Questo 18 Giugno 2026, UniDolomiti (Belluno) e l’Istituto Universitario SSML “San Domenico” (Scuola Superiore per Mediatori Linguistici con sede in Via Casilina 233, Roma) hanno indetto il convegno online dal titolo:
“DIRITTI UMANI E GEOPOLITICA: COSA STA SUCCEDENDO IN IRAN?”
Con la partecipazione attiva e la collaborazione sinergica delle due istituzioni universitarie, i lavori sono stati coordinati e animati dai seguenti relatori:
Prof.ssa Hanieh Tarkian**, docente presso UniDolomiti di Belluno e la SSML “San Domenico” di Roma;
Prof.ssa Maddalena Celano, Ph.D. Program presso la Pontificia Università Antonianum;
Alberto Fazolo, giornalista;
Lorenzo Maria Pacini, professore presso UniDolomiti di Belluno, che ha ricoperto il ruolo di relatore e moderatore dell’incontro.
All’evento si sono collegate online trentasei persone. La conferenza ha avuto una durata complessiva di poco più di due ore, sviluppando un intenso dibattito geopolitico conclusosi con i saluti istituzionali finali.
DI SEGUITO LA SINTESI DEGLI INTERVENTI
Prof. Lorenzo Maria Pacini
Il prof. Pacini ha aperto i lavori della conferenza tracciando un’analisi storica sulla genesi del diritto internazionale, evidenziando come esso abbia avuto origine basandosi essenzialmente sull’uso della forza da parte dell’Occidente collettivo sotto la guida degli Stati Uniti. Ha poi delineato sinteticamente il quadro degli eventi geopolitici intercorsi tra gennaio 2026 e giugno 2026, richiamando l’attenzione sul fatto che, proprio in questo periodo, è in fase di negoziazione e firma un memorandum di pace tra la Repubblica Islamica dell’Iran e gli Stati Uniti.
Prof.ssa Hanieh Tarkian
La Prof.ssa Tarkian ha esposto una dettagliata ricostruzione degli avvenimenti bellici e politici legati alla cosiddetta Terza Guerra di Difesa. Durante la sua analisi, ha aspramente criticato l’approccio geopolitico degli Stati Uniti, accusati di utilizzare i “doppi standard” come un vero e proprio strumento di egemonia e coercizione per soggiogare i popoli in base ai propri interessi di parte. Un momento di particolare commozione ha toccato l’uditorio quando è stato ricordato il martirio di numerosi civili, con una menzione speciale per le giovani studentesse vittime della strage alla Scuola di Minab. Secondo la relatrice, questo genere di violenze non costituisce un’eccezione isolata, ma è strutturale al paradigma di dominio occidentale.
Tarkian ha inoltre denunciato la pervasività della propaganda mediatica statunitense e israeliana, talmente radicata da riuscire a occultare le atrocità commesse da tali nazioni, ribaltando sistematicamente la colpa sui paesi che scelgono di non piegarsi ai dettami dell’Occidente. Nel diritto internazionale odierno, la legalità formale viene stabilita arbitrariamente da chi detiene il monopolio della morale e distribuisce patenti di legittimità, calpestando i veri principi giuridici. Ne sono un chiaro esempio le sanzioni economiche: sebbene vengano sbandierate come strumenti legittimi, esse costituiscono una forma di violenta coercizione pluridecennale che calpesta apertamente i diritti umani fondamentali della popolazione civile, nell’indifferenza delle potenze occidentali. Le azioni di Israele contro l’Iran, il Libano e la Palestina sono rese possibili unicamente dal costante sostegno politico e militare degli Stati Uniti. In conclusione, pur sottolineando che l’Iran sta uscendo dal conflitto a testa alta, la Prof.ssa Tarkian ha avvertito che le ostilità non sono del tutto cessate, citando a supporto un estratto del messaggio ufficiale della Guida Suprema Khamenei in merito al memorandum di pace.
Il giornalista Alberto Fazolo
Il giornalista Alberto Fazolo ha focalizzato l’apertura del suo discorso sullo stretto legame sussistente tra il concetto teorico di “diritto” e i reali rapporti di forza sul campo. Ha riconosciuto l’alto profilo e la statura politica dimostrata dall’Iran, capace di imporre una significativa battuta d’arresto alla strategia diplomatica e militare statunitense, decretando il definitivo fallimento della visione globale dell’amministrazione Trump. Ha tuttavia precisato che la pace siglata dall’Iran non vincola in alcun modo lo Stato di Israele, il quale prosegue le proprie azioni belliche nella regione.
Fazolo ha poi decostruito la retorica dei diritti umani, definendola una categoria concettuale vaga e strumentale, trasformata dall’Occidente in un’arma ideologica funzionale a un’agenda politica sbilanciata e strettamente occidentalocentrica. Il costituzionalismo e l’ideologia dei diritti umani, storicamente scaturiti dal liberalismo del secondo dopoguerra, non godono affatto di un consenso universale, come dimostra il fatto che nel 1948 numerose nazioni si rifiutarono di sottoscrivere la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Analizzando i concetti di “libertà da” (libertà dal bisogno) e “libertà di” (autodeterminazione), il relatore ha evidenzienato come il “bisogno” e il consumismo siano i moderni strumenti neocoloniali impiegati per mantenere i popoli in una condizione di subalternità. La Dichiarazione del 1948 è servita storicamente agli Stati Uniti per imporre un’egemonia culturale e politica funzionale agli equilibri della Guerra Fredda. Anche l’Italia ha spesso farneticato di diritti, senza in realtà rispettarli. La macchina propagandistica occidentale camuffa i diritti sotto forma di opportunità economiche o di investimenti (legati al mito dell’“American Dream”), negandoli nei fatti a chiunque rifiuti gli standard di Washington, sostituendo la libertà di autodeterminazione con una pretestuosa “libertà di agire” in chiave coloniale. Fazolo ha concluso affermando che la recente guerra è stata fortemente voluta anche dalla cosiddetta “coalizione Epstein” per coprire i propri scandali interni, e che l’Occidente non ha alcuna autorevolezza morale per impartire lezioni all’Iran, la cui resistenza rappresenta una battaglia di emancipazione valida per il mondo intero.
La sottoscritta prof.ssa Maddalena Celano
La Prof.ssa Celano ha incentrato la propria riflessione su come la retorica dei diritti umani sia stata distorta dall’Occidente fino a divenire un espediente ideologico per legittimare l’aggressione e la violenza imperialista degli Stati Uniti su scala globale. Attraverso una netta e arbitraria demarcazione geopolitica tra presunta “civiltà” e presunta “barbarie”, le cancellerie occidentali si sono autoassegnate il diritto di muovere guerra proprio in nome della salvaguardia dei diritti stessi.
Per scardinare questo meccanismo, Celano ha proposto l’adozione di una rigorosa metodologia critica, richiamando l’analisi condotta da Karl Marx nella sua opera “Critica del Programma di Gotha”, in cui veniva smascherata la fallacia del concetto di “uguale diritto” all’interno di un sistema economico e sociale strutturalmente diseguale. Questa asimmetria si ripropone oggi sul piano internazionale nelle proclamazioni astratte del diritto alla libertà dei popoli. La relatrice ha rimarcato la necessità impellente di abbandonare le vuote enunciazioni teoriche per concentrarsi sulla costruzione e sul finanziamento di infrastrutture materiali concrete, senza le quali qualsiasi discorso sulla libertà si riduce a mera propaganda. Sottrarre il monopolio della gestione dei diritti alle grandi potenze imperialiste rappresenta la sfida cruciale dell’epoca contemporanea, e la resistenza dell’Iran sta dimostrando la fattibilità di questo percorso di rottura.
Prof. Zaccaria
Il Prof. Zaccaria ha sollevato un interrogativo di natura filosofica e giuridica, invitando l’uditorio a riflettere sul significato autentico dell’attributo “umano” quando associato ai diritti. Storicamente, l’esigenza di codificare tali diritti è emersa proprio in coincidenza con i processi di usurpazione della libertà, della proprietà e delle risorse altrui; la necessità stessa di parlarne è dunque il sintomo evidente di una profonda crisi e di un malessere strutturale della società. Se venissero pienamente riconosciuti e rispettati i diritti naturali dell’uomo, l’ordinamento del diritto positivo ne sarebbe una logica e armonica conseguenza. Il relatore ha poi evidenziato la profonda e inconciliabile divergenza antropologica e filosofica esistente tra la visione dei diritti propugnata dall’Iran e quella teorizzata dall’Occidente. Infine, ha denunciato l’ incondizionato e sistematico appoggio offerto dalle nazioni occidentali alle politiche di Israele, interpretandolo come la prova definitiva del fatto che l’attuale impianto dei diritti umani non sia affatto un patrimonio universale condiviso, bensì un costrutto ideologico esclusivo dell’Occidente.
Lorenzo Maria Pacini (Secondo intervento)
Nel suo secondo intervento, Pacini ha ribadito la necessità stringente di elaborare un paradigma radicalmente nuovo per i diritti umani e per il diritto internazionale. I modelli teorici e giuridici considerati validi fino ad oggi hanno fallito sul piano pratico, poiché poggiavano sulla fallace premessa di subordinare il diritto all’esercizio della forza bruta e alla capacità di deterrenza militare. I recenti mesi di conflitto hanno dimostrato l’inconsistenza dell’attuale assetto normativo globale.
Diventa quindi fondamentale ripensare il concetto di diritto partendo dal pluralismo delle civiltà e dalle differenti forme di espressione politica che esse generano. L’obiettivo non deve essere la creazione di un ennesimo codice unico da imporre universalmente, bensì la ricerca di un’armonizzazione e di un dialogo reciproco tra i diversi sistemi giuridici, svincolato dall’egemonia delle potenze dominanti.
Il prof. Pacini ha infine spiegato come l’Occidente abbia sviluppato sofisticate strategie di guerra cognitiva, ideologica e di propaganda per manipolare le masse e destabilizzare l’Iran attraverso sanzioni, sabotaggi mirati e il finanziamento di gruppi terroristici e paramilitari (come il MEK). Nonostante questa costante pressione e le ripetute violazioni perpetrate dalle stesse potenze che si proclamano paladine dei diritti, la tenuta e la resistenza dell’Iran offrono al mondo la dimostrazione tangibile che un’alternativa multipolare all’egemonia occidentale è concretamente realizzabile.
