L’allarme bomba che ha sconvolto l’Europa e bloccato il Terminal 3 dell’aeroporto di Fiumicino non è un episodio isolato né una bravata online: è la manifestazione di come l’odio di genere si sia evoluto in una vera e propria forma di terrorismo transnazionale.
I voli AY1761 da Helsinki ed EI402 da Dublino, scortati dai caccia ed evacuati d’urgenza a Roma, sono stati presi di mira da una minaccia esplosiva accompagnata da un messaggio esplicito: «Il vostro regime femminista se ne ricorderà per sempre». La rivendicazione porta la firma dei “combattenti dello Stato Maschile” (Male State / Muzhskoye Gosudarstvo), il movimento estremista, patriarcale, nazionalista e razzista fondato in Russia nel 2016 da Vladislav Pozdnyakov.
Quanto accaduto a Fiumicino suona come un campanello d’allarme per le istituzioni e la società civile: la violenza contro le donne e le minoranze non si limita più all’ambito domestico o ai commenti sui social network, ma adotta le strategie del terrorismo eversivo per destabilizzare l’ordine pubblico e seminare il terrore su scala globale.
1. ORIGINI, IDEOLOGIA ED EVOLUZIONE DELLO «STATO MASCHILE» (2016–2021)
Nato inizialmente all’interno di comunità online chiuse sul social network russo VKontakte e sviluppatosi poi su canali Telegram, lo Muzhskoye Gosudarstvo si è strutturato attorno a un manifesto ideologico radicale che fonde ultranazionalismo bianco, patriarcato estremo, sottomissione della donna e razzismo.
Per anni, il gruppo ha operato attraverso:
- Cyber-terrorismo e squadrismo digitale: Campagne coordinate di doxxing (pubblicazione di dati sensibili, indirizzi e numeri di telefono), molestie di massa e minacce di morte contro attiviste femministe, giornaliste, persone LGBTQ+, coppie interrazziali e aziende che promuovono l’inclusività.
- Opposizione paranoica ai diritti umani: Il movimento descrive l’emancipazione femminile e la parità di genere come un “complotto criminale” condotto da un presunto “regime femminista” ai danni degli uomini.
- Teorizzazione del dominio: L’ideologia del gruppo impone la sottomissione della donna, concepita primariamente nel suo ruolo riproduttivo, e la punizione violenta per chiunque sfidi la gerarchia patriarcale tradizionale.
2. LA MESSA AL BANDO IN RUSSIA E LA MUTAZIONE CLANDESTINA
Sebbene la Russia contemporanea mantenga posizioni ufficialmente conservatrici, nell’ottobre del 2021 il tribunale regionale di Nižnij Novgorod ha dichiarato lo «Stato Maschile» organizzazione estremista e illegale, mettendolo al bando su richiesta della Procura.
La decisione delle autorità giudiziarie russe è giunta in seguito a diversi fattori:
- L’istigazione sistematica alla violenza: Le attività del gruppo integravano il reato di incitamento all’odio e alla discriminazione, rappresentando una minaccia diretta all’ordine pubblico e alla sicurezza dei cittadini.
- Eversione e scontro con le istituzioni: Nonostante i proclami ultranazionalisti, l’agire anarchico e violento del gruppo — che prendeva di mira non solo gli attivisti ma chiunque non si allineasse ai loro dettami — ha trasformato la rete di Pozdnyakov in una cellula eversiva non controllabile dallo Stato.
- Le denunce della società civile: La pressione mediatica e le denunce di attiviste per i diritti umani e giornaliste, bersaglio di continue minacce di morte, hanno spinto la magistratura a bloccarne i canali ufficiali e a perseguire gli affiliati.
A seguito della messa al bando e della fuga all’estero del fondatore Pozdnyakov, la struttura si è riorganizzata in forma clandestina e decentrata, spostando le proprie attività su canali criptati e proiettando le proprie azioni minacciose oltre i confini russi.
3. L’IDEOLOGIA INCEL E LA MANOSPHERE: LA RADICALIZZAZIONE DELL’ODIO NEL WEB
Per comprendere a fondo la spinta eversiva di gruppi come lo «Stato Maschile», è necessario collocarli all’interno del più ampio ecosistema della manosphere e, in particolare, dell’ideologia incel (involuntary celibate, celibi involontari).
Nata originariamente nei forum online come spazio di confronto sulle difficoltà relazionali, la sottocultura incel ha subito negli anni una progressiva deriva estremista, fino a diventare un’incubatrice di odio ideologico contro le donne e la società contemporanea.
LA NARRAZIONE PARANOICA DELLA RED PILL E DELLA BLACK PILL
Al centro di questo sistema di pensiero vi è una visione rigidamente determinista delle relazioni umane:
- Il risentimento di genere: Gli aderenti a questa ideologia si convincono di essere vittime di un’ingiustizia sistemica in cui le donne detarrebbero il monopolio della scelta affettiva e sessuale, relegando certi uomini ai margini della società.
- La Black Pill e il nichilismo violento: Se la metafora della Red Pill indica la presunta presa di coscienza di una realtà ribaltata, la Black Pill rappresenta lo stadio finale del nichilismo. Secondo questo dogma, non esiste possibilità di riscatto personale; la risposta all’emarginazione percepita diventa la vendetta, la punizione delle donne e l’attacco eversivo alle istituzioni democratiche.
DALLA GOGNA MEDIATICA AL TERRORE REALE
La misoginia online produce violenza concreta. La radicalizzazione all’interno di questi forum ha già armato la mano di diversi attentatori su scala internazionale, trasformando il risentimento individuale in terrorismo identitario.
Le tattiche impiegate da queste reti digitali — dal doxxing sistematico alla diffusione non consensuale di materiale intimo, fino alle minacce di strage come quella che ha colpito l’aeroporto di Fiumicino — rispondono a una precisa strategia di disciplinamento sociale: spaventare le donne, limitarne la presenza negli spazi pubblici e digitali e reprimerne l’autodeterminazione attraverso la paura.
4. ANALISI FEMMINISTA: LA MISOGINIA COME MATRICE DELL’EVERSIONE CONTEMPORANEA
Ridurre l’azione dello “Stato Maschile” e delle reti suprematiste a mero bullismo digitale rischia di nasconderne la reale natura politica. Dal punto di vista sociologico e femminista, l’evoluzione di questo fenomeno evidenzia tre nodi centrali:
- La continuità tra patriarcato e violenza eversiva: Il linguaggio dell’e-mail inviata a Fiumicino («Siete tutti complici… Vogliamo annientarvi… Oggi il vostro cielo sarà rosso») ricalca le forme classiche del terrorismo politico. La matrice identitaria risiede nella difesa del privilegio di genere e del dominio maschile.
- La rete transnazionale del suprematismo maschile: Lo “Stato Maschile” e la galassia incel condividono la deumanizzazione della donna e l’idea che la violenza sia un mezzo legittimo di riaffermazione sociale.
- La necessità di risposte istituzionali adeguate: L’episodio di Fiumicino dimostra che la sottovalutazione dell’odio di genere online ha permesso a queste reti di radicalizzarsi fino a minacciare infrastrutture critiche e trasporti internazionali.
5. STRATEGIE DI CONTRASTO E PROSPETTIVE FUTURE
Di fronte all’innalzamento del livello di scontro, la risposta non può limitarsi alla sola gestione dell’emergenza da parte delle forze dell’ordine:
- Riconoscimento normativo del terrorismo misogino: È necessario che le organizzazioni estremiste basate sull’odio di genere siano inserite a livello europeo e internazionale nelle liste ufficiali dei gruppi eversivi e terroristici.
- Responsabilizzazione delle piattaforme digitali: I fornitori di servizi digitali e i canali di messaggistica devono garantire il monitoraggio e la rimozione tempestiva delle reti clandestine di molestia, doxxing e reclutamento eversivo.
- Contrasto culturale e de-radicalizzazione: Occorre promuovere nelle scuole e nella società programmi educativi basati sul consenso, sull’uguaglianza di genere e sullo smantellamento dei modelli virili tossici che associano il valore maschile al dominio, al possesso e al controllo sulle donne.
La minaccia rivolta ai voli diretti a Roma rappresenta un attacco alla libertà collettiva. Riposizionare la misoginia radicale al centro dell’agenda di sicurezza e dei diritti umani significa riaffermare che l’incolumità, la dignità e l’autonomia delle persone non sono negoziabili di fronte ad alcuna intimidazione eversiva.
