
Roma, 26 febbraio 2026
Oggi è stata una di quelle giornate romane che restano impresse: una luce tersa illuminava Viale Regina Margherita mentre mi incamminavo verso l’ingresso dell’Università. Mi sono diretta verso la Sapienza con una certa emozione, essendo stata invitata dal Professor Stefano Scarcella Prandstraller — stimato docente di Sociologia dei Fenomeni Politici (SPS/11) — a intervenire in un contesto accademico così prestigioso.
L’Aula Blu 1 era letteralmente gremita; vedere così tanti ragazzi attenti, pronti a interrogarsi sulla complessità del mondo attuale, ha dato un senso profondo al mio lavoro. Il dibattito è stato vibrante, con gli studenti che hanno incalzato noi relatori con domande puntuali e interventi appassionati, rendendo l’atmosfera elettrica e partecipe. È stato gratificante vedere come la ricerca possa ancora accendere gli animi delle nuove generazioni.
Di seguito, riporto il resoconto integrale e approfondito di quanto emerso in questo straordinario confronto:


L’Iran tra sanzioni e resilienza culturale: Cronaca integrale del dibattito alla Sapienza
Oggi, 26 febbraio 2026, l’Aula Blu 1 dell’Università La Sapienza ha ospitato un confronto di alto profilo sulla sostenibilità sociale in Iran. Sotto la mediazione del Prof. Stefano Scarcella Prandstraller, i relatori hanno delineato un quadro complesso che intreccia storia, diritto internazionale e geopolitica.

Il Focus di Maddalena Celano: Le Sanzioni come violazione sistematica dei diritti umani
L’intervento di apertura, curato da me, la sottoscritta Maddalena Celano, ha offerto una prospettiva critica e supportata da evidenze empiriche sull’impatto devastante delle sanzioni economiche. Partendo dall’analisi storica della transizione dall’epoca dello Scià alla Repubblica Islamica, ho denunciato come l’embargo non colpisca i vertici politici, ma la popolazione civile più vulnerabile.
Io, Maddalena Celano, ho presentato dati allarmanti su come queste misure coercitive unilaterali configurino una vera e propria violazione dei diritti umani, ostacolando il diritto allo sviluppo e alla salute di milioni di cittadini. In particolare, ho evidenziato che:
* L’infanzia tradita: Le sanzioni colpiscono direttamente i bambini attraverso l’insicurezza alimentare e la carenza di presidi medici specifici. La malnutrizione e la mancanza di farmaci salvavita stanno programmando un’infelicità infantile che ha riscontri neurologici permanenti, poiché le neuroscienze dimostrano che crescere in contesti di privazione materiale produce danni cronici allo sviluppo.
* Le donne e la femminizzazione della povertà: Le sanzioni esacerbano la precarietà economica delle donne, intrappolandole in una sussistenza che limita la loro autonomia finanziaria e le espone maggiormente a dinamiche di dipendenza o violenza.
* Anziani e disabili: Queste categorie subiscono l’eclissi dei servizi di assistenza e l’aumento vertiginoso dei costi per le cure croniche, rendendo la loro dignità una “commodity” sacrificata sull’altare della pressione geopolitica.
Queste misure non sono semplici strumenti di pressione, ma operazioni di “ingegneria biopolitica” che derubricano l’individuo da soggetto di diritto a dispositivo funzionale sacrificabile.

L’Approfondimento di Pacini: Eccellenza accademica e sovranità dello sviluppo umano
Il Prof. Lorenzo Maria Pacini ha arricchito il dibattito analizzando lo sviluppo sociale, umano ed educativo dell’Iran nonostante l’isolamento. Pacini ha evidenziato con forza:
* Il primato delle lauree scientifiche: L’Iran si conferma un’eccellenza globale per numero di laureati in discipline STEM (Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica), segno di una pianificazione statale volta all’autosufficienza tecnologica.
* Diritto allo studio e leadership femminile: Nonostante le sanzioni, il sistema universitario garantisce un accesso capillare all’istruzione. È stato citato il dato sorprendente per cui, nel campo delle arti visive, oltre l’80% delle attività è guidata da donne, che occupano posizioni di autorità e mediazione culturale.
* Sviluppo come Identità: L’Iran viene letto come un attore centrale del nuovo ordine multipolare, capace di opporre all’imperialismo un modello di crescita basato sulla forza intellettuale dei suoi giovani. Questo si ricollega a una lunga tradizione di leadership femminile nell’educazione, che affonda le radici in figure storiche come Fāṭima al-Fihrī, fondatrice della prima università al mondo.

La critica geopolitica di Chiara Cavalieri: Equilibri precari e narrazioni eterodirette
Chiara Cavalieri ha infine invitato a superare le visioni faziose che inquinano l’analisi del Medio Oriente, offrendo un resoconto degli equilibri politici precari di Teheran:
* Contro le narrazioni unilaterali: Cavalieri ha criticato sia le posizioni acriticamente pro-Iran, sia quelle sbilanciate a favore di Israele, definendole prive di fondamento geopolitico e dettate da pregiudizi ideologici.
* Manifestazioni ed influenze esterne: L’intervento ha affrontato la complessità delle recenti ondate di protesta (che hanno coinvolto oltre 210 città), evidenziando come, pur nascendo da reali disagi sociali ed economici, siano state spesso oggetto di tentativi di eterodirezione e strumentalizzazione esterna per accelerare il collasso della Repubblica Islamica.
* Il primato della diplomazia: La Presidente del Centro Studi ha ribadito che solo attraverso un riconoscimento dei progressi e dei limiti di Teheran si possa giungere a una soluzione diplomatica, rompendo la “narrazione orientalista” e il velo del pregiudizio che isola il Paese.
La sottoscritta Maddalena Celano auspica che questo resoconto integrato serva a restituire la complessità di un Paese che, tra sanzioni criminali e difficoltà esterne, continua a investire nella cultura e nel sapere come uniche vie per la sostenibilità sociale.

