L’arte del dialogo tra passato, presente e nuove geografie culturali
ROMA – Si è svolta mercoledì 16 settembre, alle ore 18:30, presso la sede di Casa Russa a Roma, l’inaugurazione ufficiale delle “Giornate del Museo dell’Ermitage”. L’evento ha offerto al pubblico della Capitale una testimonianza tangibile dell’intreccio culturale e artistico che lega da secoli la Russia e l’Italia, celebrando una delle istituzioni museali più prestigiose, vaste e visitate del pianeta.
L’Ermitage: la struttura e l’architettura di un gigante della cultura mondiale

Fondata nel 1764 da Caterina II di Russia (Caterina la Grande) con l’acquisto di una prima collezione di 225 dipinti fiamminghi e olandesi, l’Ermitage si è trasformato nel tempo da rifugio d’arte imperiale — da cui il nome francese hermitage, ossia “eremo” — a colosso museale universale.
Oggi la sede principale dell’Ermitage a San Pietroburgo non è un singolo edificio, ma un maestoso complesso architettonico di cinque palazzi storici collegati tra loro lungo la riva del fiume Neva:
Il Palazzo d’Inverno: imponente residenza barocca degli zar, progettata dall’architetto italiano Francesco Bartolomeo Rastrelli, cuore pulsante della storia russa.
Il Piccolo Ermitage: edificato da Jean-Baptiste Vallin de la Mothe e Yuri Velten, concepito originariamente da Caterina II per accogliere la sua collezione privata e le celebri gallerie pensili.
Il Grande (o Vecchio) Ermitage: costruito da Georg Friedrich Veldten per ospitare le collezioni d’arte in rapida espansione.
Il Teatro dell’Ermitage: opera neoclassica dell’architetto ticinese Giacomo Quarenghi, ispirato al Teatro Olimpico di Vicenza.
Il Nuovo Ermitage: primo edificio in Russia progettato appositamente come museo pubblico dall’architetto bavarese Leo von Klenze, celebre per il suo imponente portico sorretto dai giganti Atlanti in granito.
A questo nucleo storico si aggiungono il Palazzo dello Stato Maggiore sulla Piazza del Palazzo, che ospita le collezioni d’arte dell’Ottocento e Novecento e le avanguardie, il Palazzo Menshikov e il moderno Centro di Conservazione di Staraya Derevnya. Custodendo oltre tre milioni di opere d’arte e reperti archeologici distribuiti in ben 365 sale aperte al pubblico, l’Ermitage ripercorre la storia della civiltà dall’antico Egitto al Rinascimento italiano, fino all’arte contemporanea.
Ad aprire ufficialmente la serata è stato il saluto della Direttrice di Casa Russa a Roma, Daria Puškova, che ha introdotto l’evento sottolineando la centralità delle relazioni culturali internazionali e il valore inestimabile del legame con l’Italia. La Direttrice ha ricordato come lo studio e la valorizzazione della cultura italiana rappresentino una colonna portante delle attività dell’Ermitage, definendo il museo come un’eccellenza di livello mondiale, guidata da oltre trent’anni con visione e prestigio dal Direttore Michail Piotrovskij.
Nel suo successivo videocollegamento, il Direttore Michail Piotrovskij ha rimarcato l’importanza dell’accessibilità digitale e della presenza virtuale del museo nel mondo contemporaneo, affermando:
«Tutto ciò di cui vi sto parlando lo potete vedere sul sito dell’Ermitage, e vedete come oggi moltissime cose esistano già in formato digitale. Pertanto continueremo a venire da voi e a raccontarvele. È possibile entrare all’Ermitage in qualsiasi momento attraverso il cloud. In effetti abbiamo delle invenzioni straordinarie, di cui siamo molto orgogliosi […] Tutti questi souvenir e la gran parte delle mostre dell’Ermitage sono accessibili nella vetrina virtuale sul sito del museo. Grazie per essere venuti qui oggi e venite a trovarci, venite a San Pietroburgo, oppure guardate le nostre collezioni attraverso il cloud.»
Sguardo d’autore: Dmitrij Sirotkin e la mosta “Roma – Pietroburgo”

A dare forma visiva a questa straordinaria eredità nel cuore di Roma è stata la mostra fotografica “Roma – Pietroburgo” firmata da Dmitrij Sirotkin. Artista, fotografo ufficiale dell’Ermitage ed elegante autore di raffinati libri d’arte, Sirotkin è una figura centrale nella narrazione visiva contemporanea dell’istituzione di San Pietroburgo.
Attraverso trenta scatti d’autore in bianco e nero, Sirotkin propone una sottile riflessione figurativa ponendo a confronto l’architettura, la luce e le atmosfere di due capitali della bellezza universale. La sua lente evita il dettaglio transitorio per concentrarsi sui grandi temi dell’esistenza: l’antichità e la contemporaneità, la grandezza e la fragilità, il mito e la vita. Come ha evidenziato Vasilij Uspenskij, curatore della collezione di stampe italiane dell’Ermitage, lo sguardo di Sirotkin riesce a cogliere l’anima profonda della pietra e dell’acqua, svelando le insospettabili affinità tra la monumentalità di Roma e il rigore neoclassico di San Pietroburgo.
Michail Piotrovskij: la guida scientifica e visionaria dell’Ermitage

Nel corso della serata inaugurale, il pubblico ha assistito agli interventi in videocollegamento del Direttore Generale del Museo Statale dell’Ermitage, Michail Piotrovskij, e dell’artista Dmitrij Sirotkin.
Storico, orientalista e arabista di fama internazionale, mecenate e accademico, Michail Piotrovskij guida l’Ermitage dal 1992, succedendo a suo padre Boris Piotrovskij (direttore dal 1964 al 1990). Sotto la sua trentennale direzione, il museo si è trasformato da istituzione conservatrice a moderno centro propulsore di diplomazia culturale globale, espandendo la propria presenza scientifica e promuovendo l’apertura all’arte contemporanea. Piotrovskij e Sirotkin hanno ribadito quanto il patrimonio dell’Ermitage sia profondamente legato all’Italia e come la collaborazione tra studiosi, restauratori e storici dell’arte costituisca un ponte culturale fondamentale e ininterrotto.
Svetlana Datsenko:Svetlana Dacenko una visione contemporanea dell’ecosistema museale

Particolarmente attesa è stata la conferenza intitolata “L’Ermitage e il visitatore. Una visione contemporanea del museo tradizionale”, tenuta da Svetlana Datsenko, consigliera del Direttore Generale del Museo dell’Ermitage e tradotta simultaneamente dalla Professoressa Irina Dvijova.
Figura di spicco nella gestione strategica e nella promozione culturale del museo, Svetlana Datsenko da anni lavora al fianco della direzione per tradurre il patrimonio storico dell’Ermitage in un linguaggio accessibile e dinamico per il pubblico contemporaneo. Nel suo intervento, la Datsenko ha illustrato la trasformazione dell’Ermitage da contenitore statico di capolavori a ecosistema museale integrato e diffuso.
La rete dell’Ermitage si estende infatti oggi attraverso un’imponente geografia culturale, proiettandosi da Vyborg, al confine occidentale della Russia, fino a Vladivostok, sulle rive dell’Oceano Pacifico, passando per centri espositivi, missioni archeologiche e programmi di conservazione di respiro internazionale che mettono costantemente al centro la relazione tra il visitatore di oggi e la memoria storica.
Nel suo ampio intervento, si è soffermata a lungo sull’architettura e sulla complessa articolazione logistica del museo, illustrando nel dettaglio come sia costituito oggi l’Ermitage: un vasto organismo composto da palazzi storici anche dislocati in punti differenti della città e del territorio, evidenziando il ruolo e l’importanza specifica di ciascun edificio nell’economia dell’itinerario espositivo globale.
La relatrice ha inoltre ripercorso l’evoluzione storica delle immense collezioni d’arte, ricostruendo le tappe dell’ininterrotto collezionismo imperiale. Un cammino avviato da Caterina II con i primi acquisti in Europa continentale e proseguito in modo sistematico dai vari zar e regnanti che si sono succeduti al trono di Russia, ciascuno dei quali ha arricchito l’Ermitage di capolavori pittorici, scultorei e reperti di valore inestimabile.
I punti salienti emersi dalla sua presentazione delineano le direttrici chiave del museo contemporaneo:
L’architettura e la scoperta delle radici storiche: Nel ripercorrere lo sviluppo del complesso affacciato sulla Neva, la relatrice ha ricordato la riscoperta, avvenuta negli anni Sessanta durante i restauri nei sotterranei del Teatro dell’Ermitage, dei resti della residenza imperiale di Pietro il Grande. Realizzata con il fondamentale contributo di maestranze e architetti italiani, quest’area ipogea custodisce la memoria del sovrano, la cui figura scolpita è collocata a guardia e protezione simbolica dell’intero museo.
Le grandi collezioni d’arte moderna: È stata ripercorsa la complessa vicenda storica delle straordinarie raccolte dei mecenati moscoviti Sergei Ščukin e Ivan Morozov che, con i loro viaggi in Francia, introdussero in Russia le avanguardie e l’arte moderna occidentale. Dopo le vicende post-rivoluzionarie e la Seconda Guerra Mondiale, questo patrimonio inestimabile trova oggi la sua ideale collocazione espositiva nelle ampie sale del Palazzo dello Stato Maggiore (Glavnyj Štab).
Accessibilità, inclusione ed esperienze multisensoriali: L’Ermitage pone oggi una priorità assoluta all’abbattimento delle barriere e all’accoglienza di tutti i visitatori, sviluppando percorsi dedicati a persone con disabilità fisiche, motorie o sensoriali. Il museo organizza costantemente mostre ed esperienze tattili e multisensoriali che permettono di esplorare e percepire l’opera d’arte attraverso tutti i sensi, offrendo nuove modalità immersive aperte all’intero pubblico.
Linguaggio contemporaneo e didattica per le nuove generazioni: Per avvicinare i più giovani e le famiglie, l’Ermitage supera il rigido linguaggio museale tradizionale adottando format narrativi originali, come percorsi ludico-didattici e “detective” guidati da simpatiche figure narrative (tra cui la mascotte del bulldog Simeone). ]
L’intervento si è concluso richiamando la prosecuzione delle iniziative romane delle “Giornate dell’Ermitage”, tra cui la presentazione del volume di Svetlana Androsov, pubblicato da Cirillo Editore, dedicato alla presenza dei collezionisti e costruttori russi a Roma tra il XIX e il XX secolo.
Le “Giornate dell’Ermitage a Roma” si confermano così un’occasione preziosa per rinnovare il fascino della conoscenza reciproca, ricordando che l’arte e la bellezza rimangono gli strumenti privilegiati per comprendere il presente attraverso le radici della storia.
Foto: Ufficio stampa Casa Russa a Roma









