Roma – Si è tenuta questa mattina, il 24 ottobre 2026, alle ore 11:00, presso la sede dell’Ambasciata di Cuba a Roma, un’accorata conferenza stampa in vista del prossimo voto all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite sulla risoluzione che chiede la fine del blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti. Si tratta di un embargo sanzionatorio che configura una palese e sistematica violazione dei principi cardine del diritto internazionale: a partire dall’articolo 2 della Carta delle Nazioni Unite, che sancisce la sovrana uguaglianza tra gli Stati e il principio di non ingerenza negli affari interni, fino alle norme che regolano la libertà di commercio e di navigazione a livello globale.
L’imposizione unilaterale di sanzioni con valenza extraterritoriale e l’impedimento di forniture di beni essenziali ledono direttamente il Patto Internazionale sui Diritti Economici, Sociali e Culturali, privando di fatto un intero Paese dei mezzi indispensabili per garantire l’accesso alla salute, all’acqua e all’energia.
A prendere la parola è stato l’Ambasciatore della Repubblica di Cuba in Italia, Jorge Luis Cepero Aguilar, che ha tracciato un quadro drammatico e circostanziato dell’impatto reale di queste sanzioni. L’Ambasciatore Cepero Aguilar ha ribadito a più riprese come il blocco colpisca in primis e senza alcuna pietà la popolazione civile, infierendo in particolar modo sui soggetti più vulnerabili: bambini, donne, anziani e persone con disabilità.
SANITARI COSTRETTI AD OPERARE CON LE LUCI DEI TELEFONI
Nel descrivere la crisi in cui versa il Paese, l’Ambasciatore Cepero Aguilar ha fornito dettagli scioccanti sulla situazione della sanità pubblica. A causa dell’impossibilità di acquistare pezzi di ricambio, apparecchiature mediche e persino l’energia necessaria a garantire il normale funzionamento delle strutture, nei reparti ospedalieri si lavora in condizioni d’emergenza estrema: gli interventi chirurgici e le operazioni più delicate vengono spesso eseguiti alla luce dei telefoni cellulari per far fronte ai continui blackout.
L’Ambasciatore ha denunciato come le sanzioni paralizzino il funzionamento dei ventilatori polmonari, impediscano il ricambio e il corretto mantenimento delle incubatrici nei reparti di neonatologia e blocchino l’operatività della flotta di autoambulanze, ferme per carenza cronica di carburante e componentistica.
LA CRISI IDRICA: ACQUA SOLO PER POCHE ORE AL GIORNO
L’Ambasciatore Cepero Aguilar ha poi approfondito il legame diretto tra il blocco energetico e la gravissima emergenza idrica. L’acqua potabile viene infatti erogata e distribuita tramite complesse pompe elettriche: in assenza di elettricità e con una drastica penuria di carburante, il sistema di pompaggio è al collasso.
Come ha spiegato l’Ambasciatore, i cittadini riescono ad avere l’acqua potabile solo per pochissime ore al giorno (o a giorni alterni), con l’energia elettrica razionata a sole due o tre ore quotidiane in ampie zone del Paese. Una situazione che crea disagi estremi non solo nella vita domestica, ma anche nella gestione di scuole, centri di cura e strutture di assistenza per disabili e anziani.
IL BOICOTTAGGIO SULLE ENERGIE RINNOVABILI
Di fronte a questo scenario, l’Ambasciatore ha evidenziato come Cuba stia tentando di reagire attraverso l’installazione di parchi fotovoltaici e pannelli solari per raggiungere un’autonomia energetica pulita. Tuttavia, le norme extraterritoriali del blocco statunitense continuano a ostacolare attivamente anche questa via di sopravvivenza: Washington punisce e blocca la fornitura delle batterie di accumulo, degli inverter e dei pezzi di ricambio per i pannelli solari, impedendo ai Paesi terzi e alle aziende internazionali di vendere tecnologia verde a Cuba.
“UN ASSEDIO MEDIEVALE”: IL RICHIAMO ALLE PAROLE DEL MINISTRO
Nelle sue dichiarazioni, l’Ambasciatore Cepero Aguilar ha richiamato con forza le parole del Ministro degli Esteri cubano, Bruno Rodríguez Parrilla, ribadendo che l’embargo costituisce una vera e propria “punizione collettiva” e un “assedio medievale”. Una strategia concepita per provocare il collasso della vita quotidiana e infliggere sofferenza a un intero popolo.
L’APPELLO ALLA SOCIETÀ CIVILE E LA DIFESA DEL DIRITTO INTERNAZIONALE
Si auspica una mobilitazione corale e determinata da parte della comunità internazionale, di tutte le persone di buona volontà, della società civile e di chiunque si occupi della tutela reale dei diritti umani, affinché si faccia pressione contro sanzioni definite apertamente “crudeli, disumane e ingiustificate”.
Un appello che si rivolge direttamente alla necessità imperativa di riaffermare e preservare l’ordinamento giuridico internazionale: il rispetto della sovranità dei popoli, dell’autodeterminazione e della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani non può essere subordinato a logiche di forza o di coercizione economica unilaterale. Difendere Cuba dal blocco significa difendere l’idea stessa che il diritto internazionale debba prevalere sull’arbitrio. A pochi giorni dal voto all’ONU, la voce da Roma è univoca: il blocco non colpisce la politica, ma nega il diritto alla vita, alla cura e alla dignità di milioni di esseri umani.

