrabbasso rappresenta lo strumento più grande della famiglia. Viene generalmente suonata appoggiandola al pavimento tramite un puntale metallico e fornisce la base ritmica e armonica dell’ensemble con un suono grave e potente, costituendo l’equivalente del contrabbasso nelle orchestre tradizionali.
La presenza di questi strumenti, unita all’elevato livello artistico dei giovani solisti dell’Orchestra Accademica Nazionale di strumenti popolari russi Nikolaj Osipov, ha permesso al pubblico di immergersi nella ricchezza della tradizione musicale russa, valorizzando un patrimonio culturale che fonde virtuosismo, memoria storica e identità nazionale.
Un ponte culturale tra Russia e Italia
Il concerto di Villa Abamelek ha rappresentato molto più di una semplice esibizione musicale: è stato un momento di dialogo culturale capace di avvicinare il pubblico italiano alle sonorità, alla storia e alle tradizioni popolari russe attraverso interpreti di altissimo livello.
L’accurata scelta del repertorio, unita alla presenza di strumenti storici e poco conosciuti al di fuori della Russia, ha trasformato la serata in un’occasione di scoperta e di valorizzazione di un patrimonio musicale che continua ancora oggi a suscitare interesse e ammirazione ben oltre i confini del suo Paese d’origine.




