Il Presidente uscente della Colombia, Gustavo Petro, nel suo ultimo viaggio ufficiale all’estero, ha deciso di visitare Cuba.
Scopo del viaggio, quello di sostenere l’Isola, che sta subendo un’aggressione da parte del regime statunitense e promuovere un dialogo internazionale che scongiuri l’embargo e un intervento armato contro di essa.
“Cuba è sotto attacco ed è vitale garantirne la sovranità nazionale e sostenerne la lotta per la sopravvivenza nei Caraibi”, aveva dichiarato il Presidente socialista colombiano, prima di recarsi a L’Avana, nei giorni scorsi.
Egli ha aggiunto che Cuba – in questi anni – ha formato 2.000 medici colombiani e ha contribuito a salvare “centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo con il suo vaccino contro il COVID-19”.
Il Presidente Petro è stato accolto, venerdì 31 luglio scorso, dalla Vice Ministro degli Esteri cubano, Josefina Vidal, prima di recarsi in Plaza de la Revolución all’Avana per deporre una corona al Memoriale di José Martí e successivamente incontrare il Presidente cubano Miguel Díaz-Canel.
Il Presidente colombiano, nel suo incontro con le autorità cubane, ha sottolineato come il suo mandato e la Costituzione colombiana del 1991 lo abbiano sempre obbligato a lavorare per la pace, sottolineando l’importante ruolo della Colombia nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU.
E ha dichiarato: “Sono venuto per chiedere all’umanità di mostrare solidarietà a Cuba, affinché non ci sia un’invasione né un lancio di missili, e per proporre come alternativa, anche all’attuale governo degli Stati Uniti, al signor Rubio e al signor Trump, che si instauri un dialogo tra civiltà che devono essere uguali pur essendo diverse.”
Egli, riferendosi a quanto sta accadendo a Gaza, ha altresì aggiunto che “È tempo di dialogo. Ciò che sta accadendo in Medio Oriente non è motivo di festa; potrebbe essere il preludio a un olocausto globale, a una barbarie diffusa, ed è preferibile che il popolo degli Stati Uniti e il suo attuale governo reagiscano”.
In particolare ha puntato il dito contro il governo israeliano spiegando che “abbiamo un uomo come Netanyahu che pensa solo a salvare se stesso, cercando di perpetuare il suo potere in Israele, conducendo guerre al di fuori di Israele, cercando di intensificare le guerre al di fuori di Israele per salvarsi da un processo internazionale che, come i nazisti al processo di Norimberga, merita per essere un genocida”.
Il Presidente Petro ha aggiunto che “il popolo degli Stati Uniti non può essere complice di tutto ciò, e nelle mie conversazioni da Capo di Stato con i funzionari statunitensi, incluso il Presidente Trump, ho sempre detto loro che non possono essere complici di un regime genocida se riconoscono la storia degli Stati Uniti nel XIX e XX secolo”.
Egli ha spiegato che questo è il momento del dialogo fra le civiltà e che occorre costruire un ponte “per l’umanità nella diversità, per la vita e per la libertà”, riferendosi anche alla necessità di costruire un dialogo fra gli USA e Cuba.
Il Presidente cubano, Diaz-Canel, nel ringraziare il Presidente Petro, ha aggiunto: “Abbiamo apprezzato la sua profonda solidarietà e il fermo sostegno al nostro Paese di fronte alle minacce di aggressione, al blocco energetico e all’intensificarsi dell’embargo economico statunitense. Ribadiamo l’incrollabile impegno del nostro Governo per la pace in Colombia”.
Nel frattempo, in Colombia, il Presidente eletto, Abelardo de la Espriella, rappresentante dell’estrema destra, ha affermato di voler chiudere l’Ambasciata colombiana all’Avana e di voler interrompere ogni rapporto con Cuba, secondo i desiderata del regime statunitense.
Luca Bagatin
https://amoreeliberta.blogspot.com
