Dall’Italia alla Mongolia, dalla Cina alla Spagna: giovani interpreti provenienti da diverse tradizioni musicali si incontrano a Roma, dove la lirica diventa linguaggio universale e autentico ponte tra i popoli.
Roma continua a confermarsi uno dei grandi punti di riferimento internazionali per la formazione musicale d’eccellenza. La conclusione della MASTERCLASS ROME Edition 2026, corso di perfezionamento destinato a cantanti lirici e musicisti professionisti provenienti da diversi Paesi, ha rappresentato molto più di un semplice saggio finale: è stata la dimostrazione concreta di come la musica possa trasformarsi in uno straordinario linguaggio universale capace di unire culture, tradizioni artistiche e sensibilità interpretative differenti.
La prestigiosa Sala Magna dell’Università Valdese di Roma ha ospitato un concerto che ha saputo coniugare rigore accademico, qualità interpretativa ed emozione, offrendo al pubblico un percorso musicale attraverso alcune delle pagine più affascinanti del repertorio pianistico e operistico internazionale.
L’intera Masterclass ha evidenziato il livello raggiunto dalla formazione lirica contemporanea, nella quale la tecnica vocale rappresenta soltanto il punto di partenza di un percorso più ampio che coinvolge interpretazione, stile, approfondimento musicale e maturità artistica. La presenza di giovani interpreti provenienti da differenti realtà internazionali ha inoltre confermato come Roma continui ad esercitare una forte attrazione quale luogo privilegiato d’incontro tra le grandi scuole del canto.
Un programma costruito come un viaggio nella grande musica

Il concerto è stato sapientemente articolato alternando repertorio pianistico, musica da camera e grandi pagine dell’opera lirica.
L’apertura è stata affidata a Gaspard de la nuit di Maurice Ravel, una delle composizioni pianistiche più impegnative dell’intero Novecento, interpretata con notevole sensibilità da Daniel Olmos, che ha saputo restituire le raffinate atmosfere impressionistiche e la complessità tecnica dell’opera.
A seguire il pubblico ha potuto apprezzare la brillantezza di “Lesor” di M. Proksch, eseguita a quattro mani da Clara Blanche e Cornelia Blanche, dimostrando perfetta intesa musicale e precisione d’insieme.
Di particolare intensità è risultata la celebre Sonata per violino e pianoforte di César Franck, proposta dalla violinista Federica Di Nucci insieme alla pianista russa Victoria Khalilova, interpreti capaci di valorizzare il continuo dialogo sonoro che caratterizza una delle pagine più importanti del repertorio cameristico francese.
Molto apprezzata anche l’esecuzione del Preludio n. 1 tratto dai Sette Preludi per pianoforte del compositore spagnolo Miquel Ortega, eseguito dallo stesso autore, offrendo al pubblico la rara opportunità di ascoltare un’opera interpretata direttamente dal suo creatore.
Tra i momenti più poetici della serata si è distinta la celebre Bachianas Brasileiras n. 5 di Heitor Villa-Lobos, affidata alla voce intensa del soprano Ayana Sambuu, accompagnata al pianoforte da Victoria Khalilova, capace di restituire il suggestivo incontro tra tradizione brasiliana e linguaggio musicale europeo.
Le grandi pagine del melodramma

La seconda parte del concerto ha condotto il pubblico nel cuore del repertorio operistico, mettendo in evidenza il lavoro svolto durante la Masterclass sul piano tecnico e interpretativo.
Il soprano Zhuzhen Feng ha affrontato con brillante sicurezza due autentici banchi di prova del repertorio: la virtuosistica “Glitter and Be Gay” dal Candide di Leonard Bernstein e la celeberrima “Der Hölle Rache”, la terribile aria della Regina della Notte dal Die Zauberflöte di Mozart, dimostrando notevole controllo tecnico, agilità e sicurezza negli acuti.
Il basso Vicente Domínguez ha offerto una lettura intensa del grande repertorio verdiano attraverso “Ella giammai m’amò” dal Don Carlo e “Infelice! E tuo credevi” dall’Ernani, evidenziando autorevolezza vocale e notevole maturità espressiva.
Il soprano Uyanga Erdenebat ha emozionato con tre pagine tra le più amate del melodramma italiano: “Tu, che di gel sei cinta” e “Vissi d’arte”, entrambe di Puccini, seguite dalla raffinata “Io son l’umile ancella” di Francesco Cilea, offrendo interpretazioni eleganti e di intensa partecipazione emotiva.
Grande impatto scenico ha avuto infine Ayana Sambuu, protagonista della monumentale “In questa reggia” dalla Turandot di Puccini, una delle arie più impegnative dell’intero repertorio sopranile, affrontata con notevole sicurezza vocale e forte presenza teatrale.
Fondamentale, durante tutta la serata, il contributo pianistico di Victoria Khalilova e Miquel Ortega, che hanno accompagnato gli interpreti con grande sensibilità musicale, confermandosi partner indispensabili nel delicato equilibrio tra voce e pianoforte.
Quando la musica diventa diplomazia culturale

Uno degli aspetti più significativi della manifestazione è stato il suo autentico carattere internazionale.
Attraverso la collaborazione tra New Opera Dimensions, Academy of Arts, Scuola di Musica F. Cilea, Impero Vaticano e World Dream School NGO, la Masterclass ha assunto il valore di un vero progetto di cooperazione culturale, nel quale giovani artisti provenienti da differenti Paesi hanno condiviso esperienze formative, linguaggi musicali e differenti tradizioni interpretative.
In rappresentanza dell’Associazione Culturale New Opera Dimensions, il soprano Ayana Sambuu ha espresso soddisfazione per il successo dell’iniziativa, sottolineando l’importanza di creare occasioni nelle quali la formazione artistica diventi anche occasione di dialogo tra popoli.
A rendere ancora più significativa la manifestazione ha contribuito l’allestimento di una Expo di Arte e Design dedicata agli studenti e agli artisti della Mongolia, organizzata nell’ambito dei programmi di scambio culturale della World Dream School NGO.
Le opere esposte hanno instaurato un suggestivo dialogo con la musica eseguita durante il concerto, trasformando l’evento in un’esperienza multidisciplinare nella quale arti visive e musica hanno condiviso un comune linguaggio di creatività, ricerca e identità culturale.
Roma capitale della formazione musicale internazionale

Manifestazioni come questa dimostrano come Roma continui a rappresentare un punto di riferimento per la formazione artistica internazionale. La città non è soltanto custode di una straordinaria tradizione musicale, ma continua a essere luogo d’incontro tra giovani talenti, docenti, compositori e istituzioni provenienti da tutto il mondo.
Il concerto conclusivo della MASTERCLASS ROME Edition 2026 ha confermato che l’eccellenza musicale nasce dall’incontro tra studio, esperienza e dialogo culturale. In un tempo segnato da profonde trasformazioni geopolitiche, iniziative di questo livello ricordano come la musica rimanga uno dei più potenti strumenti di conoscenza reciproca, capace di superare ogni confine linguistico e geografico, trasformando il palcoscenico in uno spazio di autentico dialogo tra i popoli.
