L’istruzione indiana sta vivendo una fase di profonda trasformazione grazie all’attuazione della National Education Policy 2020, una riforma che punta a rendere il sistema educativo più flessibile, interdisciplinare e orientato alle competenze del futuro. Questi temi sono stati al centro del panel “National Education Policy 2020 in Action: Are Colleges and Universities in Eastern India Ready?” organizzato nell’ambito degli EDex Awards, prestigiosa iniziativa promossa da Indianpreneur® per valorizzare l’eccellenza e l’innovazione nel settore educativo.

Tra i protagonisti dell’incontro il Prof. Debanjan Banerjee, autore, editore, editorialista, opinionista televisivo, analista politico e commentatore, nonché Dean (Preside) del Department of Media Science di Techno India, Salt Lake, che ha partecipato sia come relatore sia come moderatore del dibattito insieme al Prof. Atul Kumar, Vice Chancellor di Vikrant University, al Prof. R.D. Patidar, Vice Chancellor di O.P. Jindal University, e al Prof. Sanku Bose, Vice Chancellor di Amity University.
Sono stati conferiti gli EDex Awards al Prof. Debanjan Banerjee con il riconoscimento di Visionary Academic Leader 2026 in Media Science (Leader Accademico Visionario 2026 nelle Scienze della Comunicazione).

Professor Banerjee, quali sono stati i principali temi emersi durante il panel dedicato all’attuazione della National Education Policy 2020 nell’India orientale?
Il dibattito si è concentrato principalmente sulle difficoltà affrontate dai college e dalle università situati nelle aree rurali e semiurbane dell’India orientale nell’attuazione della National Education Policy (NEP 2020).
Nel suo doppio ruolo di relatore e moderatore, quali sono state le preoccupazioni più frequentemente espresse dai rappresentanti delle università presenti?
Le principali preoccupazioni hanno riguardato le sfide che i dirigenti accademici e gli amministratori universitari devono affrontare nell’implementazione della National Education Policy 2020 nella parte orientale del Paese. Si tratta di una vasta regione che comprende Stati come il Bengala Occidentale, il Bihar, l’Assam, l’Odisha e il Jharkhand. Molte aree sono rurali o semiurbane e ospitano un’elevata percentuale di studenti provenienti da contesti socioeconomici svantaggiati. Numerosi college e università di queste zone soffrono della mancanza di infrastrutture adeguate, di un insufficiente rapporto tra docenti e studenti e di carenze nei finanziamenti necessari per affrontare tali criticità. Inoltre, molti studenti provengono da famiglie economicamente fragili e necessitano di consistenti sussidi per poter accedere alle tecnologie e ai dispositivi digitali più moderni, indispensabili per beneficiare pienamente delle opportunità offerte dalla NEP 2020. Per questo motivo è fondamentale un adeguato sostegno finanziario da parte del governo a favore delle istituzioni accademiche presenti in queste aree.
La National Education Policy punta molto sull’interdisciplinarità. Ritiene che le università dell’India orientale siano realmente pronte a superare i tradizionali confini tra le discipline?
In larga misura sì, ma non ancora completamente, a causa degli ostacoli appena menzionati. Tuttavia, il governo indiano sta collaborando con alcuni dei principali imprenditori privati del settore dell’istruzione per rendere questo obiettivo pienamente realizzabile nel più breve tempo possibile.

Durante gli EDex Awards si è parlato molto di “AI-Ready Classrooms“. Quale impatto sta avendo l’intelligenza artificiale sulla formazione universitaria e sulla didattica?
L’intelligenza artificiale sta trasformando profondamente l’istruzione superiore, modificando il ruolo dei docenti, che passano dalla semplice trasmissione dei contenuti a una funzione di guida e mentoring, automatizzando molte attività amministrative e rendendo possibile una personalizzazione dell’apprendimento su larga scala. Più che sostituire gli insegnanti, l’IA agisce come un mediatore pedagogico, spingendo le università a ripensare radicalmente il modo in cui insegnano e valutano gli studenti. Tra i cambiamenti più significativi figurano l’adozione delle flipped classrooms (classi capovolte), metodologie didattiche interattive, l’integrazione della prompt engineering, sistemi di monitoraggio adattivo dei progressi degli studenti, sistemi di tutoraggio intelligente (Intelligent Tutoring Systems – ITS) e interventi accademici precoci per supportare gli studenti nel loro percorso formativo.
In che modo l’intelligenza artificiale può essere integrata senza perdere la centralità della relazione umana tra docente e studente?
L’integrazione dell’intelligenza artificiale nell’istruzione, senza indebolire il rapporto umano, richiede un approccio definito human-in-the-loop, in cui l’IA opera come assistente dell’insegnante e non come suo sostituto. Affidando alle macchine le attività amministrative e ripetitive, i docenti possono dedicare più tempo ed energie alla costruzione di relazioni autentiche e significative con gli studenti. Un’integrazione efficace dell’IA si basa quindi sull’equilibrio tra efficienza tecnologica ed empatia umana, valorizzando il ruolo insostituibile dell’interazione personale nel processo educativo.
Il settore dei media e della comunicazione è tra quelli maggiormente influenzati dalle nuove tecnologie. Quali competenze dovrebbero acquisire oggi gli studenti per affrontare il mercato del lavoro del futuro?

L’India è considerata uno dei principali laboratori mondiali dell’innovazione digitale. Quali opportunità offre questo contesto alle nuove generazioni?
Le enormi dimensioni del Paese e la rapida diffusione di Internet rendono l’India un ambiente ideale per sperimentare nuove tecnologie. Per le giovani generazioni ciò si traduce in opportunità senza precedenti per sviluppare, testare e portare su larga scala soluzioni digitali in grado di incidere sulla vita di miliardi di persone.
Le prospettive sono praticamente illimitate, poiché l’India si è ormai affermata come uno dei principali poli tecnologici globali. Tra le opportunità più significative figurano:
Sviluppo delle Infrastrutture Pubbliche Digitali (Digital Public Infrastructure – DPI): i giovani innovatori possono contare su una solida base costituita da infrastrutture avanzate come il sistema di identificazione biometrica Aadhaar (Aadhaar biometric identity program) e il sistema di pagamenti digitali UPI, che consentono di creare applicazioni nei settori fintech, sanitario e della pubblica amministrazione integrabili con oltre un miliardo di utenti.
Ascesa dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie avanzate (Deep Tech): grazie a iniziative come la IndiaAI Mission, i giovani possono lavorare su modelli di intelligenza artificiale di ultima generazione, aprendo la strada a carriere altamente qualificate nei campi dell’IA, dell’Internet delle Cose (IoT) e del machine learning applicato all’agricoltura, alla sanità e alla governance intelligente.
Un ecosistema di startup in forte espansione: l’India ospita uno dei più grandi ecosistemi imprenditoriali del mondo. Programmi governativi come Startup India sostengono gli imprenditori emergenti, trasformando idee innovative in imprese scalabili nei settori dell’e-commerce, dell’educazione digitale (ed-tech) e del software come servizio (SaaS).
Opportunità di carriera a livello internazionale: la crescente domanda di professionisti con competenze ibride ha trasformato l’India da semplice “back-office tecnologico” a hub globale per l’ingegneria digitale, la consulenza sul cloud e lo sviluppo di prodotti innovativi. Questo consente ai giovani di acquisire competenze di livello internazionale e operare sul mercato globale anche rimanendo nelle proprie città di origine.

Quanto è importante il dialogo tra università, industria e istituzioni per il successo della riforma educativa?
È di fondamentale importanza e rappresenta, al tempo stesso, una delle sfide più complesse. La collaborazione tra università, imprese e istituzioni – spesso definita modello della Tripla Elica (Triple Helix model) – è essenziale affinché i programmi accademici siano realmente allineati alle esigenze del mondo del lavoro. Questo partenariato trasforma il sistema educativo da struttura isolata a motore dinamico di innovazione.
L’importanza di questo ecosistema integrato si manifesta soprattutto in tre ambiti fondamentali: l’aggiornamento dei programmi di studio e il miglioramento dell’occupabilità dei laureati; il coordinamento tra istituzioni educative e sistema produttivo; la promozione della ricerca e dell’innovazione.
Quali sono gli ostacoli principali che ancora rallentano l’attuazione della National Education Policy 2020?
L’India può diventare un modello internazionale nell’integrazione tra innovazione tecnologica, istruzione e sviluppo sociale?
Sì, assolutamente, e sta già procedendo con decisione in questa direzione. Grazie alle sue avanzate Infrastrutture Pubbliche Digitali (Digital Public Infrastructure – DPI), a una popolazione giovane e numerosa e a una forte capacità di sviluppare soluzioni innovative accessibili e a basso costo, l’India si trova in una posizione privilegiata per diventare un modello di riferimento a livello internazionale. Attraverso la diffusione su larga scala di tecnologie sviluppate internamente, il Paese sta trasformando l’accessibilità ai servizi pubblici, alla finanza e all’istruzione, offrendo un esempio significativo sia per le nazioni in via di sviluppo sia per quelle più avanzate.
L’India ha compiuto progressi straordinari nello sviluppo delle infrastrutture digitali pubbliche, nell’integrazione tra tecnologia educativa (EdTech) e formazione delle competenze, nonché nell’innovazione sociale resa possibile dalle tecnologie più avanzate.
Un esempio concreto è rappresentato dal suo costante miglioramento nelle classifiche dell’Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale (WIPO): il Paese è diventato il primo classificato nell’Asia centrale e meridionale secondo il Global Innovation Index, dimostrando che innovazioni dirompenti e su larga scala possono nascere anche da economie a reddito medio-basso.
Dal confronto con i Vice Chancellor delle diverse università, quali esperienze virtuose ritiene possano essere replicate in altre realtà accademiche?
Le pratiche più efficaci riguardano innanzitutto l’adozione di un approccio più olistico all’istruzione, accompagnato dalla creazione di un ambiente accademico di elevata qualità. Un ruolo centrale è attribuito alla formazione continua dei docenti, sviluppata in stretta collaborazione con il mondo dell’industria, alla disponibilità di infrastrutture e tecnologie all’avanguardia all’interno delle istituzioni educative, al rafforzamento della ricerca scientifica e al mantenimento di un equilibrato rapporto tra numero di studenti e personale docente.
Guardando al futuro, come immagina l’università indiana tra dieci anni?

Quale messaggio desidera rivolgere ai giovani studenti che si preparano a entrare in un mondo professionale sempre più caratterizzato dall’intelligenza artificiale e dalla trasformazione digitale?
I giovani studenti possono prepararsi al meglio per un mondo professionale guidato dall’intelligenza artificiale coltivando capacità di adattamento, pensiero critico e intelligenza emotiva. Devono imparare a utilizzare l’IA come uno strumento collaborativo, concentrandosi al tempo stesso su competenze tipicamente umane come la creatività, la risoluzione di problemi complessi e la comunicazione trasversale tra discipline e settori.
I seguenti passaggi possono aiutare i giovani studenti a diventare professionisti di alto livello nell’era dell’intelligenza artificiale e della trasformazione digitale.
Considerare l’IA come un assistente e non come una stampella, sviluppare il pensiero critico e la capacità di giudizio, coltivare competenze umane distintive (soft skills), abbracciare l’apprendimento continuo lungo tutto l’arco della vita, applicare le conoscenze attraverso progetti concreti.

Gli EDex Awards celebrano l’eccellenza educativa. Quali caratteristiche distinguono oggi un’istituzione realmente innovativa?
Le istituzioni educative realmente innovative rifiutano il tradizionale modello “uguale per tutti”. Si distinguono perché abbandonano l’apprendimento basato sulla semplice memorizzazione, adottando invece un approccio personalizzato e centrato sullo studente (student-centered, personalized learning), che lo prepara attivamente ad affrontare un mondo caratterizzato da rapidi progressi tecnologici e da esigenze del mercato del lavoro in continua evoluzione.
Per realizzare questo obiettivo, le istituzioni davvero innovative devono adottare:
Percorsi personalizzati. Adattano i programmi di studio agli interessi, agli stili di apprendimento e ai ritmi di ciascuno studente, anziché imporre a tutti lo stesso identico percorso.
Apprendimento esperienziale e orientato al mondo reale. Privilegiano attività basate su progetti e sull’indagine diretta, collegando la teoria appresa in aula ad applicazioni pratiche, real-world applications, invece di limitarsi alla preparazione per test standardizzati.
Sviluppo delle “4 C”. Promuovono esplicitamente la comunicazione, la collaborazione, il pensiero critico e la creatività (critical thinking, and creativity).
Integrazione armoniosa della tecnologia e dell’intelligenza artificiale. Utilizzano in modo consapevole strumenti digitali moderni, sistemi di valutazione basati sui dati e l’IA per migliorare l’insegnamento, mantenendo però centrale il rapporto umano tra docente e studente.
Promozione di una mentalità orientata alla crescita (growth mindset). Considerano gli errori come elementi essenziali del processo di apprendimento e incoraggiano gli studenti a sviluppare resilienza e una propensione ad affrontare nuove sfide lungo tutto l’arco della vita.
Ecosistemi di apprendimento flessibili. Progettano spazi fisici e virtuali capaci di favorire sia lo studio individuale approfondito sia il lavoro collaborativo di gruppo.
Attenzione alla sostenibilità e alla cittadinanza globale. Integrano dinamismo e sostenibilità – sustainability – nella propria cultura istituzionale, concependo l’istruzione come uno strumento per preparare gli studenti ad affrontare le grandi sfide globali.
In definitiva, sintetizzando il messaggio di questa intervista al professor Banerjee, l’educazione rappresenta il fondamento di una società più inclusiva, sostenibile e preparata ad affrontare le sfide globali. Investire nella formazione significa creare opportunità, ridurre le disuguaglianze e sviluppare cittadini capaci di coniugare competenze tecnologiche, spirito critico e responsabilità sociale. In un’epoca caratterizzata dall’intelligenza artificiale e dalla trasformazione digitale, solo un sistema educativo aperto all’innovazione, ma saldo nei valori umani, potrà formare le nuove generazioni e contribuire a uno sviluppo equilibrato e condiviso a livello internazionale.
Profilo biografico del Prof. Debanjan Banerjee

Il Prof. Debanjan Banerjee è docente universitario, autore, relatore, opinionista televisivo, commentatore politico ed esperto di studi sulla comunicazione e sui media. È editorialista di riferimento nei settori dei media e del management e ricopre il ruolo di Head Examiner per il corso di Media Science (Honours) presso la Maulana Abul Kalam Azad University of Technology del Bengala Occidentale, in India.
Vanta ventisette anni di esperienza complessiva maturata tra il settore industriale e quello accademico, di cui oltre ventidue anni dedicati all’insegnamento e alla formazione universitaria nel campo dei media e sette anni di attività professionale nell’industria. Nel corso della sua carriera ha collaborato ampiamente con la stampa tradizionale e i media digitali, ricoprendo anche il ruolo di Consulting Editor di una rivista economica quindicinale. È autore di articoli e approfondimenti pubblicati regolarmente su quotidiani, riviste specializzate e portali internazionali.
Ha contribuito in modo significativo alla definizione dei programmi accademici e alle attività di validazione dei corsi post-laurea in Media Studies dell’Università del Galles.

Libri pubblicati
Media Speaks Management Matters, Sarup Publishers, New Delhi, ISBN 9788176257091.
Justice and Journalist, S.B. Enterprise, Kolkata, ISBN 9789384667047.
Digital Journalism – The Decisive Destiny, Raunaq Publication, Kolkata. ISBN: 978-81-976431-2-5
Alcuni articoli di ricerca pubblicati
Tra i principali temi affrontati nelle sue pubblicazioni figurano:
- Comunicazione di massa: tendenze, caratteristiche e teorie;
- Giornalismo investigativo come nuova frontiera dell’informazione;
- Integrazione tra stampa tradizionale e stampa digitale;
- Management della comunicazione;
- Agenzie di stampa e industria dei media;
- Cyber-giornalismo;
- Capitalismo e trasformazioni economiche;
- Business Process Management;
- Gestione del rischio;
- Comunicazione internazionale;
- Relazioni tra istruzione e industria;
- Differenze di genere nell’accesso all’istruzione;
- Comunicazione, consumatori e sanità;
- Pubblicità ed etica;
- Responsabilità sociale d’impresa e media;
- Educazione privata;
- Comunicazione politica;
- Etica del giornalismo;
- Fake news e disinformazione;
- Auditel, audience e sostenibilità dei media.
- Attività accademiche e conferenze

Il Prof. Banerjee ha presentato relazioni e pubblicato lavori presso alcune delle più prestigiose istituzioni accademiche e professionali, tra cui:
- All India Management Association (AIMA);
- Banaras Hindu University;
- Università di Calcutta;
- Indian Statistical Institute (ISI);
- Indian Institute of Social Welfare and Business Management (IISWBM);
- National University of Juridical Sciences;
- Tata Institute of Social Sciences (TISS);
- Asia Centre di Bangkok, Thailandia.
La sua attività si distingue per l’integrazione tra ricerca accademica, analisi dei media, management, comunicazione politica e relazioni internazionali, ambiti nei quali è considerato una delle voci più autorevoli del panorama accademico e mediatico indiano.

