di Chiara Cavalieri
IL CAIRO– La Gazzetta Ufficiale egiziana ha pubblicato la decisione del Secondo Circuito della Corte Penale di prorogare per ulteriori cinque anni l’inclusione di 13 persone nelle liste nazionali del terrorismo, nell’ambito delle misure adottate dalle autorità contro le attività riconducibili ai Fratelli Musulmani, organizzazione dichiarata terroristica in Egitto dal 2013.
Il provvedimento si inserisce in un quadro giuridico e securitario che continua a rappresentare uno dei pilastri della strategia egiziana di contrasto all’estremismo, alle reti di finanziamento e alle strutture di propaganda considerate destabilizzanti per lo Stato.
I NOMI INCLUSI: FIGURE DI RILIEVO DELL’ORGANIZZAZIONE E DELL’OPPOSIZIONE ESTERA
Secondo quanto riportato, tra le persone incluse nella lista figurano nomi di alto profilo legati al movimento islamista, tra cui:
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Ahmed Abdel Moneim Aboul Fotouh, figlio dell’ex politico e candidato presidenziale Abdel Moneim Aboul Fotouh, che in passato si era separato dalla Fratellanza;
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Ibrahim Mounir, ex vice guida suprema del gruppo, deceduto nel 2022 a Londra ma ancora citato nei procedimenti legati alle strutture internazionali dell’organizzazione;
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Mohamed Gamal Heshmat, leader latitante accusato di finanziamento e supporto ad attività terroristiche;
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Maha Azzam, indicata come figura di riferimento del cosiddetto “Consiglio Rivoluzionario Egiziano”, organismo legato all’opposizione della Fratellanza Musulmana all’estero.
La presenza di personalità operanti fuori dal Paese evidenzia la dimensione transnazionale che il Cairo attribuisce alle reti riconducibili al movimento.
IL QUADRO GIURIDICO: ESTENSIONE DELL’ELENCO RESTRITTO N.1 DEL 2021
La proroga rientra nell’estensione dell’elenco ristretto n.1 del 2021 relativo alle “Decisioni di inserimento nell’elenco dei terroristi” e alle “Decisioni di inserimento nell’elenco delle entità terroristiche”.
Il provvedimento è collegato al caso n. 440 del 2018 (Suprema Sicurezza dello Stato), registrato con il n. 1059 del 2021 presso la giurisdizione speciale per i crimini di emergenza legati alla sicurezza nazionale.
La normativa egiziana consente l’inclusione di individui o entità in tali liste per un periodo massimo di cinque anni, con possibilità di proroga su richiesta della Procura e previa approvazione del Tribunale penale.
DAL 2013 A OGGI: I FRATELLI MUSULMANI COME ORGANIZZAZIONE TERRORISTICA IN EGITTO
Nel dicembre 2013, il governo egiziano ha ufficialmente dichiarato i Fratelli Musulmani un’organizzazione terroristica, in seguito agli eventi che portarono alla destituzione dell’ex presidente Mohamed Morsi.
Da quel momento, il gruppo e i suoi dirigenti sono stati progressivamente inseriti nelle liste delle entità terroristiche, in base alla legislazione nazionale che regola la lotta contro il terrorismo e l’estremismo politico-religioso.
Il Cairo considera la Fratellanza non solo un movimento politico, ma una struttura organizzata responsabile di:
- incitamento alla violenza
- sostegno logistico a gruppi armati
- reti di finanziamento estero
- campagne mediatiche contro lo Stato
LE CONSEGUENZE LEGALI DELL’INSERIMENTO NELLE LISTE
L’inclusione nell’elenco dei terroristi comporta rilevanti conseguenze giuridiche e civili, tra cui:
- congelamento dei fondi e dei beni
- divieti di viaggio
- interdizione da attività politiche o mediatiche
- perdita di alcuni diritti civili
- limitazioni economiche e patrimoniali
Si tratta di strumenti che lo Stato egiziano utilizza per impedire la riorganizzazione delle strutture operative del gruppo e ostacolare eventuali canali di finanziamento.
RIMOZIONI E NUOVE ESTENSIONI: UNA STRATEGIA DINAMICA
Negli ultimi anni, l’Egitto ha anche proceduto alla rimozione di alcuni nomi dalle liste, come avvenuto nel novembre 2024, quando la Corte di Cassazione ha disposto l’esclusione di 716 persone.
Parallelamente, però, nuove estensioni continuano a colpire soggetti accusati di legami con attività terroristiche o di finanziamento, segnalando un approccio dinamico che alterna revisione giudiziaria e prosecuzione delle misure securitarie.
UN DOSSIER CENTRALE PER LA SICUREZZA EGIZIANA E REGIONALE
La proroga dell’inserimento di queste 13 persone conferma quanto la questione dei Fratelli Musulmani resti centrale nella politica di sicurezza del Cairo, non solo come tema interno ma anche come nodo regionale e internazionale, considerando la presenza di strutture e leadership operanti all’estero.
L’Egitto continua a presentare la lotta contro l’estremismo come condizione indispensabile per la stabilità dello Stato, per la coesione nazionale e per la sicurezza dell’intero Medio Oriente.
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