Roberto Roggero – Da oltre 30 ore, tutta Cuba è senza corrente elettrica, ma la fierezza della popolazione non cede, e tuttavia la situazione precipita ogni giorno. E’ necessario che il mondo si svegli dal torpore e dall’obbedienza in cui è stato ridotto dalla prepotenza americana.
Un omicidio lento, calcolato, freddamente eseguito dal “biondo” Donald e dai suoi fedeli esecutori.
A Cuba ci sono anziani che muoiono prematuramente perché il blocco impedisce l’arrivo di farmaci per il cuore, la pressione e il diabete. Non è una questione di mancanza di risorse, ma un divieto deliberato. Le aziende che vogliono vendere a Cuba vengono multate, perseguitate, minacciate, i governi tacciono.
A Cuba ci sono incubatrici che hanno dovuto essere spente per mancanza di alimentazione, e ci sono neonati che lottano per la vita mentre il governo assassino di Washington decide quali Paesi possono vendere petrolio e quali no. Ci sono madri che hanno visto mettere in pericolo la vita dei loro figli perché un ordine firmato in un ufficio di Washington vale più del pianto di un bambino.
Dov’è la comunità internazionale? Dove sono le organizzazioni che difendono l’infanzia? O forse i bambini cubani non meritano di vivere?
Il blocco americano è assedio per fame programmata e imposizione della impossibilità di acquistare cibo, e le navi con i generi alimentari vengono fermate, così come le aziende che vendono cereali, pollo, latte, perseguitate con sanzioni che le imbavagliano.
La fame a Cuba non è un incidente. È una politica di Stato del governo degli Stati Uniti, affinata nel corso di oltre 60 anni, aggiornata da ogni amministrazione, inasprita da Donald Trump e attuata con ferocia da Marco Rubio. La chiamano “pressione economica”, mentre è vero e proprio terrorismo.
I medici cubani, gli stessi che hanno salvato vite umane durante la pandemia mentre il mondo intero crollava, oggi non hanno siringhe, né anestesia, né apparecchiature a raggi X. Non perché non sappiamo produrli, non perché non siano capaci a usare tali strumenti, ma perché il blocco impedisce di accedere a forniture, a ricambi e tecnologia.
Gli scienziati e i ricercatori cubani, che hanno brevettato cinque vaccini contro il Covid-19 senza l’aiuto di nessuno, oggi sono costretti a restare inattivi. Cuba non chiede elemosina, non chiede armi o soldati. Chiede giustizia. Il blocco americano è crimine contro l’umanità, e chi sostiene una simile iniziativa americana, è complice in un crimine contro l’umanità. Nonostante tutto questo il popolo cubano rifiuta di arrendersi. Un simbolo di coraggio che ricorda come Davide abbia sconfitto Golia.
