Roberto Roggero – “Mai più sulla difensiva”, è lo slogan deciso da Vladimir Putin e Xi Jinping, dopo una videochiamata di circa un’ora e mezza, avvenuta lo scorso 4 febbraio ma resa nota solo oggi dal Cremlino e confermata dal governo cinese.
I due leader hanno convenuto su una maggiore cooperazione, che sviluppi il coordinamento strategico in tutti i campi comuni in quanto grandi potenze, per reagire alle imposizioni e alla prepotenza dei rivali.
Il presidente cinese è andato anche oltre, affermando che Russia e Cina non dovranno solo limitarsi a reagire e contrastare, ma soprattutto agire per prime e giocare d’anticipo, e ha proposto un progetto di grande portata per portare le relazioni bilaterali su territori inesplorati
Il presidente russo, da parte sua, ha garantito la propria collaborazione, definendo l’omologo cinese “caro amico”, e ha affermato con decisione che l’alleanza Mosca-Pechino è da considerare fattore primo stabilizzante nel disequilibrio mondiale.
Il colloquio fra i due leader è la saldatura finale a un processo iniziato da tempo, e sfociato nella cooperazione nel gruppo BRICS+, oltre che corollario all’incontro del 1° febbraio, avvenuto a Pechino, fra Sergej Shoigu, capo del Consiglio di Sicurezza Russo, e Wang Yi, ministro degli Esteri della Repubblica Popolare.
A margine dell’incontro, Sergej Shoigu ha commentato: “L’Occidente immagina continuamente di riuscire a seminare zizzania fra i nostri due Paesi, per affermare la legge del terzo che gode fra i due litiganti, ma è una vana speranza. Russia e Cina non rimarranno a guardare, ma agiranno concretamente”. Il ministro degli Esteri Wang Yi ha concluso: che “il mondo non può permettersi di trovarsi in un ambiente dove vige la legge della giungla”.
Il Cremlino ha quindi confermato pieno appoggio alla Cina nella questione Taiwan, e ha aspramente criticato il processo di riarmo e militarizzazione del Giappone, ovviamente in funzione anti-“Biondo” Donald, e ha annunciato due viaggi ufficiali del presidente Putin a Pechino.
L’alleanza era comunque già un dato di fatto, fin dalla pubblica apparizione di Putin e Xi Jinping alla grande sfilata militare nella capitale cinese (alla quale ha presenziato anche il leader nordcoreano Kim Jong), che già di per sé è stato un evento senza precedenti, e in poco più di due anni hanno effettuato almeno una ventina di esercitazioni congiunte.
Dal punto vi vista commerciale, che è fondamentale, i due Paesi gestiscono un volume di interscambi superiore ai 230 miliardi di dollari, con transazioni eseguite in valuta cinese e russa, e con la sottoscrizione del trattato nucleare New Start, per configurare una nuova geopolitica mondiale.
