di Chiara Cavalieri
BAGHDAD – Egitto e Turchia rilanciano l’iniziativa diplomatica per contenere l’escalation in Medio Oriente, chiedendo agli Stati Uniti e all’Iran di riprendere il dialogo e i negoziati per raggiungere un’intesa capace di ristabilire la sicurezza e la stabilità regionale.
L’appello è emerso durante un incontro tra il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdel-Aty e il suo omologo turco Hakan Fidan, a margine della 52ª sessione del Consiglio dei ministri degli Esteri dell’Organizzazione della Cooperazione Islamica (OCI), svoltasi a Baghdad, capitale dell’Iraq.
Secondo quanto riportato da RT Arabic, sulla base di un comunicato del Ministero degli Esteri egiziano diffuso sabato 17 ottobre, i due ministri hanno ribadito che il ritorno al negoziato tra Washington e Teheran rappresenta l’unica strada per superare l’attuale crisi, evitando ulteriori ripercussioni sulla sicurezza e sugli interessi economici dei Paesi della regione.
Il colloquio ha affrontato anche le principali crisi mediorientali e nordafricane, dalla sicurezza degli Stati del Golfo alla situazione in Yemen, Sudan, Libia e Siria.
𝗜𝗟 𝗗𝗜𝗔𝗟𝗢𝗚𝗢 𝗧𝗥𝗔 𝗪𝗔𝗦𝗛𝗜𝗡𝗚𝗧𝗢𝗡 𝗘 𝗧𝗘𝗛𝗘𝗥𝗔𝗡 𝗔𝗟 𝗖𝗘𝗡𝗧𝗥𝗢 𝗗𝗘𝗟 𝗖𝗢𝗟𝗟𝗢𝗤𝗨𝗜𝗢
La questione iraniana ha occupato una posizione centrale nell’incontro bilaterale.
Abdel-Aty e Fidan hanno esaminato le iniziative diplomatiche in corso e le proposte avanzate per favorire un accordo tra Stati Uniti e Iran, sottolineando la necessità di evitare un ulteriore deterioramento della situazione regionale.
Entrambi hanno insistito sull’importanza di privilegiare le soluzioni politiche rispetto a quelle militari.
Il ministro egiziano ha evidenziato come il proseguimento dell’escalation rischi di compromettere non soltanto la sicurezza dei Paesi direttamente coinvolti, ma anche la stabilità economica e strategica dell’intero Medio Oriente.
Il Cairo e Ankara considerano dunque la ripresa del negoziato un passaggio indispensabile per impedire che la crisi tra Stati Uniti e Iran si trasformi in un fattore di destabilizzazione regionale ancora più ampio.
𝗜𝗟 𝗤𝗨𝗔𝗥𝗧𝗘𝗧𝗧𝗢 𝗥𝗘𝗚𝗜𝗢𝗡𝗔𝗟𝗘 𝗘 𝗜𝗟 𝗖𝗢𝗢𝗥𝗗𝗜𝗡𝗔𝗠𝗘𝗡𝗧𝗢 𝗗𝗜𝗣𝗟𝗢𝗠𝗔𝗧𝗜𝗖𝗢
Un altro punto significativo dell’incontro ha riguardato il cosiddetto meccanismo quadrilaterale regionale, attraverso il quale i Paesi coinvolti intendono rafforzare le consultazioni e coordinare le iniziative diplomatiche.
Abdel-Aty ha sottolineato l’importanza di intensificare gli sforzi comuni per sostenere soluzioni politiche alle crisi regionali, ridurre le tensioni e promuovere una maggiore stabilità.
Il riferimento al Quartetto evidenzia la volontà egiziana e turca di mantenere aperti canali diplomatici multilaterali, evitando che le principali questioni di sicurezza siano affrontate esclusivamente attraverso confronti bilaterali o iniziative militari.
La cooperazione tra Il Cairo e Ankara assume particolare rilievo anche alla luce del progressivo riavvicinamento diplomatico tra i due Paesi negli ultimi anni.
𝗦𝗜𝗖𝗨𝗥𝗘𝗭𝗭𝗔 𝗗𝗘𝗟 𝗚𝗢𝗟𝗙𝗢: 𝗡𝗢 𝗔𝗚𝗟𝗜 𝗔𝗧𝗧𝗔𝗖𝗖𝗛𝗜 𝗘 𝗔𝗟𝗟𝗔 𝗦𝗧𝗥𝗨𝗠𝗘𝗡𝗧𝗔𝗟𝗜𝗭𝗭𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗗𝗘𝗚𝗟𝗜 𝗦𝗧𝗥𝗘𝗧𝗧𝗜
Il ministro egiziano ha ribadito il netto rifiuto di qualsiasi violazione della sicurezza e della sovranità degli Stati del Golfo.
Particolare attenzione è stata riservata alla sicurezza delle rotte marittime e al rischio che gli stretti e i passaggi strategici possano essere utilizzati come strumenti di pressione politica o militare.
Si tratta di un tema di fondamentale importanza per l’Egitto, il cui Canale di Suez rappresenta uno dei principali collegamenti commerciali tra il Mediterraneo e l’Oceano Indiano, attraverso il Mar Rosso.
Le tensioni regionali e le minacce alla libertà di navigazione possono avere conseguenze dirette sui flussi commerciali, sui costi del trasporto marittimo e sulle entrate legate ai transiti attraverso il Canale.
La posizione egiziana unisce quindi la difesa della sicurezza dei Paesi del Golfo alla tutela della libertà di navigazione e degli interessi economici regionali.
𝗬𝗘𝗠𝗘𝗡 𝗘 𝗔𝗥𝗔𝗕𝗜𝗔 𝗦𝗔𝗨𝗗𝗜𝗧𝗔: 𝗖𝗢𝗡𝗗𝗔𝗡𝗡𝗔 𝗗𝗘𝗚𝗟𝗜 𝗔𝗧𝗧𝗔𝗖𝗖𝗛𝗜
Durante il colloquio, Abdel-Aty e Fidan hanno affrontato anche la situazione in Yemen, ribadendo l’importanza di sostenere le istituzioni statali nazionali e favorire una soluzione politica alla crisi.
I due ministri hanno inoltre rinnovato la condanna degli attacchi contro l’Arabia Saudita, riaffermando la necessità di tutelare la sicurezza del Regno e impedire un ulteriore allargamento delle ostilità.
La questione yemenita rimane strettamente collegata alla sicurezza della Penisola arabica e delle principali rotte marittime regionali, in particolare quelle che attraversano il Mar Rosso e lo stretto di Bab el-Mandeb.
𝗦𝗨𝗗𝗔𝗡: 𝗗𝗜𝗙𝗘𝗦𝗔 𝗗𝗘𝗟𝗟’𝗨𝗡𝗜𝗧À 𝗡𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗔𝗟𝗘 𝗘 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗘 𝗜𝗦𝗧𝗜𝗧𝗨𝗭𝗜𝗢𝗡𝗜
I ministri degli Esteri di Egitto e Turchia hanno affrontato la crisi sudanese, esaminando gli ultimi sviluppi del conflitto e le possibilità di rilanciare il percorso diplomatico.
Abdel-Aty ha riaffermato la posizione egiziana a favore della salvaguardia dell’unità nazionale, della sovranità e dell’integrità territoriale del Sudan.
Il Cairo ha inoltre ribadito la necessità di preservare le istituzioni statali e sostenere una soluzione politica che risponda alle aspirazioni della popolazione sudanese.
La posizione egiziana riflette la centralità strategica del Sudan per la sicurezza del confine meridionale dell’Egitto e per gli equilibri del bacino del Nilo.
𝗟𝗜𝗕𝗜𝗔: 𝗦𝗨𝗣𝗘𝗥𝗔𝗥𝗘 𝗟𝗘 𝗗𝗜𝗩𝗜𝗦𝗜𝗢𝗡𝗜 𝗘 𝗨𝗡𝗜𝗙𝗜𝗖𝗔𝗥𝗘 𝗟𝗘 𝗜𝗦𝗧𝗜𝗧𝗨𝗭𝗜𝗢𝗡𝗜
La situazione libica ha rappresentato un altro tema centrale del confronto.
Il ministro egiziano ha sottolineato l’importanza di sostenere il processo politico, superare le divisioni interne e favorire l’unificazione delle istituzioni nazionali.
Per Egitto e Turchia, che negli anni hanno sostenuto posizioni differenti nel quadro della crisi libica, il coordinamento diplomatico costituisce un elemento significativo del loro riavvicinamento bilaterale.
La stabilità della Libia riveste un’importanza particolare per entrambi i Paesi, sia per gli interessi strategici nel Mediterraneo sia per le implicazioni legate alla sicurezza regionale.
𝗦𝗜𝗥𝗜𝗔: 𝗥𝗜𝗙𝗜𝗨𝗧𝗢 𝗗𝗘𝗚𝗟𝗜 𝗔𝗧𝗧𝗔𝗖𝗖𝗛𝗜 𝗜𝗦𝗥𝗔𝗘𝗟𝗜𝗔𝗡𝗜
Nel corso dei colloqui, Abdel-Aty ha ribadito il sostegno egiziano alla stabilità della Siria, insistendo sulla necessità di preservarne l’unità, la sovranità e l’integrità territoriale.
Il ministro ha sottolineato l’importanza di consentire alle istituzioni siriane di esercitare pienamente le proprie responsabilità nella tutela della sicurezza nazionale.
Entrambi i ministri hanno inoltre espresso una netta opposizione agli attacchi israeliani sul territorio siriano, ribadendo il principio del rispetto della sovranità degli Stati.
𝗜𝗟 𝗥𝗨𝗢𝗟𝗢 𝗗𝗘𝗟𝗟’𝗘𝗚𝗜𝗧𝗧𝗢 𝗘 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗧𝗨𝗥𝗖𝗛𝗜𝗔 𝗡𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗗𝗜𝗣𝗟𝗢𝗠𝗔𝗭𝗜𝗔 𝗥𝗘𝗚𝗜𝗢𝗡𝗔𝗟𝗘
L’incontro di Baghdad conferma la volontà di Egitto e Turchia di rafforzare il coordinamento diplomatico sulle principali crisi che interessano il Medio Oriente e il Nord Africa.
Il riavvicinamento tra Il Cairo e Ankara, dopo anni di tensioni politiche, ha aperto nuove possibilità di consultazione su dossier nei quali i due Paesi mantengono interessi strategici rilevanti.
La posizione espressa dai ministri Abdel-Aty e Fidan individua nel negoziato tra Washington e Teheran una condizione essenziale per ridurre il rischio di un ulteriore allargamento delle ostilità.
La linea diplomatica emersa a Baghdad si fonda su tre priorità: il ritorno al dialogo tra Stati Uniti e Iran, la protezione della sicurezza degli Stati del Golfo e il sostegno a soluzioni politiche per le crisi regionali.
FONTI: Ministero degli Esteri egiziano – State Information Service (SIS); center/news/fm-turkish-counterpart-stress-need-for-dialogue-us-iran-understanding/
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