Dal 16 al 19 settembre Roma ospita il Global Congress della World Association of Noonomy. Al centro dell’appuntamento una teoria elaborata dall’economista russo Sergey Bodrunov, che propone di ripensare il rapporto tra conoscenza, tecnologia, produzione e sviluppo sociale. Un’occasione per conoscere una delle elaborazioni teoriche più ambiziose emerse nel dibattito economico contemporaneo.
Che cosa succede a una società quando la conoscenza diventa una forza produttiva sempre più importante? Che cosa cambia nell’economia quando intelligenza artificiale, automazione, biotecnologie, nanotecnologie e nuove forme di produzione trasformano radicalmente il lavoro e l’organizzazione industriale? E, soprattutto, siamo ancora in grado di interpretare queste trasformazioni utilizzando le categorie economiche e sociali del passato?
È a partire da interrogativi come questi che si sviluppa la teoria della noonomia, elaborata dall’economista russo Sergey Bodrunov, e sarà proprio questa teoria il tema di un importante appuntamento internazionale che si terrà a Roma il 17 e 18 settembre 2026.
Il Global Congress della World Association of Noonomy (WAN) avrà infatti il suo momento scientifico centrale il 17 settembre, con la conferenza internazionale “Theory of Noonomy: A New Paradigm of Civilizational Development”, ospitata al Parco dei Principi (nelle sale Farnese, Orsini e Ruspoli).
Non si tratta dunque soltanto di discutere una nuova interpretazione dell’economia. La noonomia ambisce a interrogarsi sulle trasformazioni complessive della società e, più in generale, sul possibile passaggio verso una nuova fase dello sviluppo della civiltà.
LA SFIDA DI BODRUNOV: RIPENSARE L’ECONOMIA NELL’ERA DELLA CONOSCENZA

Sergey Bodrunov, presidente della World Association of Noonomy, direttore dell’Istituto “Sergej Vitte” per la Noonomia e il Nuovo Sviluppo Industriale, presidente della Free Economic Society of Russia, membro corrispondente dell’Accademia russa delle Scienze, professore e dottore in economia, sarà protagonista assoluto dell’appuntamento romano. È previsto infatti un suo intervento di apertura e, successivamente, una keynote lecture nella sessione plenaria.
La sua riflessione parte dall’idea che la grande trasformazione tecnologica in corso non possa essere considerata semplicemente come una nuova fase dell’innovazione industriale.
L’intelligenza artificiale, la digitalizzazione e le nuove tecnologie stanno modificando il modo di produrre, ma anche il modo di lavorare, di apprendere, di comunicare e di organizzare la società. La domanda diventa allora se queste trasformazioni non richiedano anche nuovi strumenti concettuali per comprendere l’economia e la società.
È in questo spazio che si colloca la noonomia.
Il termine può sembrare inizialmente complesso, ma la questione che pone è sorprendentemente concreta: quale tipo di società può emergere quando la conoscenza, la creatività e la capacità umana di comprendere e trasformare la realtà assumono un ruolo sempre più decisivo nello sviluppo?
NON SOLO ECONOMIA: TECNOLOGIA, LAVORO, CREATIVITÀ, GEOPOLITICA

Il programma del congresso mostra chiaramente l’ampiezza del confronto.
La sessione plenaria del 17 settembre vedrà la presenza di relatori di primo piano del panorama accademico e istituzionale mondiale: oltre a Sergey Bodrunov, interverranno Alan Freeman (Regno Unito) sul lavoro mentale come forza produttiva; Cheng Enfu (Cina) sul valore umanistico della noonomia; Yeidckol Polevnsky Gurwitz (Senatrice della Repubblica messicana) sul ruolo della teoria nei Paesi del Sud globale; Svetlana Bodrunova (Russia) su IA, mediatizzazione e nuove disuguaglianze; Carlos Ruiz (Cile) su noonomia e nuove forme di proprietà; Vladimir Kvint (Russia/USA) sullo strategizing delle trasformazioni noonomiche; Sergio Bellucci (Italia) su algocrazia e noociviltà; James Galbraith (USA) su economia dell’entropia e transizione energetica; ed Euclides Mance (Brasile) su ragione dialogica e liberazione comunitaria.
Nel corso della giornata il confronto proseguirà nelle sessioni parallele pomeridiane su temi ancora più specifici: multipolarità e trasformazione dell’economia mondiale, nuove forme di proprietà, sviluppo dei Paesi meno sviluppati, teoria del valore, educazione, cultura, creatività, trasformazione del lavoro e rapporto tra intelligenza artificiale e creatività umana.
È proprio questa varietà a rendere interessante l’appuntamento: la noonomia viene messa alla prova non soltanto come teoria economica, ma come possibile chiave di lettura delle trasformazioni tecnologiche, sociali e geopolitiche del nostro tempo.
QUATTRO LIBRI, UN PERCORSO NELLA NOONOMIA
Per chi voglia avvicinarsi alla teoria della noonomia, un punto di riferimento particolarmente significativo è rappresentato dal percorso editoriale che Sandro Teti Editore ha costruito in questi anni, accompagnando la diffusione in Italia del pensiero di Sergey Bodrunov e il confronto con altri studiosi internazionali.
Il percorso comincia nel 2024 con Sergey Bodrunov e Vladimir Kvint, Strategizzare le trasformazioni sociali: noonomia, sapere, tecnologia, pubblicato da Sandro Teti Editore. Il volume introduce il concetto di noonomia e lo mette in relazione con le grandi trasformazioni tecnologiche e sociali, interrogandosi sulle strategie attraverso le quali governare il cambiamento.
Nel 2025 arriva Sergey Bodrunov, Noonomia, sempre per Sandro Teti Editore. È il volume più direttamente dedicato alla teoria elaborata da Bodrunov: un’analisi delle trasformazioni tecnologiche e socioeconomiche contemporanee, dalle smart factory alle biotecnologie e alle nanotecnologie, e delle loro conseguenze sull’organizzazione della produzione e della società. Il libro è entrato in commercio nel febbraio 2025.
Nel 2026 il confronto si amplia con Oltre la crisi globale. Noonomia, creatività, economia, geopolitica, di Sergey Bodrunov, Radhika Desai e Alan Freeman, pubblicato da Sandro Teti Editore. Il volume riunisce tre prospettive diverse: la noonomia e la Nuova Società Industriale di seconda generazione, l’economia geopolitica e il ruolo della creatività umana nello sviluppo economico. L’edizione italiana è stata pubblicata nel febbraio 2026.
Infine, nel luglio 2026, sempre per Sandro Teti Editore, è arrivato Nuovo ordine sociale. Conoscere e agire la noonomia, di Sergey Bodrunov e Sergey Glazev. Il libro mette in dialogo la teoria della noonomia con quella dei modelli tecnologici e affronta le trasformazioni di lungo periodo dell’economia mondiale e l’emergere della Nuova Società Industriale di seconda generazione.
Quattro libri, dunque, pubblicati in successione, che permettono di seguire lo sviluppo del dibattito: dalla strategia delle trasformazioni sociali alla formulazione teorica della noonomia, dal confronto con la geopolitica e la creatività fino alla riflessione su un possibile nuovo ordine sociale.
È anche attraverso questo percorso editoriale che il lettore italiano può avvicinarsi a una teoria ancora relativamente poco conosciuta, ma che il congresso di Roma porta ora al centro di un confronto scientifico internazionale.
UNA TEORIA DA CONOSCERE, ANCHE PER DISCUTERLA

La noonomia non è necessariamente una teoria che debba essere accettata senza discussione. Al contrario, la sua ambizione rende particolarmente interessante confrontarsi con essa.
La sua domanda di fondo riguarda tutti: se la conoscenza e la tecnologia stanno modificando così profondamente la produzione e la vita sociale, quali saranno le conseguenze sulle istituzioni economiche, sul lavoro, sulla proprietà, sull’educazione e sui rapporti tra gli Stati?
È una domanda che l’intelligenza artificiale rende ancora più attuale.
Il congresso di Roma nasce proprio come spazio internazionale nel quale queste questioni possono essere discusse da prospettive differenti. Accanto a Bodrunov interverranno economisti, sociologi, filosofi e studiosi provenienti da Europa, Asia, Africa, America Latina e Nord America.
Il 18 settembre, inoltre, il programma proseguirà con l’assemblea annuale della World
Association of Noonomy e con una serie di iniziative dedicate alla diffusione scientifica ed
educativa della teoria.
Il 18 settembre, inoltre, il programma proseguirà con l’assemblea annuale della World Association of Noonomy e con una serie di iniziative dedicate alla diffusione scientifica ed educativa della teoria.
IL CONTRIBUTO ITALIANO E LA RETE INTERNAZIONALE

Tra i saluti istituzionali e i contributi di rilievo figurano Alexey Paramonov, Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario della Federazione Russa nella Repubblica Italiana, Pedro Manuel Moreno, Vice Segretario Generale dell’UNCTAD, Francisco Rojas Aravena, Rettore della University for Peace (UPEACE), Roberto Savio, Direttore della sede romana della UPEACE, e Giorgio Starace, già Ambasciatore d’Italia a Mosca.
Particolarmente significativo è anche il contributo italiano, che affianca quello di numerosi studiosi e rappresentanti provenienti da diversi Paesi. Tra gli italiani figurano Sandro Teti, editore dei quattro volumi italiani dedicati alla noonomia e quindi protagonista di un importante percorso di diffusione editoriale della teoria in Italia; Sergio Bellucci, direttore accademico della sede romana della University for Peace; i già citati Roberto Savio e Giorgio Starace; Pierluigi Orati, responsabile del Risk Management di Enel Reinsurance, con una riflessione sul superamento della logica puramente quantitativa della produzione; Francesco Toscano, fondatore e direttore di Visione TV e Presidente di Italia Sovrana e Popolare, sul tema della giustizia sociale e della sovranità popolare nel nuovo mondo multipolare; Fosco Giannini, segretario nazionale del PCUP e direttore di Cavallo di Fuoco, sul concetto di noovalore; Alberto Lombardo, professore all’Università di Palermo e Segretario Generale del PC, che affronterà il rapporto tra teoria del valore e noonomia; Salvatore Izzo, direttore di Faro di Roma, economista e professore di sociologia, con un intervento sul turismo come fattore di sviluppo economico e crescita socioculturale; e Giuseppe Vaccarella sul rapporto tra intelligenza artificiale e creatività umana
Il carattere internazionale del confronto emerge altresì dalla provenienza degli altri relatori nelle sessioni tematiche e nei comitati scientifici.
A questi si aggiungono studiosi e figure di rilievo internazionale quali Radhika Desai (Canada/UK), David Lane (Regno Unito), Al Campbell (USA), Srikanth Kondapalli (India), Alexey Gromyko (Russia), Christos Papatheodorou e Savvas Matsas (Grecia), Edward Bbaale, Peter Babyenda e Tonny Mayambala (Uganda), Ousavanh Thiengthepvongsa, Kaysone Chansina e Phouphet Kyophilavong (Laos), Leo Gabriel (Austria), Faustino Cobarrubia Gómez (Cuba), Carlos Figueroa Ibarra e Giuseppe Lo Brutto (Messico), Estefania Ciro Rodriguez (Colombia), Nadesdha Guevara Oropeza (Bolivia) e Mehmet Adnan Akfirat (Turchia), a testimonianza di un confronto che attraversa aree geografiche, tradizioni accademiche e sensibilità politiche differenti.
È proprio questa pluralità geografica a rendere il congresso un’occasione interessante non soltanto per conoscere la noonomia, ma per verificarne la capacità di dialogare con esperienze e problemi molto diversi: dalla trasformazione tecnologica alla sovranità, dalle nuove forme del lavoro alle disuguaglianze, dall’educazione alla geopolitica.
ROMA, UN APPUNTAMENTO CON IL FUTURO

In un’epoca nella quale l’intelligenza artificiale sta entrando rapidamente nell’economia, il lavoro viene trasformato dall’automazione, la produzione si riorganizza su scala globale e gli equilibri geopolitici stanno cambiando, interrogarsi sui paradigmi economici del futuro non è più un esercizio puramente accademico.
È una necessità.
La noonomia propone una risposta teorica a questa sfida. Il Global Congress di Roma offre l’opportunità di conoscerla direttamente, ascoltare i suoi principali interpreti e confrontarla con prospettive diverse.
Dal 16 al 19 settembre Roma diventa così uno dei luoghi internazionali nei quali si discuterà di una domanda decisiva: quale economia e quale società nasceranno dalla civiltà della conoscenza e della tecnologia?
Per chi vuole comprendere meglio il dibattito, i quattro libri pubblicati in Italia rappresentano un punto di partenza prezioso.
Perché prima ancora di decidere se la noonomia rappresenti davvero un nuovo paradigma dello sviluppo della civiltà, vale la pena conoscerla.





