Tra le cinque maggiori economie del continente, e nonostante una leggera diminuzione della spesa militare nel 2025, il Regno Unito rimane il maggior investitore in rapporto al Pil, con il 2,4 per cento, seguito da Germania (2,3 per cento), Spagna (2,1 per cento), Francia (2 per cento) e Italia (1,9 per cento). Al primo posto la Polonia con il 4,5% del PIL, quindi la Lettonia con il 3,6% e seguono a ruota Estonia (3,4%) e Norvegia (3,3%). Un affresco inquietante, salvo che per l’Islanda, oasi di pace, dove la spesa militare è prossima allo 0%, insieme a Irlanda (o,2%) e Svizzera. Osto che la Svizzera (0,8%) ha ben poco bisogno di spendere miliardi per la difesa, in quanto la sua principale arma sono le banche, e non è certo uan novità.
Con un pacchetto di 153 grandi progetti in corso, la Germania intende acquisire nuovi sistemi d’arma, modernizzare le proprie attrezzature e rafforzare le infrastrutture e la sicurezza informatica, ha dichiarato a Europe in Motion il colonnello in pensione Ralph Thiele, presidente di EuroDefense Germany. La Bundeswehr, le forze armate tedesche, sta rafforzando le sue brigate di fanteria con un maggior numero di veicoli da combattimento Puma, oltre a un ordine multimiliardario per 237 sistemi Fante del Futuro (Infanterist der Zukunft) entro il 2029. Si tratta di un sistema di combattimento modulare e integrato, progettato per fornire ai fanti letalità, capacità di sopravvivenza, mobilità, comando in battaglia e addestramento significativi. L’esercito si sta anche concentrando sul colmare le sue lacune nella difesa aerea, con piani per l’acquisto di fino a 600 carri armati Skyranger 30, 20 nuovi Eurofighter, oltre a investimenti significativi nei sistemi di missili guidati, con “ordini importanti per Patriot, Irst e Meteor”. Anche le forze navali sono destinate ad espandersi, con l’intenzione di acquistare fino a 42 navi con equipaggio integrate da 50 sistemi senza pilota, “comprese nuove corvette e sottomarini. Altre priorità strategiche sono i programmi spaziali militari”, ha detto Thiele, con investimenti in satelliti spia, aerei spaziali e sistemi di difesa spaziale basati su laser. L’obiettivo è rendere le forse armate tedesche le più potenti d’Europa.
Gli Stati Uniti hanno registrato un notevole calo della spesa totale (-7,5%), ma soprattutto perché nel 2025 non è stata approvata alcuna nuova assistenza militare all’Ucraina. Ciò è in netto contrasto con i tre anni precedenti, quando era stato approvato un totale di 127 miliardi di dollari per Kiev. Washington rappresenta comunque ancora il 33% della spesa totale per la difesa a livello mondiale tra le 15 nazioni che spendono di più, seguita da Cina (12%) e Russia (6,6%).
Nonostante le continue pressioni economiche e le sanzioni, la Russia è riuscita finora ad aumentare la sua spesa militare di anno in anno dal 2022, anche se con strategie di approvvigionamento e operative mutevoli. Poiché l’invasione dell’Ucraina si è gradualmente trasformata in una guerra di logoramento, la Russia si è orientata verso l’acquisto di alti volumi di sistemi d’arma più economici nel tentativo di limitare i costi operativi.
Sulla più ampia scena internazionale, leader mondiale nel 2025 per la spesa militare, dollari, e con la differenza in percentuale dal 2024 al 2025, rimangono gli Stati Uniti, con 854 miliardi e, come evidenziato, un calo del 7,5%; Cina 336 miliardi (+7,4%); Russia 190 miliardi (+5,9%); Germania 114 miliardi (+24%); India 92.1 miliardi (+8,9%); Gran Bretagna 89 miliardi (-2%); Ucraina 84,1 miliardi (regalo dell’Unione Europea, per il +20%); Arabia Saudita 83,2 miliardi (+1,4%); Francia 68 miliardi (+1,5%); Giappone 62,2 miliardi (+9,7%); Israele 48.3 miliardi, provenienti dagli USA (-4,9%); Italia 48,1 miliardi (+20%); Sud Corea 47,8 miliardi (+2,6%); Polonia 46,8 miliardi (+23%); Spagna 40,2 miliardi (+50%); Canada 37,5 miliardi (+23%); Australia 35,3 miliardi (+3%); Turchia 30 miliardi (+7,2%); Paesi Bassi 28,9 miliardi (+14%); Algeria 25,5 miliardi (+11%).
Nelle economie mondiali, la spesa militare ha quindi influito sui bilanci nazionali e soprattutto sulle quote dei diversi PIL nazionali, Come sopra evidenziato, posizione leader per l’Algeria che negli ultimi due anni, ha aumentato la percentuale del PIL per le spese militari dell’8,8%, quindi Israele +7,8%; Russia +7,5%; Arabia Saudita +6,5%; Kuwait 4,7%; Polonia 4,5%; Lettonia +3,6%; Estonia +3,4%; Norvegia +3,3%; Danimarca 3,3%; Colombia +3,2%; Stati Uniti +3,1%; Singapore 3%; Grecia +3%; Pakistan +2,9%; Sud Corea +2,6%; Finlandia +2,6%.
