L’ex Premier cinese Zhu Rongji è deceduto, all’età di 97 anni, il 12 agosto scorso.
Zhu Rongji ricoprì la carica di Primo Ministro del Consiglio di Stato della Repubblica Popolare Cinese quando il Presidente in carica era Jiang Zemin; fu membro del Comitato permanente dell’Ufficio politico del XIV e XV Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese (PCC); Sindaco di Shanghai dal 1988 al 1991; Vice Primo Ministro dal 1991 al 1998 e ricoprì il ruolo di Governatore della Banca Popolare Cinese dal 1993 al 1995.
Importante modernizzatore in ambito economico, Zhu Rongji nacque a Changsha, nella provincia di Hunan il 23 ottobre 1928, si laureò in ingegneria elettrica ed entrò a far parte del PCC nel 1949.
Fu fervente sostenitore di una politica volta all’espansione della domanda interna e sostenne una crescita economica stabile e rapida e, oltre alla necessità di introdurre riforme economiche, si preoccupò sempre degli interessi a lungo termine della classe operaia e della popolazione cinese.
Fu promotore di istituti di sicurezza sociale di base per i lavoratori licenziati dalle imprese pubbliche; introdusse un sistema di assicurazione contro la disoccupazione e un sistema di garanzia del reddito minimo per i residenti nelle città.
Sostenitore dell’economia socialista di mercato e dei principi di riforma e apertura, delineati da Deng Xiaoping, si adoperò per accelerare le riforme fiscali e tributarie, oltre a contribuire a migliorare il sistema di regolamentazione finanziaria del Paese.
Fra i principali artefici dell’ingresso della Cina all’Organizzazione Mondiale del Commercio, nel 2001, egli viene oggi ricordato nella Repubblica Popolare Cinese come un servitore del popolo, il quale sottolineava sempre che ogni funzionario governativo avrebbe dovuto ricordare di servire prima di tutto il popolo e dire sempre la verità, senza paura di offendere e senza ricercare privilegi.
Luca Bagatin
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