In qualità di saggista e docente specializzata in filosofia politica e studi decoloniali, intendo presentare l’iniziativa “Donne Contro la Guerra” non solo come una mobilitazione politica, ma come un momento di alta analisi scientifica e sociologica. L’evento, previsto per sabato 7 marzo presso la Galleria Principe di Napoli, si pone l’obiettivo di indagare le strutture del potere imperialista attraverso il protagonismo femminile globale.
Fondamenti teorici: Il caso Cuba
L’apertura dei lavori (ore 16:30) si concentrerà sulla presentazione della mia opera monografica: “Le donne cubane: l’altra metà della Rivoluzione”. Il mio approccio accademico si distanzia dal femminismo liberale occidentale per analizzare, attraverso una metodologia critico-storiografica, come l’emancipazione femminile a Cuba sia stata un pilastro strutturale della sovranità nazionale e della giustizia sociale.
Esamineremo come la partecipazione delle donne — dalla lotta armata alla gestione istituzionale — abbia riconfigurato i rapporti di forza patriarcali in un contesto di resistenza attiva contro le pressioni economiche e geopolitiche esterne.
Geopolitica della Resistenza e assemblearismo pubblico
Dalle ore 18:30, l’evento evolverà in un’assemblea pubblica intitolata “Il ruolo della donna nella lotta antimperialista”. Questo spazio di confronto vedrà la partecipazione di una rete multidisciplinare di realtà internazionali e territoriali:
* Il Fronte Internazionale: Interverranno rappresentanti del Centro Culturale Handala Ali, dell’Associazione Bellarus, della Comunità Russa e dell’Associazione Italia-Cuba. Analizzeremo inoltre il modello bolivariano attraverso il contributo di Yennyre Rivero (PSUV) e delle Brigate Internazionali Cilia Flores.
* La Prassi Territoriale e Metropolitana: Il dibattito sarà arricchito dai contributi di GalleriArt, ASC, P. CARC, Uniti Contro la Guerra, Rifondazione Comunista e della Consulta Popolare Salute e Sanità.
L’obiettivo è mappare le interconnessioni tra le aggressioni imperialiste globali e l’oppressione socio-economica vissuta quotidianamente nel nostro Paese, fornendo una base teorica solida per lo sciopero generale dell’8 e 9 marzo.
La funzione sociale dello spazio e della convivialità
L’evento è ospitato e promosso da realtà attive nel tessuto culturale napoletano, tra cui spicca GalleriArt. La scelta di concludere la giornata con una Cena Sociale (ore 21:00) risponde alla necessità antropologica di trasformare la teoria in legame sociale, creando una comunità di intenti che sia allo stesso tempo consapevole e solidale.
Il mio impegno come intellettuale è quello di fornire strumenti analitici che permettano di leggere la realtà oltre le narrazioni egemoniche. Questa giornata rappresenta un passo avanti nella costruzione di una coscienza critica che veda nella donna non una vittima della storia, ma la protagonista cosciente della propria liberazione e della difesa dei popoli contro ogni forma di guerra imperialista.

