Roberto Roggero – Il “biondo” presidente mette le mani avanti e annuncia come si dovranno comportare i membri dello scandaloso Board of Peace (BoP) per Gaza, naturalmente secondo le sue esclusive istruzioni, definendo l’organismo “il più influente si sempre”, il tutto nell’imminenza della prima riunione di giovedì 19 febbraio, che naturalmente si terrà a Washington, a sottolineare chi detiene le leve del comando.
Donald “il biondo” annuncia oltre 5 miliardi di dollari per la ricostruzione della Striscia di Gaza, e ha sottolineato più volte che il BoP è una sua creazione, pensata per trasformare il grottesco cessate-il-fuoco il un ancora più grottesco processo di pace, e in un vergognoso business per la ricostruzione, da esperto nonché subdolo immobiliarista quale è. Un business definito “dal potenziale illimitato”.
Nel discorso di fronte alla stampa, il “biondo” presidente ha dichiarato: “Lo scorso ottobre ho pubblicato un piano per la fine definitiva del conflitto a Gaza e la nostra visione è stata adottata all’unanimità dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Poco dopo, abbiamo facilitato gli aiuti umanitari a velocità record e ottenuto il rilascio di ogni ostaggio, vivo o morto. Proprio il mese scorso, una ventina di illustri membri fondatori si sono uniti a me a Davos, in Svizzera, per celebrarne la costituzione ufficiale e presentare una visione coraggiosa per i civili di Gaza e, in ultima analisi, ben oltre Gaza: la pace nel mondo!». Una sequela di sbruffonate come solo lui è abituato a pronunciare, mentendo sapendo di mentire, e con il sorriso.
Giovedì 19 febbraio, il “biondo” Donald riunirà i membri del Board of Peace, fra i quali anche la cameriera della Casa Bianca nonché donna delle pulizie a Tel Aviv, Giorgia Meloni, anche se come “osservatore”, mentre nella Striscia di Gaza i nazi-sionisti continuano a uccidere, e Hamas e le altre milizie palestinesi non hanno altra scelta che rifiutare il disarmo, e continuare a essere carne da macello.
Il “biondo” Donald ha poi continuato: “Annunceremo ufficialmente (beh, lo ha già fatto lui da solo…) che gli Stati membri hanno promesso di stanziare oltre 5 miliari di dollari per gli sforzi umanitari e di ricostruzione di Gaza, e migliaia di effettivi per la Forza Internazionale di Stabilizzazione e la Polizia Locale per mantenere la sicurezza e la pace per la popolazione di Gaza”. Intanto, l’unico Paese che fino a oggi sembra pronto a mandare propri soldati a sporcarsi le mani a Gaza è l’Indonesia.
In effetti, il “biondo” presidente ricorda anche le reali difficoltà, imputandone però tutta la responsabilità non certo agli assassini criminali israeliani, che continuano a massacrare donne e bambini, anche alla luce di una “tregua”, ma alla Resistenza palestinese.
Di fronte all’opposizione di Hamas, erano circolate indiscrezioni su un presunto e non meglio definito “patto segreto” con gli Stati Uniti: Hamas consegnerebbe le armi pesanti con cui dal 2006 minaccia Israele, ma manterrebbe le armi leggere, per mantenere il controllo di sicurezza nella Striscia. Indiscrezioni comunque non confermate da Hamas e immediatamente smentite dal governo genocida israeliano.
Reduce da un incontro con i “biondo” nei giorni scorsi a Washington, il primo ministro assassino israeliano Benjamin Netanyahu ha confermato solo oggi, 16 febbraio, che quell’opzione è effettivamente sul tavolo. A sua volta mentendo sapendo di mentire, e con il sorriso, Netanyahu ha dichiarato: “Si parla della rinuncia da parte di Hamas solo alle sue armi pesanti, lasciargli quelle leggere…il fatto è che non ci sono armi pesanti a Gaza, non c’è artiglieria, non ci sono carri armati. Disarmare Hamas significa prevalentemente disarmare circa 60mila AK-47 Kalashnikov ancora in dotazione, con i quali il 7 ottobre 2023 hanno compiuto il peggior massacro del popolo ebraico dai tempi dell’Olocausto. Diamo una possibilità al piano del presidente americano. Ha detto che il disarmo può essere fatto con le buone o con le cattive. Diamo al Board of Peace e a tutti gli organi a loro sottoposti, l’opportunità di farlo con le buone. Vedremo. Ma di certo Gaza non rappresenterà mai più una minaccia per lo Stato d’Israele”. Al paradosso e alla menzogna ormai non ci sono limiti…
