Roberto Roggero – Willy Pete è il nomignolo usato dai militari americani, dalle iniziali WP, ovvero White Phosphorus, fosforo bianco, arma chimica proibita da tutte le convenzioni internazionali, e tuttavia utilizzata in numerose occasioni. D’altra parte, Stati Uniti e Israele hanno rifiutato di aderire al Protocollo III della Convenzione sulle Armi Incendiarie, e quindi si considerano in diritto di usarle.
Ho visto personalmente i suoi effetti, durante la guerra in Iraq nel 2002.2003, quando sono entrato a Falluja dopo il bombardamento americano, ho visto la verità, quella stessa verità che la collega Giuliana Sgrena voleva pubblicamente rivelare e per la quale gli americani non volevano tornasse a casa viva, dopo la liberazione, costata la vita a Nicola Calipari.
La bomba al fosforo bianco, alla detonazione, rilascia la sostanza che a contatto con l’aria genera una inarrestabile fiamma invisibile, che brucia istantaneamente ogni organismo contenente acqua, cioè le molecole organiche, in pratica, piante, animali e corpi umani, lasciando integre le strutture come case, mobili, macchine. Asciuga in un attimo l’acqua contenuta in qualsiasi organismo, e lo mummifica all’istante.
Tecnicamente, il fosforo bianco a contatto con l’aria produce anidride fosforica generando calore. L’anidride fosforica reagisce con i composti contenenti acqua e li disidrata producendo acido fosforico. Il calore sviluppato da questa reazione brucia la parte restante del tessuto molle, e il risultato è la distruzione completa del tessuto organico. I tempi di reazione su un organismo vivente sono rapidissimi, nell’ordine di pochi secondi. Data l’alta solubilità lipidica, penetra rapidamente attraverso la pelle bruciando i tessuti sottostanti, spesso fino alle ossa. Tale reazione continua fino all’esaurimento del fosforo bianco dato che i tessuti organici sono molto ricchi di acqua e quindi di ossigeno.
Viene utilizzato anche in miscela con altri composti, ad esempio la gomma naturale usata come ordigno incendiario. Il fosforo bianco è una sostanza chimica solida cerosa, tipicamente giallastra o incolore, il cui odore, secondo alcuni, ricorda quello dell’aglio.
Come già esposto, si infiamma istantaneamente a contatto con l’ossigeno, e una volta acceso, è molto difficile da estinguere. Si infiamma spontaneamente a temperature superiori a 30°C e continua a bruciare fino a completa ossidazione o fino a quando non viene privato di ossigeno. La combustione del fosforo produce un fumo denso, bianco e irritante, contenente ossidi di fosforo misti.
L’uso del WP in guerra non è certo una novità, infatti risale al 1915, poi nuovamente nel secondo conflitto mondiale, in Vietnam, Corea, e anche nelle diverse guerre contemporanee, in Iraq, Siria, Guerre del Golfo, Afghanistan, Falkland, Papua Nuova Guinea durante la guerra civile di Bougainville.
Gli israeliani lo usarono già durante la guerra del Libano nel 2006 e a Gaza durante l’Operazione Piombo fuso, e si ha notizia che anche l’esercito dell’Azerbaijan lo ha utilizzato contro gli armeni nel Nagorno Karabakh durante la guerra del 2020. Willy Pete fu usato anche in Cecenia, poi nel 2022 in Ucraina e nel Donbass.
In questi giorni, con l’aggressione israelo-americana all’Iran, lo stato nazi-sionista occupante torna a usare ordigni al fosforo bianco in zone densamente popolate, in una nuova aggressione al Libano, con il pretesto di voler sterminare le formazioni ancor in attività di Hezbollah e costringendo i civili all’evacuazione, come è successo nel territorio di Yohmor e di altri 50 villaggi e città limitrofe. La denuncia arriva da Human Rights Watch.
La situazione nel Sud del Libano è decisamente critica, migliaia di persone sono costrette ad abbandonare le proprie case sotto la minaccia delle armi.
Per esattezza di cronaca, la convenzione sulle armi chimiche non considera il fosforo bianco un’arma chimica, sebbene alcuni Paesi lo facciano.
