Roberto Roggero – La Repubblica Islamica dell’Iran ha una nuova Guida Suprema: è il 56enne Mojtaba Khamenei, uno dei sei figli del defunto Ayatollah, che ha già ricevuto l’atto di impegno e giuramento della Guardia della Rivoluzione. La risposta del “biondo” Donald da Washington è stata altrettanto rapida: “Senza la mia approvazione, non durerà a lungo, uccideremo anche lui!”. Stessa dichiarazione da parte del governo israeliano; “Perseguiremo e uccideremo qualsiasi successore di Khamenei”. Gli 88 membri della Assemblea degli Esperti hanno espresso accordo unanime sul figlio del defunto Ali Khamenei.
Nato l’8 settembre 1969 a Mashhad, nel nord-est dell’Iran, è il secondo dei sei figli di Ali Khamenei. Ha frequentato la scuola religiosa Alavi a Teheran e, secondo i media iraniani, a 17 anni ha prestato servizio militare per brevi periodi durante la guerra Iran-Iraq (1980-1988), entrando in contatto con la Guardia della Rivoluzione.
Nel 1999 si è trasferito nella città santa di Qom, uno dei principali centri dello sciismo, e ha continuato gli studi religiosi. È considerato un religioso di rango, con il titolo di Hojatoleslam.
Mojtaba Khamenei non ha mai ricoperto incarichi governativi né partecipato a pubbliche elezioni. Non ha tenuto discorsi ufficiali né sermoni e per anni ha mantenuto un basso profilo, ma è considerato una figura influente negli ambienti del potere ed è stato ampiamente descritto come una presenza rilevante nell’entourage del padre.
Il suo nome è emerso nel 2005, durante le elezioni presidenziali che hanno alla vittoria del conservatore Mahmoud Ahmadinejad.
Come diversi altri esponenti della leadership iraniana, Mojtaba Khamenei è oggetto sanzioni statunitensi e occidentali.
Molti analisti oggi sottolineano che la sua ascesa è specchio delle correnti conservatrici dell’apparato statale, a indicare una linea politica di continuità con quella del padre, con posizioni rigide nei confronti dell’Occidente. Le minacce israeliane e americane di questi giorni conferiscono a Mojtaba un’aura di guida suprema “sacrificabile”, comunque a rischio di morte per con nuovi attacchi mirati, come quello in cui è stato ucciso il padre, e dove hanno perso la vita anche la moglie di Mojtaba e una delle sorelle.
