Roberto Roggero – Il governo Meloni si rende protagonista di una nuova violazione dell’Art.11 della Costituzione: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa e risoluzione delle controversie internazionali, promuovendo la pace e la giustizia tra le Nazioni. Consente, in parità con altri Stati, limitazioni di sovranità per un ordinamento che assicuri la pace, favorendo organizzazioni internazionali a tale scopo”.
Il ripudio della guerra è il nodo della questione, dal momento che la produzione di armamenti è destinata esclusivamente all’esercizio di un conflitto armato e alla guerra come mezzo di aggressione alla libertà di altri popoli. Di conseguenza, viene demolito anche il concetto di limitazioni alla propria sovranità in condizioni di parità, per favorire organizzazioni internazionali (come l’ONU e l’UE) finalizzate a garantire la pace e la giustizia. Esempio evidente, le testate nucleari americane sul suolo nazionale, che non esprimono certamente condizioni di parità, promozione della pace, e risoluzione pacifica dei conflitti.
Al centro della questione, la decisione del governo di dare via libera alla produzione di armamenti e componenti d’arma per la Rheinmetall, la maggiore azienda tedesca produttrice di armi, per soddisfare la domanda internazionale da parte dell’Unione Europea e della NATO (nel quadro della massiccia corsa al riarmo da 800 miliardi di euro).
L’Italia sale così di graduatoria come Paese produttore ed esportatore di armamenti, considerando anche la presenza della holding bellica Leonardo SpA, e la specializzazione nella messa a punto di bombe, missili, carri armati e componenti per aerei da guerra.
L’azienda tedesca ha investito circa 50 milioni di euro nel sito di Domusnovas, nel sud della Sardegna, dove saranno prodotti grandi quantità di esplosivi e missili guidati.
La Rheinmetall produce armamenti completi per difesa. Dall’inizio del 2012 la divisione difesa comprende: Sistemi da combattimento (Kampfsysteme); Sistemi elettronici (Elektronische Lösungen): Veicoli su ruote (Radfahrzeuge), il tutto con un fatturato di oltre 5 mliardi di dollari. Inoltre l’azienda è specializzata nella produzione di armi e munizioni, ritrovati chimici, elettronica militare,
La controllata italiana del gruppo Rheinmetall è la RWM Italia SpA con a Ghedi, in provincia di Brescia (altro sito con base militare statunitense contenente ordigni nucleari) e oltre alla fabbrica di Domusnovas, vi è sempre in Sardegna, la fabbrica di Iglesias, specializzata nella produzione di materiale esplosivo, bombe d’aereo di vari formati e mine marine.
Nel 2024 Rheinmentall e Leonardo hanno creato la Leonardo Rheinmetall Military Vehicles (LRMW) joint venture paritaria con sede legale a Roma e sede operativa a La Spezia, per l’industria per la difesa terrestre, e coinvolge principalmente gli stabilimenti produttivi della ex Oto Melara che si occupano del 60% della produzione totale del nuovo carro armato e del nuovo veicolo per la fanteria dell’esercito Italiano.
Sono inoltre in produzione i veicoli blindati Tokeh, Serval, Gavial, Rheinmetall Caracal, Yak Mowag Duro 3, Condor I e II, Luftlandepanzer Wiesel-I e II, Bandvagn 206, Blindato 4-TM170, veicoli corazzati medi Fuchs 1 e 2, GTK Boxer, Gefas, Wisent-4. Inoltre i carri armati corazzati Schützenpanzer Marder 1A3 e 1A5; Puma, Leopard 1 e 2, Panther KF51, Bergepanzer 2 e 3, AEV 3 Kodiak, Pionierpanzer 2 Dachs, Brückenlegepanzer Biber, Minenräumpanzer Keiler, MMSR. A ciò si aggiunge la produzione di materiali per artiglieria come il cannone da 155mm FH-70, Panzerhaubitze 2000, Panzerhaubitze M 109-L52 Geschütz), e i sistemi d’arma da120-mm-Glattrohrkanone, Oerlikon KBA 25mm, Sondergerät SG 113, Maschinenkanone Rh 503, Maschinengewehr Rheinmetall MG 3, e bombe d’aereo, mine navali e terrestri.
