La controversia riguarda l’accesso di stranieri, migranti e rifugiati agli atenei pubblici. Al centro del procedimento anche il limite alle iscrizioni, la capacità ricettiva delle università e il sistema delle agevolazioni sulle rette.
Chiara Cavalieri
IL CAIRO- Il sistema universitario pubblico egiziano è al centro di un procedimento giudiziario destinato a riaprire il dibattito sull’accesso degli studenti non egiziani agli atenei statali.
La Settima Sezione Istruzione del Tribunale amministrativo del Consiglio di Stato egiziano ha infatti deciso di trasmettere ai Commissari di Stato la causa promossa dall’avvocato Hani Sameh, affinché venga predisposta una relazione contenente un parere giuridico. La nuova udienza è stata fissata per l’8 novembre 2026.
Il procedimento, identificato come causa n. 77091 del 2026, coinvolge il Primo Ministro, il Ministro dell’Istruzione Superiore e della Ricerca Scientifica, il Consiglio Supremo delle Università e i rettori delle Università del Cairo e di Ain Shams.
LA RICHIESTA PRESENTATA IN TRIBUNALE
Secondo quanto riportato dagli atti descritti dalla stampa egiziana, il ricorrente chiede di limitare l’utilizzo dei posti e della capacità strutturale delle università pubbliche agli studenti egiziani, prevedendo un’eccezione circoscritta per studenti stranieri considerati di particolare eccellenza scientifica internazionale.
La richiesta riguarda anche le modalità di applicazione delle norme che disciplinano l’ammissione, l’iscrizione e il trasferimento degli studenti non egiziani per l’anno accademico 2026/2027.
Uno dei punti centrali della controversia è il Decreto del Primo Ministro n. 82 del 2015, che, secondo quanto sostenuto nel ricorso, ha eliminato il precedente tetto massimo previsto per l’ammissione e il trasferimento degli studenti non egiziani, che era fissato al 10% del numero degli studenti egiziani ammessi in ciascuna facoltà.

I DATI PRESENTATI DURANTE L’UDIENZA
Nel corso dell’udienza sono stati depositati documenti relativi agli studenti stranieri candidati alla Facoltà di Medicina Qasr Al-Aini dell’Università del Cairo, insieme a estratti della piattaforma governativa “Study in Egypt”.
Secondo i documenti presentati nel procedimento, le soglie minime indicate per alcune facoltà pubbliche sarebbero:
- Medicina: dal 70%;
- Odontoiatria e Farmacia: dal 65%;
- Ingegneria, Informatica e Fisioterapia: dal 60%;
- Scienze e Infermieristica: dal 50%.
La documentazione riguarderebbe inoltre l’accesso alla Facoltà di Ingegneria dell’Università Ain Shams per studenti in possesso del diploma di scuola secondaria sudanese, con una soglia indicata al 65%.
Sono state inoltre portate all’attenzione del tribunale documentazioni relative a riduzioni delle tasse universitarie per alcune nazionalità, comprese riduzioni indicate fino al 70% per studenti sudanesi. Il ricorrente ha chiesto che siano chiariti i provvedimenti ufficiali che disciplinano tali agevolazioni e la loro effettiva applicazione nelle università pubbliche.
IL NODO DELLA CAPACITÀ UNIVERSITARIA
La controversia non riguarda soltanto le percentuali di ammissione.
Uno degli argomenti centrali del ricorso è infatti la gestione della capacità delle università pubbliche, comprese aule, laboratori, ospedali universitari e strutture destinate alla formazione pratica.
Secondo la posizione espressa nel ricorso, le risorse universitarie rappresentano una capacità pubblica limitata e dovrebbe quindi essere verificato se l’ammissione di studenti non egiziani possa incidere sulla disponibilità di posti e opportunità formative per gli studenti egiziani.
Per questo motivo, il ricorrente ha chiesto anche la produzione di dati relativi al rapporto tra studenti e docenti, alla capacità formativa delle strutture, alle decisioni sulle riduzioni delle tasse e agli introiti derivanti dalle rette degli studenti stranieri, oltre alle modalità con cui tali risorse vengono utilizzate.
UNA QUESTIONE ANCORA APERTA
La decisione odierna del Tribunale amministrativo non stabilisce il divieto di ingresso degli studenti stranieri, migranti o rifugiati nelle università pubbliche egiziane.
Il procedimento entra ora nella fase di esame da parte dell’Autorità dei Commissari di Stato, che dovrà predisporre il proprio rapporto giuridico prima della successiva udienza dell’8 novembre 2026.
La vicenda mette così in evidenza un tema complesso che riguarda contemporaneamente diritto allo studio, gestione delle risorse pubbliche, politiche di internazionalizzazione dell’università egiziana e condizioni di accesso degli studenti stranieri.
Il prossimo passaggio giudiziario sarà quindi particolarmente rilevante per comprendere come verranno bilanciati questi diversi interessi nel quadro dell’anno accademico 2026/2027.
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Associazione Italo-Egiziana Eridanus
