Roma si conferma baricentro di un dialogo internazionale di alto profilo. Il 16 aprile, la Sala Aldo Moro della Camera dei Deputati ha ospitato un confronto strategico tra una delegazione parlamentare della Mongolia e i rappresentanti dell’Intergruppo Parlamentare Sviluppo Sud, Aree Fragili e Isole Minori. L’incontro oltre che una importante visita di cortesia, rappresenta una vera e propria piattaforma operativa per ridefinire i rapporti bilaterali in una fase storica in cui la Mongolia assume un rilievo crescente nello scacchiere dei BRICS e nelle relazioni con la Cina.
Paese cerniera tra le grandi potenze eurasiatiche e custode di una tradizione millenaria, la Mongolia si propone oggi come un partner fondamentale. L’incontro, promosso dalla Commissione Opera e dall’Intergruppo Sviluppo Sud, ha visto la partecipazione dell’Onorevole Alessandro Caramiello, Presidente dell’Intergruppo, e del Dottor Giovanni Barretta, coordinatore del Tavolo Tecnico e figura di riferimento per le strategie legate allo sviluppo dei territori.
Un ruolo centrale è stato svolto da Tommaso Scattolari, Presidente della Commissione Opera, che ha agito da catalizzatore tra domanda e offerta, orientando il dibattito verso un modello di cooperazione basato su filiere concrete tra cultura, formazione e impresa.
La Mongolia non è soltanto un partner geopolitico, ma una terra di una bellezza suggestiva e quasi metafisica, dove l’orizzonte sembra non avere confini e il cielo si fonde con le steppe infinite. È il regno della “libertà silenziosa”, scandito da tradizioni millenarie che pongono l’uomo in un dialogo costante e rispettoso con gli elementi. Cuore di questa cultura è la Ger, la dimora circolare dei nomadi che non è solo una casa, ma un simbolo del cosmo, orientata secondo i punti cardinali per accogliere l’energia del sole. Qui, l’ospitalità è un rito sacro, celebrato con l’offerta del Suutei Tsai (il tradizionale tè con latte e sale) e accompagnato dalle note profonde del Morin Khuur, la leggendaria “viola a testa di cavallo” il cui suono si dice racchiuda il soffio del vento della steppa. È proprio in questa armonia tra la resilienza delle tradizioni e la vastità dei paesaggi che risiede la vera forza di un popolo che, oggi più che mai, guarda al futuro senza mai smarrire la propria identità spirituale.
Ayana Sambuu e l’Eredità della Cultura Tradizionale

Il cuore pulsante dell’iniziativa è stata la cantante lirica Ayana Sambuu. Figlia d’arte e nipote del grande regista mongolo Tseveenii Zandraa, Ayana incarna il ponte vivente tra la steppa e il Bel Canto italiano. Recentemente premiata dalla Commissione Opera con una menzione speciale per il suo instancabile impegno nella diplomazia culturale, ha saputo porre al centro della discussione l’importanza delle “infrastrutture relazionali”.
Insieme a lei, è intervenuta Bayasgalan Shagdar, Presidente del Mongolian Diaspora Think Tank, che ha sottolineato come la formazione e lo scambio di competenze siano le basi per una crescita reciproca. La sensibilità mostrata dalla delegazione, che includeva Erdenebileg Munkh (Consigliere presso il Segretariato del Grande Stato Khural, il Parlamento della Mongolia), conferma la volontà di Ulaanbaatar di strutturare rapporti duraturi con l’eccellenza italiana.
Il valore dell’incontro si è tradotto in assi di sviluppo definiti: dalla formazione specialistica in ambito farmaceutico e sanitario alla valorizzazione del patrimonio artistico. Un segnale politico forte è giunto con la consegna del memorandum di ringraziamento firmato dal Ministero della Cultura della Mongolia a Tommaso Scattolari, a suggello di un metodo che vede nella cultura la chiave per relazioni stabili.
Questa strategia si proietta verso un futuro di scambi più intensi, che troveranno una cornice istituzionale ancora più solida con l’imminente insediamento della nuova Ambasciatrice della Mongolia a Roma, Sayana Lkhagvasuren, che succederà all’attuale Ambasciatore Tserendorj Narantungalag.
All’incontro era presente anche la Prof.ssa Laura Mazza, Presidente di CDI Conformazione e di Federformazione. Figura di spicco nel panorama della cooperazione internazionale e Segretario Generale del Parlamento del Mediterraneo, la Mazza (già indicata da Forbes tra le 100 donne leader) porta la sua vasta esperienza come Advisor per le Camere di Commercio internazionali e Accademico Pontificio, sottolineando l’importanza della certificazione delle competenze e della formazione come “moneta di scambio” per una pace duratura e uno sviluppo sostenibile.
L’Italia, e in particolare il Mezzogiorno, possono proporsi come partner credibili in questa “diplomazia della qualità”. In un mondo che guarda con sempre maggiore attenzione ai modelli di sviluppo dei BRICS, il ponte tra Roma e Ulaanbaatar rappresenta un esempio virtuoso di cooperazione multipolare fondata sulla forza delle competenze e sulla bellezza delle tradizioni.






