
Discorso di S.E. Mohammad Reza Sabouri
Ieri, 11 febbraio 2026, dalle ore 19:00, la residenza dell’ Ambasciatore iraniano in Italia, è stata teatro della cerimonia ufficiale per il quarantasettesimo anniversario della vittoria della Rivoluzione Islamica dell’Iran, un appuntamento che rappresenta uno dei momenti più rilevanti della storia contemporanea iraniana e un pilastro centrale dell’identità politica della Repubblica Islamica.
È con profondo senso di rispetto e attenzione che accogliamo le parole di Sua Eccellenza l’Ambasciatore Mohammad Reza Sabouri, in occasione di una ricorrenza così significativa per la nazione iraniana.
L’Iran non rappresenta soltanto un attore geopolitico di primo piano, ma è custode di una delle civiltà più antiche e influenti della storia dell’umanità. Il discorso che segue ci offre una prospettiva preziosa su un popolo che, con straordinaria resilienza e dignità, continua a rivendicare il proprio diritto all’indipendenza e allo sviluppo, nonostante le complessità del panorama internazionale.
In queste righe emerge chiaramente l’immagine di un Paese che:
- Guarda al futuro: Attraverso un’impressionante crescita scientifica, tecnologica e medica.
- Onora le proprie radici: Difendendo la propria sovranità nazionale e la propria identità culturale.
- Cerca il dialogo: Riaffermando il legame storico e privilegiato con l’Italia, un ponte di civiltà che né il tempo né le distanze hanno mai indebolito.
Ascoltare o leggere questo intervento significa confrontarsi con la voce di una nazione orgogliosa, che invita la comunità internazionale a un confronto basato sul rispetto reciproco e sulla giustizia. Un messaggio di fermezza, ma anche di speranza, per un futuro di cooperazione e stabilità globale.

Ecco a voi tutti il discorso:
Nel nome di Dio.
Gentili Signore e Signori, cari ospiti,
è per me un grande onore accogliervi oggi per celebrare insieme il quarantasettesimo anniversario della vittoria della Rivoluzione Islamica dell’Iran. Desidero rivolgere un sentito ringraziamento agli Ambasciatori, ai rappresentanti delle missioni diplomatiche, alle autorità del mondo politico e culturale, agli imprenditori e a tutti i presenti per la loro partecipazione.
La Rivoluzione Islamica del 1979 è stata l’espressione autentica della volontà di un popolo che, facendo leva sulla propria fede, sulla propria identità storica e sul desiderio di indipendenza, ha posto fine a un regime che privilegiava gli interessi stranieri rispetto alla volontà nazionale. Questo evento non ha rappresentato soltanto un radicale cambiamento politico, ma ha segnato l’inizio di un percorso fondato sulla sovranità nazionale, sulla partecipazione popolare e sul riscatto della dignità e dell’autonomia del popolo iraniano. Fin dalla sua nascita, la Repubblica Islamica dell’Iran ha guidato il proprio cammino seguendo i principi di indipendenza, libertà e giustizia, rifiutando ogni forma di egemonia e mantenendo una linea coerente nonostante le numerose sfide e le forti pressioni internazionali.
Negli ultimi cinquant’anni, pur operando in un contesto regionale e internazionale estremamente complesso, l’Iran è riuscito a ottenere risultati straordinari puntando sulle proprie capacità interne, sulla coesione sociale e sull’alto profilo delle proprie risorse umane. In campo scientifico e tecnologico, il Paese ha visto una crescita costante nella produzione di conoscenza, con lo sviluppo di imprese innovative e progressi d’avanguardia nei settori delle tecnologie avanzate e della sanità.
Anche sul fronte economico e produttivo, nonostante l’imposizione di sanzioni ingiuste e le criticità dell’economia globale, si osservano segnali concreti di crescita dell’industria e un aumento delle esportazioni non petrolifere, verso un modello economico sempre più diversificato e resiliente. Parallelamente, sono stati compiuti passi avanti decisivi nei servizi sociali e nelle infrastrutture: l’estensione della copertura sanitaria, il raggiungimento dell’autosufficienza nella produzione di farmaci, lo sviluppo dell’edilizia abitativa, il miglioramento dell’accesso all’acqua potabile e il potenziamento delle reti di comunicazione hanno contribuito in modo tangibile a elevare la qualità della vita dei nostri cittadini.
In ambito di politica estera, la Repubblica Islamica dell’Iran segue una linea equilibrata, basata su una diplomazia dinamica e un’interazione intelligente. Abbiamo rafforzato i legami con i Paesi limitrofi e con le potenze emergenti, partecipando attivamente alle principali organizzazioni regionali e internazionali. L’Iran si propone come un attore responsabile e indipendente, capace di esercitare un’influenza positiva a livello globale, promuovendo il multilateralismo, il dialogo e la cooperazione come strumenti indispensabili per assicurare pace, stabilità e sviluppo sostenibile.
Tuttavia, negli ultimi anni, il Paese ha dovuto fronteggiare pressioni economiche, politiche e di sicurezza articolate su più livelli. Le sanzioni unilaterali e illegittime, imposte al di fuori del diritto internazionale, non hanno colpito solo l’economia, ma hanno minato le basi della fiducia e della cooperazione internazionale. Lungi dal risolvere le controversie, tali misure sono diventate un ostacolo al dialogo, causando gravi ripercussioni economiche e umanitarie sulla popolazione.
Nonostante ciò, la Repubblica Islamica dell’Iran ha continuato a dare priorità alla diplomazia e alle soluzioni pacifiche, ribadendo che il rispetto della sovranità nazionale e degli interessi reciproci è il fondamento della democrazia. Di conseguenza, riteniamo che qualsiasi negoziato condotto sotto minaccia, intimidazione o richiesta di concessioni unilaterali sia privo di efficacia.
In questo scenario, il popolo iraniano ha dovuto affrontare una realtà amara: un’aggressione militare e un conflitto durato dodici giorni, condotto contro l’Iran con il coinvolgimento del regime sionista e il sostegno diretto degli Stati Uniti d’America. Tale azione ha rappresentato una violazione gravissima della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale, colpendo duramente la credibilità della diplomazia globale. Tuttavia, questa guerra non ha raggiunto gli obiettivi sperati dai suoi promotori, confermando ancora una volta che il popolo iraniano non si piega a pressioni e minacce.
A seguito del fallimento militare, è stata tentata una strategia di destabilizzazione interna, strumentalizzando le difficoltà economiche e sociali per trasformare legittime proteste in disordini e violenze, attraverso una regia esterna. La Repubblica Islamica dell’Iran ha sempre mantenuto netta la distinzione tra il diritto alla protesta pacifica e le azioni organizzate per colpire l’ordine pubblico e la sicurezza nazionale. Quanto accaduto non è stato un sostegno alle istanze popolari, ma un tentativo mirato di spostare il conflitto dal fronte militare all’interno della società civile.
Il Governo dell’Iran è pienamente consapevole dei propri obblighi riguardo ai diritti umani, inclusa la tutela delle manifestazioni pacifiche, e ha adottato ogni misura per garantire la massima moderazione nella gestione delle tensioni. Al contempo, resta fermo nel dovere di proteggere i cittadini e salvaguardare la sicurezza nazionale. Grazie alla propria vigilanza e all’esperienza storica, il popolo iraniano ha dimostrato che non permetterà a forze esterne di usare le difficoltà economiche come strumenti di divisione. La coesione sociale rimane il nostro capitale più prezioso contro i progetti interventisti e le guerre ibride.
Oggi, l’Iran continua a essere bersaglio di campagne coordinate di tipo militare, politico e mediatico guidate dagli Stati Uniti e dal regime sionista. L’approccio non costruttivo e le pretese eccessive degli Stati Uniti non solo non aiutano a risolvere le questioni aperte, ma alimentano sfiducia e instabilità nelle relazioni internazionali, con conseguenze negative che ricadono sulla sicurezza collettiva regionale e globale.
Pur restando fermamente impegnata per la pace e il dialogo equo, la Repubblica Islamica dell’Iran ribadisce il proprio legittimo diritto a difendere la propria sovranità e integrità territoriale. Dichiariamo con fermezza che risponderemo a ogni azione militare o minaccia in modo deciso, proporzionato e deterrente. Questa nostra prontezza non mira all’escalation, ma alla necessità di preservare una pace duratura e prevenire il ripetersi di pericolose avventure belliche.
In conclusione, desidero riaffermare che l’Iran è una nazione con una storia millenaria, un attore responsabile che rispetta il diritto internazionale. Tendiamo la mano della cooperazione a tutti i Paesi che credono nel rispetto reciproco e nella giustizia, pur restando determinati a difendere i nostri diritti.
Le relazioni tra la Repubblica Islamica dell’Iran e la Repubblica Italiana godono di solide radici storiche, basate sul dialogo e su interessi comuni. Guardiamo con favore al rafforzamento della cooperazione, specialmente nei settori economico, industriale e commerciale. Siamo certi che esistano ampie potenzialità per sviluppare partenariati vantaggiosi per entrambi i Paesi, a beneficio dei rapporti tra l’Iran e l’intera Europa.
Concludo invitandovi a guardare un breve filmato sugli eventi recenti in Iran. Vi ringrazio nuovamente per la vostra presenza e auguro ai popoli e ai governi di Iran e Italia un futuro di pace, stabilità, progresso e prosperità.
Grazie a tutti.
*Le foto sono state realizzate dal prof. Stefano Scarcella, presente all’ evento. Lo ringraziamo per la gentile concessione.
