
A pochi giorni dal ballottaggio presidenziale del 21 giugno, la Colombia si prepara a vivere uno dei confronti elettorali più polarizzati della sua storia recente. Il primo turno delle elezioni presidenziali, svolto il 31 maggio 2026, ha lasciato il Paese diviso tra due visioni profondamente differenti dello Stato, della sicurezza, della democrazia e del futuro nazionale.
Secondo i risultati preliminari diffusi dalle autorità elettorali, Abelardo de la Espriella ha ottenuto 10.361.499 voti, pari al 43,74% delle preferenze, mentre Iván Cepeda Castro ha raggiunto 9.688.361 voti, equivalenti al 40,90%. Al terzo posto si è classificata Paloma Valencia con il 6,92% dei voti. Nessun candidato ha superato la soglia costituzionale del 50%, rendendo necessario il ricorso al secondo turno previsto per il 21 giugno.
L’esito del primo turno ha confermato la forte polarizzazione della società colombiana. Da una parte si colloca Iván Cepeda, candidato del Pacto Histórico e figura associata alla difesa dei diritti umani, alla giustizia sociale e alla continuità delle principali riforme avviate durante il governo di Gustavo Petro. Dall’altra emerge Abelardo de la Espriella, avvocato penalista e candidato della destra radicale, che ha costruito la propria campagna sulla promessa di una politica di sicurezza fondata sulla forza dello Stato, sul contrasto militare ai gruppi armati e sulla critica alle politiche negoziali dell’attuale governo.
Dopo la pubblicazione dei risultati, Iván Cepeda ha moderato le dichiarazioni formulate nelle ore immediatamente successive alla chiusura delle urne. Pur chiedendo verifiche approfondite riguardo ad alcune anomalie segnalate durante il processo elettorale, il candidato del Pacto Histórico ha dichiarato che, allo stato attuale delle informazioni disponibili, non esistono elementi sufficienti per sostenere l’esistenza di una frode elettorale generalizzata. La sua posizione ha contribuito a ridurre le tensioni politiche emerse nelle ore successive al voto e ha ribadito l’importanza del rispetto delle procedure istituzionali e degli organi elettorali competenti.
Parallelamente, Cepeda ha rilanciato la proposta di un dibattito pubblico con il proprio avversario. Il senatore ha dichiarato la propria disponibilità a confrontarsi direttamente con De la Espriella su sicurezza, economia, politica sociale, relazioni internazionali e modello di sviluppo nazionale. Secondo il candidato progressista, il confronto dovrebbe svolgersi in un contesto imparziale, con moderatori neutrali e regole previamente concordate, affinché i cittadini possano valutare programmi e proposte piuttosto che slogan e spettacolarizzazione della politica.
La figura di Iván Cepeda occupa da molti anni un posto rilevante nella vita pubblica colombiana. Figlio del senatore Manuel Cepeda Vargas, assassinato nel 1994 da membri delle strutture paramilitari, ha costruito la propria carriera politica e sociale attorno alla difesa dei diritti umani, della memoria storica e delle vittime del conflitto armato. Filosofo di formazione, docente universitario e attivista per i diritti civili, Cepeda è stato tra le principali voci del movimento colombiano per la verità, la giustizia e la riparazione delle vittime. Dal 2014 esercita il mandato di senatore della Repubblica e negli ultimi anni è diventato una delle figure più influenti della sinistra democratica colombiana. La sua candidatura presidenziale si fonda sulla prosecuzione delle politiche di pace, sulla riforma agraria, sulla tutela ambientale, sul rafforzamento dei diritti sociali e sulla difesa dell’indipendenza delle istituzioni democratiche.
La traiettoria politica di Abelardo de la Espriella presenta caratteristiche profondamente differenti. Nato a Bogotá e cresciuto a Montería, nel dipartimento di Córdoba, si è formato come avvocato presso la Sergio Arboleda e ha costruito la propria notorietà nazionale attraverso l’esercizio della professione forense e una costante presenza nei mezzi di comunicazione. Nel corso della sua carriera ha rappresentato numerosi clienti coinvolti in casi di grande rilevanza mediatica e giudiziaria. Tra questi figurano dirigenti paramilitari delle Autodefensas Unidas de Colombia, l’imprenditore David Murcia Guzmán e il controverso imprenditore venezuelano Alex Saab. Tali attività professionali, pur rientrando formalmente nell’esercizio del diritto alla difesa, hanno generato nel tempo un intenso dibattito pubblico e numerose critiche da parte di settori accademici, giornalistici e politici.
Una delle principali controversie che accompagnano la candidatura di De la Espriella riguarda infatti il suo storico rapporto professionale con figure legate al paramilitarismo colombiano. Diverse inchieste giornalistiche hanno documentato il suo ruolo di consulente e difensore legale di esponenti delle Autodefensas Unidas de Colombia durante il processo di smobilitazione promosso nei primi anni Duemila. Successivamente, il suo nome è stato associato alla difesa di Alex Saab, imprenditore accusato dalle autorità statunitensi di riciclaggio di denaro e di essere un operatore finanziario del governo venezuelano. Sebbene De la Espriella abbia sempre respinto qualsiasi accusa di comportamento illecito e abbia sostenuto di aver semplicemente esercitato la professione forense, tali vicende continuano a rappresentare uno degli aspetti più controversi della sua candidatura.
Anche il rapporto con la stampa indipendente ha suscitato discussioni. Organizzazioni dedicate alla difesa della libertà di espressione hanno espresso preoccupazione per l’elevato numero di azioni giudiziarie intraprese negli anni contro giornalisti e mezzi di comunicazione che avevano pubblicato inchieste riguardanti i suoi clienti o le sue attività professionali. Alcune associazioni hanno interpretato tali iniziative come possibili forme di pressione giudiziaria sul giornalismo investigativo, mentre De la Espriella le ha sempre giustificate come strumenti legittimi di tutela della propria reputazione.
Un ulteriore elemento di tensione nella campagna elettorale riguarda le accuse di interferenza internazionale formulate dal candidato del Pacto Histórico. Iván Cepeda ha denunciato pubblicamente quello che considera un intervento improprio del presidente ecuadoriano Daniel Noboa nel processo elettorale colombiano. La polemica è scoppiata dopo che Noboa ha annunciato pubblicamente un’intesa con Abelardo de la Espriella in materia di commercio, energia e sicurezza, accompagnandola con la decisione di eliminare alcune misure tariffarie che colpivano prodotti colombiani. Secondo Cepeda, tali dichiarazioni costituiscono un’ingerenza nella sovranità democratica della Colombia e rischiano di influenzare il comportamento elettorale dei cittadini. Anche il governo colombiano ha manifestato riserve istituzionali riguardo all’opportunità politica dell’iniziativa annunciata da Quito.
Le prossime settimane saranno decisive per determinare l’orientamento del voto moderato e indipendente. Con oltre 1,6 milioni di elettori che al primo turno hanno sostenuto Paloma Valencia e altri candidati minori, entrambi gli aspiranti presidenti sono impegnati in una intensa attività di persuasione politica. Analisti ed osservatori ritengono che la capacità di mobilitare gli astenuti e conquistare il voto centrista potrebbe risultare determinante per l’esito finale del ballottaggio.
Il confronto del 21 giugno non rappresenta soltanto una competizione tra due candidati. Esso appare sempre più come una scelta tra due modelli di Paese. Da un lato vi è la proposta di continuità con il processo di trasformazione sociale avviato dal governo Petro, rappresentata da Iván Cepeda e fondata sulla pace, sui diritti umani, sulla giustizia sociale e sul rafforzamento delle istituzioni democratiche. Dall’altro emerge il progetto politico di Abelardo de la Espriella, costruito attorno a una concezione più securitaria dello Stato, a un approccio conservatore sui temi sociali e a una leadership fortemente personalizzata.
Qualunque sia il risultato finale, il ballottaggio del 21 giugno segnerà una tappa storica per la democrazia colombiana. La sfida tra Iván Cepeda e Abelardo de la Espriella non determinerà soltanto il nome del prossimo presidente della Repubblica, ma definirà anche l’orientamento politico, istituzionale e internazionale della Colombia negli anni a venire. In questo contesto, la qualità del dibattito pubblico, il rispetto delle regole democratiche e la partecipazione consapevole dei cittadini assumono un’importanza decisiva per il futuro del Paese.
