La notizia che ha scosso il mondo è stata confermata ufficialmente nelle prime ore di oggi: l’Ayatollah Ali Khamenei è morto a Teheran. Le emittenti di stato iraniane (IRIB), dopo un iniziale silenzio, hanno interrotto le trasmissioni regolari per diffondere canti coranici e annunciare il “martirio” della Guida Suprema. L’evento è la conseguenza diretta di un’operazione militare su vasta scala condotta tra sabato e domenica, che ha colpito il cuore istituzionale della capitale.
L’Iran è ora entrato in un periodo di profonda instabilità e commozione. È stato proclamato un lutto nazionale di 40 giorni, con la chiusura totale di uffici e scuole per una settimana. Le immagini che giungono dalle principali città mostrano piazze gremite di sostenitori in preghiera: a Teheran, migliaia di persone si sono radunate in piazza Enghelab, mentre a Mashhad, città natale della Guida, la bandiera nera è stata issata sul santuario dell’Imam Reza in segno di estremo dolore.
Le agenzie in lingua farsi, come Tasnim e Fars, riportano che nell’attacco hanno perso la vita anche diversi membri della famiglia di Khamenei e figure chiave della difesa, tra cui il Ministro della Difesa Aziz Nasirzadeh. In risposta, le Guardie della Rivoluzione (IRGC) hanno rilasciato una dichiarazione solenne promettendo una “risposta senza precedenti” contro i responsabili, definendo l’atto una violazione di ogni limite internazionale.
Le reazioni dei grandi blocchi: Russia e Cina

Il fronte internazionale è in stato di massima allerta.
La Russia ha espresso una ferma condanna per l’operazione, definendola un atto che calpesta la sovranità di una nazione partner e che rischia di incendiare l’intero Medio Oriente. Il Cremlino ha avvertito che l’eliminazione di una figura di tale portata storica e religiosa porterà a conseguenze “imprevedibili e catastrofiche” per la stabilità globale.
La Cina, mantenendo una linea di prudenza ma fermezza, ha chiesto a tutte le parti “estrema moderazione”. Pechino ha denunciato il ricorso alla forza militare e agli omicidi mirati come strumenti diplomatici, sottolineando come la stabilità territoriale dell’Iran sia fondamentale per la sicurezza energetica e il diritto internazionale.
Reazioni nelle Città Iraniane
Le notizie dalle “city” iraniane riportano uno scenario frammentato:
A Teheran, folle di sostenitori si sono radunate in piazza Enghelab per piangere la scomparsa del leader.
A Mashhad, è stata issata la bandiera nera del lutto sul santuario dell’Imam Reza.
Si segnalano pesanti scontri in diverse province e attacchi di rappresaglia iraniani verso basi statunitensi e israeliane nella regione (con impatti segnalati anche negli Emirati Arabi Uniti e in Israele).
La gestione del potere e la successione

Al momento, il comando del Paese è affidato a un consiglio di transizione d’emergenza, composto dal Presidente Masoud Pezeshkian, dal capo della Magistratura e dal Presidente del Parlamento. Questo organo ha il compito di traghettare la nazione verso la nomina di una nuova Guida Suprema da parte dell’Assemblea degli Esperti, in un clima di massima allerta militare per il timore di nuovi raid.
La Redazione di BRICS&Friends condanna l’attacco criminale all’Iran ed esprime solidarietà al popolo iraniano.
L’annuncio della TV di Stato iraniana Questo video mostra il momento in cui l’emittente statale iraniana ha ufficialmente interrotto le trasmissioni per confermare la scomparsa di Ali Khamenei e annunciare il periodo di lutto.
