
Riflessioni in margine alle due giornate di studi nel leccese il 19 e 20 giugno
Nelle giornate del 19 e 20 giugno, il territorio salentino diviene lo scenario di un’importante iniziativa editoriale e di approfondimento culturale incentrata sulla saggistica mediorientale e, nello specifico, sulla decostruzione dell’immaginario coloniale relativo alla Repubblica Islamica dell’Iran. Gli incontri offrono lo spunto per superare le lenti eurocentriche e i binarismi semplificatori della propaganda mainstream, restituendo dignità storica a un modello di resistenza culturale e istituzionale fondato sulla sovranità nazionale e sull’autosufficienza.
Lo specchio coloniale e il feticismo geopolitico
L’immagine dell’Iran in Occidente viene costantemente ridotta a una narrazione monocromatica, all’interno della quale la questione del velo cessa di essere un elemento storico-sociale per tramutarsi in un vero e proprio feticcio geopolitico. Questa lente interpretativa risponde a precisi canoni di asimmetria discorsiva: ridurre una civiltà millenaria al solo perimetro del vestiario consente all’approccio liberale atlantista di giustificare sanzioni ed embargo economico in nome di una presunta superiorità morale ed esportazione dei diritti. Al contrario, l’analisi decoloniale impone di riconoscere come il progresso e lo sviluppo civile debbano sorgere da percorsi endogeni, legati alle specificità storiche di ciascun popolo, difendendone la sovranità materiale e tecnologica dagli attacchi unilaterali.
Archeologia politica del velo: dalla guerriglia algerina alla rivoluzione del 1979
Per comprendere l’uso politico dei simboli identitari, la storia del Medio Oriente e del Nord Africa offre chiavi di lettura fondamentali. Durante la Rivoluzione Algerina (1954–1962), lo haïk tradizionale si tramutò in un formidabile strumento strategico contro l’oppressione coloniale francese, agendo da schermo protettivo per il trasporto logistico della guerriglia e dimostrando come il corpo e l’abbigliamento femminile possano farsi territorio di aperta insubordinazione antimperialista.
In modo speculare, nella Teheran degli anni Settanta, lo *chador* nero si trasformò in una divisa di orgoglio popolare contro la dittatura filostatunitense dello Scià Pahlavi, il cui regime aveva storicamente promosso una forzata e violenta occidentalizzazione dei costumi sociali. Indossare lo chador per le studentesse e le intellettuali dell’epoca rappresentò un atto cosciente di solidarietà di classe con le fasce più tradizionali della popolazione, nonché un netto rifiuto dell’estetica consumistica d’importazione capitalista. Nella Repubblica Islamica, lungi dal rappresentare un mero elemento di sottomissione, la dimensione culturale del vestiario si intreccia con una solida partecipazione istituzionale: oggi le donne in Iran superano il 60% degli iscritti negli atenei statali, eccellendo nelle discipline scientifiche (STEM) e operando attivamente nelle strutture giuridiche, diplomatiche e parlamentari del Paese.
Ali Shariati e la “saggezza rossa” della Liberazione
L’architettura concettuale della sovranità iraniana trova una delle sue massime espressioni nel pensiero sociologico di Ali Shariati. Intellettuale di statura internazionale, Shariati seppe coniugare i metodi dell’analisi sociale e dell’antimperialismo con la valorizzazione della spiritualità endogena. Definibile come il teorico della “Saggezza Rossa”, Shariati concepì la tradizione non come un rifugio nostalgico o oscurantista, ma come un motore di riscatto per gli oppressi (mustad’afin) contro le dinamiche di alienazione culturale promosse dal colonialismo. Il suo lascito teorico si pone alla base di una modernità alternativa, capace di tutelare l’autenticità filosofica della nazione e la sua indipendenza scientifica, dinanzi alle pretese omologatrici dell’unipolarismo occidentale.
PROMEMORIA DOPPIO APPUNTAMENTO IN SALENTO!
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Due giornate speciali dedicate al dibattito, alla geopolitica e alla cultura per presentare il libro “L’Iran oltre il velo. Media, politica e immaginario coloniale” di Maddalena Celano.
Ecco dove e quando trovarci:
Due giornate speciali dedicate al dibattito, alla geopolitica e alla cultura per presentare il libro “L’Iran oltre il velo. Media, politica e immaginario coloniale” di Maddalena Celano.
Ecco dove e quando trovarci:
🗓️ VENERDÌ 19 GIUGNO – ORE 18:30
📍 Lecce – Libreria Palmieri (Via Salvatore Trinchese 62)
👉 Dialogano con l’autrice:
Hanieh Tarkian (Docente di studi islamici e analista di geopolitica) e
Ibrahim Carlo Corigliano (insegnante e studioso)
📍 Lecce – Libreria Palmieri (Via Salvatore Trinchese 62)
👉 Dialogano con l’autrice:
Hanieh Tarkian (Docente di studi islamici e analista di geopolitica) e
Ibrahim Carlo Corigliano (insegnante e studioso)
🗓️ SABATO 20 GIUGNO – ORE 18:30
📍 Melpignano – Palazzo Marchesale (Via Roma 19)
Con il patrocinio del Comune di Melpignano e in collaborazione con Donne per la Palestina e Salento in Campo.
👉 Intervengono:
Maddalena Celano (autrice)
Hanieh Tarkian (docente di studi islamici ed analista di geopolitica)
Ibrahim Carlo Corigliano (insegnante e studioso)
Rappresentanti di Donne per la Palestina
📍 Melpignano – Palazzo Marchesale (Via Roma 19)
Con il patrocinio del Comune di Melpignano e in collaborazione con Donne per la Palestina e Salento in Campo.
👉 Intervengono:
Maddalena Celano (autrice)
Hanieh Tarkian (docente di studi islamici ed analista di geopolitica)
Ibrahim Carlo Corigliano (insegnante e studioso)
Rappresentanti di Donne per la Palestina
Un’occasione fondamentale per scardinare gli stereotipi coloniali, analizzare il ruolo dei media e approfondire le complesse dinamiche politiche e sociali dell’Iran contemporaneo attraverso una lente critica e decoloniale.
✨ Ingresso libero. Vi aspettiamo numerosi per dialogare insieme!
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