Desalinizzazione, infrastrutture e gestione: le aziende egiziane al centro del più grande progetto idrico giordano, tra cooperazione araba e sfide climatiche
A cura di: Chiara Cavalieri
IL CAIRO- L’Egitto entra da protagonista nel più grande progetto di approvvigionamento idrico della storia della Giordania, con un investimento complessivo di 5,8 miliardi di dollari e un ruolo operativo centrale affidato alle aziende egiziane. L’annuncio è stato dato dall’ingegnere Saddam Khalafiyat, direttore del progetto di “automazione idrica nazionale” in Giordania, che ha confermato come Il Cairo sarà responsabile della maggior parte delle operazioni sul campo, dalla costruzione alla gestione e manutenzione delle infrastrutture, consolidando così una presenza strategica nel settore idrico regionale.

Secondo quanto riportato dall’agenzia egiziana Middle East News Agency, le aziende egiziane non si limiteranno alla fase esecutiva, ma accompagneranno l’intero ciclo del progetto, contribuendo in modo diretto allo sviluppo delle infrastrutture e alla loro sostenibilità nel tempo. Questa cooperazione si inserisce nella visione condivisa del presidente Abdel Fattah al-Sisi e del re Abdullah II di Giordania, orientata a rafforzare l’integrazione economica araba e a promuovere uno sviluppo sostenibile, con particolare attenzione ai settori strategici delle infrastrutture e della sicurezza idrica.
Il progetto, dal valore di 5,8 miliardi di dollari, prevede la desalinizzazione di circa 300 milioni di metri cubi di acqua di mare ogni anno e la sua distribuzione attraverso un sistema capace di pompare l’acqua fino a un’altitudine di 1.100 metri sopra il livello del mare. Si tratta di un’infrastruttura di straordinaria complessità ingegneristica, destinata a trasformare radicalmente il sistema idrico giordano, arrivando a coprire circa il 40% del fabbisogno nazionale di acqua potabile in un Paese che si trova tra quelli con maggiore scarsità d’acqua al mondo.
Questa iniziativa rappresenta una parte integrante della strategia più ampia adottata dall’Egitto per affrontare le sfide idriche regionali, attraverso l’esportazione del proprio know-how nel campo della gestione delle risorse idriche, della desalinizzazione e del trattamento delle acque. Il Cairo, infatti, negli ultimi anni ha rafforzato la cooperazione con numerosi Paesi amici, sviluppando soluzioni avanzate per rispondere alla crescente pressione esercitata dalla scarsità di risorse naturali, dai cambiamenti climatici e dall’aumento demografico.
L’esperienza egiziana in questo settore deriva da una necessità storica legata alla quasi totale dipendenza dal fiume Nilo, che ha spinto il Paese a sviluppare tecnologie e competenze altamente specializzate nell’irrigazione moderna, nel trattamento delle acque reflue, nella desalinizzazione e nella gestione delle reti idriche. Questo patrimonio tecnico e scientifico è oggi al centro di una politica attiva di cooperazione internazionale, che non si limita alla costruzione di infrastrutture ma include il trasferimento tecnologico, la formazione del personale e la creazione di sistemi avanzati di monitoraggio e previsione.
In questo contesto, l’Egitto ha già avviato numerose iniziative di cooperazione che testimoniano la sua crescente centralità nel settore idrico:
- Memorandum d’intesa con l’Iraq per il trasferimento dell’esperienza egiziana nel rivestimento dei canali e nei sistemi di irrigazione moderna
- Accordi con la Libia per la perforazione di pozzi profondi destinati all’utilizzo delle acque di falda e per l’introduzione di tecnologie di desalinizzazione nelle città costiere
- Progetti in diversi Paesi africani per la creazione di centri avanzati dedicati alla previsione di inondazioni e precipitazioni, con l’obiettivo di rafforzare la gestione digitale delle risorse idriche
Il partenariato con la Giordania si inserisce dunque in una visione più ampia di integrazione economica araba, in cui l’Egitto mette a disposizione le proprie capacità industriali e ingegneristiche, mentre Amman beneficia di soluzioni concrete a una crisi idrica strutturale. La Giordania, infatti, è tra i Paesi più colpiti al mondo dalla scarsità d’acqua, e la crescente domanda interna rende indispensabile il ricorso a progetti di grande scala come quello attuale.
La cooperazione tra Egitto e Giordania rappresenta quindi un modello strategico destinato a essere replicato in tutta la regione del Medio Oriente e del Nord Africa, dove la sicurezza idrica è destinata a diventare una delle principali sfide geopolitiche dei prossimi decenni. In questo scenario, la condivisione di competenze, tecnologie e infrastrutture si configura come uno strumento fondamentale per garantire stabilità, sviluppo sostenibile e accesso equo alle risorse.
𝐂𝐨𝐩𝐲𝐫𝐢𝐠𝐡𝐭 © 𝐀𝐬𝐬𝐨𝐜𝐢𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐄𝐫𝐢𝐝𝐚𝐧𝐮𝐬 – 𝐓𝐮𝐭𝐭𝐢 𝐢 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐢 𝐫𝐢𝐬𝐞𝐫𝐯𝐚𝐭𝐢
