Le autorità giudiziarie della Florida hanno emesso, il 19 ottobre 2026, un mandato di arresto contro l’ex Presidente di Cuba e Generale dell’esercito, Raúl Castro, oggi 95enne.
Già lo scorso 20 maggio il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti d’America mosse, contro l’ex Presidente cubano, l’accusa di aver fatto abbattere, nel febbraio 1996, due aerei legati a un’associazione anti-castrista, nei quali morirono tre cittadini statunitensi e un quarto, residente negli USA.
Il Presidente di Cuba, Miguel Diaz-Canel, ha definito tale mandato d’arresto un’“azione riprovevole” ordita dal “patetico circo di Miami” a scopi elettorali.
Il Presidente cubano ha rispedito al mittente tali accuse contro il suo predecessore, spiegando che sono totalmente prive di senso, sia sotto il punto di vista legale che pratico.
Egli in particolare ha affermato che “Questa manovra legale orchestrata da politici anti-cubani contro Raúl e contro Cuba merita la nostra ferma condanna”, sottolineando altresì come tale manovra sia l’ennesima giustificazione per imporre l’embargo che – ulteriormente inasprito dal regime di Trump – danneggia da moltissimi decenni il popolo cubano.
Anche il Ministro degli Esteri cubano, Bruno Rodriguez, ha condannato tale azione unilaterale, bollandola come “sterile” e promossa da politici anti-cubani “provenienti dalla Florida meridionale contro il leader a capo della Rivoluzione, che essi aggiungono ad altre accuse trite e infondate contro Cuba”.
Tale provvedimento contro l’ex Presidente Castro è stato annunciato dal Procuratore generale della Florida, James Uthmeir, accusando l’ex leader cubano di cospirazione finalizzata all’omicidio di primo grado, riferendosi all’abbattimento di due aerei anti-castristi.
Il governo cubano ha sempre sostenuto di aver agito, in merito, per legittima difesa, a seguito di ripetute violazioni dello spazio aereo da parte dell’organizzazione anti-castrista “Brothers to the Rescue”, considerata, dal governo cubano, organizzazione terroristica.
Violazioni che, il governo cubano, avrebbe più volte denunciato ai tempi dell’amministrazione Clinton, senza ricevere però, in merito, alcuna risposta.
Il governo cubano ha denunciato tale azione legale da parte statunitense contro l’ex Presidente Castro quale tentativo per giustificare un’aggressione militare contro l’Isola caraibica.
Condanne immediate all’azione statunitense sono giunte dai governi di Messico, Cina, Russia e Iran.
La Presidente del Messico, Claudia Sheinbaum, ha definito tale azione una “manovra elettorale”, in vista delle elezioni di midterm, che Trump rischia di perdere. Ed ha sostenuto la legittimità della difesa della sovranità e dello spazio aereo cubano.
La Repubblica Popolare Cinese, attraverso la portavoce del Ministero degli Esteri, Mao Ning, ha affermato che l’ex Presidente Raúl Castro “è un leader rivoluzionario cubano di grande prestigio e rispetto, che gode di un’enorme autorità a livello internazionale”. Ha esortato gli USA a porre fine all’embargo contro Cuba e di “smettere di violare il diritto del popolo cubano ad esistere e a svilupparsi”. Inoltre, la portavoce cinese, ha aggiunto che la Cina si oppone all’“abuso dei mezzi giudiziari” per fare pressione su Cuba, affinché cambi sistema politico.
Il Ministero degli Esteri russo ha bollato la questione come un “rozzo atto di vendetta promosso da settori dell’estrema destra asserviti a Washington” e ha ribadito il suo sostegno al popolo e al governo cubano.
Anche l’Iran, attraverso il Ministero degli Esteri, ha espresso solidarietà all’ex leader cubano, definendo “criminale e illegale” il mandato di arresto contro di lui.
Luca Bagatin
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