Mentre le cronache internazionali si concentrano spesso sui grandi blocchi continentali, il Cremlino è diventato il palcoscenico di un incontro che ridefinisce silenziosamente, ma con forza, gli equilibri del Sud Globale. Il Presidente Vladimir Putin ha accolto Michael Randrianirina, figura centrale della “Rifondazione della Repubblica” del Madagascar, in un colloquio che ha superato i confini della semplice cortesia diplomatica per entrare nel terreno della strategia d’area. Il Madagascar non è più solo un’isola nell’Oceano Indiano, ma un tassello fondamentale in quel mosaico multipolare che i BRICS e i loro partner stanno costruendo per sfidare l’unipolarismo finanziario e politico.
L’apertura del colloquio è stata segnata da un passaggio che, pur sembrando formale, nasconde la filosofia della “cooperazione paritaria” cara al blocco BRICS. Putin ha esordito portando il peso della solidarietà russa per le ferite lasciate dai recenti disastri naturali sull’isola:
«Signor Presidente, vorrei iniziare esprimendo le nostre più profonde condoglianze in connessione con i due recenti cicloni… Per parte nostra, la Russia sta facendo tutto il possibile per fornire assistenza umanitaria al vostro popolo e al vostro Paese».
Questo passaggio rivela un approccio che Randrianirina sembra aver accolto con estremo favore: la Russia si pone come il partner che interviene nel momento del bisogno senza porre condizioni politiche stringenti. È quella che potremmo definire “diplomazia del respiro”, dove il supporto tecnico e logistico serve a garantire la sopravvivenza dello Stato per permettergli poi di negoziare da una posizione di maggiore forza.
Il Sigillo della Sicurezza – Intelligence e Difesa al Tavolo

L’analisi più profonda di questo incontro non si legge però nei saluti, ma nella lista dei presenti. Seduti al tavolo del Cremlino non c’erano solo diplomatici, ma i volti della sicurezza russa più operativa: dal Ministro della Difesa Andrei Belousov a Igor Kostyukov, capo del GRU (l’intelligence militare), fino ad Andrei Averyanov, esperto nella gestione delle crisi e delle partnership strategiche in territorio africano. La risposta di Randrianirina a questa “scorta” di competenze non è stata evasiva, anzi, ha suggellato un’intesa strategica:
«Siamo lieti di essere qui e riaffermare il nostro forte impegno nel rafforzare le relazioni con la Federazione Russa in tutti i settori che ha evidenziato: sviluppo sociale, sanità… e, naturalmente, la cooperazione militare».
L’inserimento di quel «naturalmente» riferito alla sfera militare è la chiave di volta. Per un leader che parla di “Rifondazione”, la stabilità è il bene più prezioso. La Russia, con la sua vasta esperienza nel supporto tattico, offre al Madagascar uno scudo sovrano. In cambio, Mosca ottiene una sponda sicura in un quadrante marittimo dove le rotte del commercio globale incrociano quelle della nuova geopolitica dei BRICS. Rafforzare la difesa malgascia significa, infatti, avere un “guardiano” nel Canale del Mozambico, via di transito vitale che collega l’Asia all’Europa, proteggendo il libero commercio multipolare da minacce esterne e pirateria.
Il “Fattore Nabiullina” – La Finanza come Scudo Sovrano

L’elemento che trasforma questo incontro in un caso studio per l’intera galassia BRICS è la partecipazione di Elvira Nabiullina e Anton Siluanov. La loro presenza suggerisce che Mosca e Antananarivo stiano progettando una “camera di compensazione” finanziaria indipendente. L’obiettivo è chiaro: permettere al Madagascar di esportare le proprie risorse e importare tecnologia russa senza che le transazioni possano essere bloccate o tracciate dai circuiti finanziari egemonizzati dal dollaro.
Si parla della possibile adozione di sistemi di regolamento in valute locali o dell’integrazione del Madagascar nelle nuove piattaforme di pagamento digitale che il blocco BRICS sta testando per garantire la resilienza economica dei propri partner. Come sottolineato da Putin:
«Le nostre relazioni sono sempre state stabili… oggi il Madagascar è un partner chiave per la Russia in Africa».
Questa stabilità oggi si traduce in infrastrutture finanziarie capaci di resistere alle pressioni dello SWIFT, rendendo la “Rifondazione” di Randrianirina economicamente insensibile ai ricatti delle sanzioni.
La Geologia del Futuro – Terre Rare e Sovranità Estrattiva

Ma è sul piano delle risorse che l’incontro mostra il suo profilo più rivoluzionario. Putin ha delineato una mappa di opportunità che tocca i nervi scoperti della crescita tecnologica:
«Vorrei sottolineare che abbiamo molti settori promettenti per la cooperazione, tra cui l’agricoltura, l’esplorazione geologica, l’energia, la medicina, l’assistenza sanitaria e l’istruzione».
Quando si parla di «esplorazione geologica», il riferimento è ai depositi di grafite, nichel, cobalto e terre rare di cui il Madagascar è ricchissimo. Questi minerali sono il carburante della transizione energetica globale. L’impegno russo, rappresentato tecnicamente dal Vice Primo Ministro Alexander Novak, mira a fornire al Madagascar non solo le trivelle, ma le competenze per una gestione sovrana. L’obiettivo è creare una catena del valore che rimanga all’interno del blocco dei paesi non allineati, evitando il modello estrattivo coloniale del passato per favorire un’industrializzazione locale supportata dal know-how moscovita.
In conclusione, il messaggio che esce dal Cremlino è quello di un Madagascar che non vuole più essere un semplice spettatore, ma un protagonista consapevole della propria indipendenza. Le parole di Randrianirina suonano come un manifesto per tutti i Paesi che guardano con interesse al modello BRICS:
«Siamo pronti a lavorare a stretto contatto con voi, rimaniamo aperti a una collaborazione ampliata e desideriamo portare la nostra partnership a un nuovo livello… Oggi siamo preparati a costruire nuovi partenariati con la Federazione Russa».
Questo «nuovo livello» è la cifra di una cooperazione che non si limita allo scambio di merci, ma diventa condivisione di visioni politiche. Il Madagascar di Randrianirina, forte del legame storico che risale al 1972, sceglie oggi di essere il porto sicuro di un’Africa che rifiuta l’unipolarismo. Per i “Friends of BRICS”, questa non è solo una vittoria diplomatica russa, ma la prova che il sistema multipolare è ormai una realtà geografica che unisce il cuore di Mosca alle coste tropicali dell’Oceano Indiano.
I Protagonisti al tavolo
Andrei Belousov & Igor Kostyukov: Il binomio Difesa-Intelligence che garantisce la stabilità tattica dell’accordo.
Elvira Nabiullina: La “regista” della de-dollarizzazione, fondamentale per l’integrazione finanziaria del Madagascar.
Alexander Novak: L’uomo dell’energia russa, incaricato di trasformare le risorse malgasce in asset strategici per il blocco.
FONTE: Sito del Presidente del Cremlino
